1. La corsa dietro al tram.
    Richiede: buona vista (se lo vedi arrivare da lontano, corri di meno), capacità di comunicazione non verbale (sbracciati per farti notare dall’autista), coordinazione (gesticola senza rallentare la corsa).
    Non richiede: borse della spesa, tacchi, sigaretta appena accesa.
  2. La corsa per andare in ufficio.
    Richiede: sveglia che non ha suonato, vestiti già pronti sulla sedia, autosufficienza alimentare (no, non puoi fermarti a fare colazione, sei in ritardo, cazzo).
    Non richiede: doccia,  trucco, marmocchi da gestire.
  3. La corsa dietro la tipa che ti ha appena sfanculato sbattendo la porta della tua macchina.
    Richiede: visione periferica (guarda nello specchietto prima di scendere per inseguirla, sto passando io in bici), lucidità (chiudi la macchina), umiltà (seppellisci l’orgoglio).
    Non richiede: tendenza alla sceneggiata napoletana (sei già in un contesto drammaturgicamente forte, urge sobrietà, almeno apparente), polso fermo (cercherà di sgusciarti via), riflessi (schiva la sberla).
  4. La corsa al bagno.
    Richiede: autocontrollo (la vescica è irrequieta come un toro da rodeo), capacità di adattamento (perchè non sempre c’è un bagno), concentrazione (perchè se c’è il bagno, c’è la coda, sappilo).
    Non richiede: pensieri acquatici, pantaloni stretti, abbottonature fantasiose.
  5. La corsa per rispondere al telefono.
    Richiede: la suoneria (se no manco lo senti e il problema non si pone), un interlocutore paziente (c’è sempre quello da due squilli e attacco, che frustra il tuo sforzo olimpico), soldi nel cellulare (perchè non arriverai mai in tempo, dovrai richiamare).
    Non richiede: borse strapiene (la beffa: arrivi alla borsa, lo senti lì che suona a un passo da te, ravani tra miriadi di fazzoletti sporchi e penne che non scrivono e, quando lo trovi, smette di suonare), omologazione ( se hai la suoneria uguale a tutti gli altri, arrivi e scopri che non è il tuo a suonare, sicuro), irritabilità (è tua madre, nove volte su dieci)
  6. La corsa all’aeroporto.
    Richiede: conoscenza dei nuovi media (il check in potevi farlo online, fesso), nozioni geopolitiche (come insegna il film Tra le Nuvole, mettiti in fila dietro ai giapponesi, sono i più veloci ed efficienti a passare i controlli), trolley in buona salute (se ti parte una ruota, sei spacciato).
    Non richiede: arroganza (col cazzo che ti faccio passare in fila, se fai il fenomeno), scarpe con le borchie, armi nel bagaglio a mano (ops, scusi, ieri sono stato al poligono e mi è rimasta lì)
  7. La corsa per sfuggire a un pestaggio.
    Richiede: capacità matematiche di base (conta rapidamente quanti sono quelli che te le vogliono dare), consapevolezza dei propri limiti (sì, è vero che Jason Statham mena uno contro sei e ne esce al massimo con un bottone saltato, ma tu non sei Jason Statham, corri), sinuosità ( schiva gli oggetti e le persone, scegli la traiettoria più breve).
    Non richiede: essere appassionati di film action americani (appunto), troppa autostima, poggiare le proprie certezze sul fatto di aver fatto sei mesi di judo alle medie.
  8. La corsa per comprare i regali di Natale il 24 dicembre.
    Richiede: una giustificazione (se no sei masochista e basta), idee chiare (non puoi permetterti di passeggiare per negozi in cerca di ispirazione quel giorno, ne va della tua salute), propensione alla old economy (devi andare fisicamente a comprare il regalo, se stai ancora aspettando quella cosa ordinata online, sappi che ormai non arriverà più in tempo utile).
    Non richiede: irritabilità (accetta il fatto di far parte di quell’orda di assatanati dell’ultimo minuto, sono tutti come te, con la loro giustificazione pronta), automobile (lasciala in garage la vigilia di Natale, trova mezzi di locomozione alternativi per andare in centro) idee troppo chiare (devi avere l’alternativa pronta, quello che cerchi è sicuramente esaurito)
  9. La corsa per consegnare un lavoro entro scadenza.
    Richiede: un thermos di caffè, un pacchetto di sigarette pieno (se riesci a farne a meno è meglio), una notte in bianco.
    Non richiede: tendenza a recriminare (non è vero che se avessi avuto due giorni in più non avresti dovuto correre, ti saresti semplicemente ritrovato in questa stessa situazione, ma due sere dopo), propensione al panico (non ce la farò mai, perdo il lavoro, c’ho il mutuo), problemi intestinali (la notte sul cesso passala il giorno dopo, per scaricare la tensione).
  10. La corsa al Quirinale.
    Richiede: un età che ti permetta di dire “Io Ladri di Biciclette l’ho visto al cinema”, resistenza ignifuga (si bruciano più aspiranti Presidenti che tacchini il giorno del Ringraziamento), non aver mai fatto battute sul culo della Merkel.
    Non richiede: aver detto “No, grazie”, aver fatto piani per la pensione (avevi, eh, voglia di passare finalmente qualche pomeriggio a giocare a briscola al bar? E invece no), non farsi prendere dallo sconforto né quando Berlusconi racconta le barzellette, né quando Bersani parla seriamente.