Due settimane fa ho scritto un post che ha suscitato un vespaio di risate (come speravo) e di polemiche (come temevo). Si parlava di ciò che le donne dovrebbero fare – attenzione non “devono”, solo “dovrebbero” – per risultare più seducenti agli occhi di un uomo.

Il partito più divertente, tra quelli in cui si sono divisi i lettori del post in questione, è senza dubbio quello degli indignados. Divertente perché, sostanzialmente, contiene un caleidoscopio di posizioni differenti che nemmeno il PD in vista delle primarie. Lo spettro delle critiche che ho ricevuto andavano infatti da quelli che mi davano del vetero maschilista, perché perpetravo il cliché dell’uomo cacciatore, a quelli che asserivano con assoluta certezza che non potevo che essere omosessuale, perché conoscevo troppi tipi di calze da donna.

Meraviglie della libera interpretazione delle parole, soprattutto sul web.

Per aumentare la confusione, cercando di far incazzare chi ha riso del primo post e di far ridere chi s’è incazzato, oggi parliamo di uomini. Mettiamo sulla graticola quegli individui sull’altare del piacere dei quali le donne dovrebbero subire indicibili sofferenze, dall’assideramento al rischio di fratture da caduta.

Ecco dieci ottimi motivi per non correrci dietro ed evitarsi quei sacrifici che vi chiediamo. Dieci scuse pronte all’uso per darvi l’occasione di risponderci: “Sai che c’è? Mi ricopro di leopardi, calze color carne e ballerine, se tu non la smetti di…”. Dieci cose capaci di renderci repellenti, fastidiosi, ridicoli o, alla meglio, degni di rassegnata compassione ai vostri occhi di femmine costrette alla tolleranza.

Non mi meriti seducente, uomo.

1. Abbiamo questa cosa che ci piace pisciare ovunque, soprattutto se in compagnia. Ci siamo pure inventati dei proverbi a riguardo. L’uomo piscia prima di entrare a un concerto, prima di entrare allo stadio, quando esce ubriaco da un locale, nelle piazzole dell’autostrada, nella neve (perché gli piace un sacco questa cosa che con l’urina calda la scioglie e può disegnare dei ghirigori) e sui muri (che poi vi chiama per farvi vedere che ha scritto Ti Amo con quella grafia liquida e incerta di cui va fierissimo). L’uomo adora pisciare all’aperto. Tralasciando l’antropologia da bar del marcare il territorio, lo fa soprattutto perché ha uno scarsissimo controllo della propria vescica, come del resto di ogni altro impulso proveniente dalle sue zone pelviche. Oddio, forse lo fareste anche voi se poteste godere di questa attività con la stessa agilità con cui ne godiamo noi. Sta di fatto che, per educazione o costituzione, non lo fate e alzi la mano chi non ha mai aspettato a braccia conserte un amico/fidanzato mentre eseguiva le sue performance artistiche con il pennello in mano e ha dovuto sopportarlo mentre emetteva compiaciuti grugniti di soddisfazione.

2. Il fatto che veneriamo la pisciata all’aperto ci rende feroci e disadattati animali in gabbia quando siamo costretti a farla nei luoghi chiusi e deputati all’uso. Avete sicuramente avuto la sfortuna di entrare nel bagno maschile di un locale perché in quello femminile c’era troppa coda. O, più banalmente, avete la sfortuna di avere un uomo che vi gira per casa. Ebbene, sappiatelo: viviamo come una spietata costrizione, figlia di un società troppo sovrastrutturata, il fatto di dover centrare una tazza che limita, oltraggiosamente, la nostra libertà di getto. Quelle gocce sul bordo water sono un atto di ribellione, non una scarsa mira. Ci piacerebbe che le apprezzaste per quello che sono, un retaggio della nostra anima ribelle e indomabile.

Ma temo che non sia così.

3. Voi siete tendenzialmente attente alle mode (pure troppo), noi invece sviluppiamo un attaccamento morboso e inamovibile a poche certezze che ci fanno sentire sicuri. Quasi invariabilmente, un uomo, a un certo punto della propria vita, raggiunge un ragionevole livello di certezza che lo porta a decidere che quello stile, quello di quel momento, è quello giusto e non andrà mutato mai più. Ci autoconvinciamo che in quel particolare modo stiamo bene. Che siamo fighi. E da quel giorno non ci schiodiamo più di lì. L’uomo ha tagli di capelli che rimangono invariati per decenni e modelli di jeans che acquista invariabilmente dai 18 ai 70 anni (cambia la taglia, ma vabbè). Ricompra ostinatamente lo stesso paio di Clarks, lo stesso maglione girocollo, la stessa camicia nello stesso negozio. State molto attente, perché se ci dite che stiamo bene con giacca di velluto e maglietta quando abbiamo vent’anni, ci vedrete vestiti così fino alla pensione, nonostante circonferenza triplicata dell’addome e diffuso senso del ridicolo.

4. Poi forse è meglio così, ché l’uomo che aveva raggiunto il suo rassicurante (per lui e per voi) equilibrio estetico e a un certo punto decide di cambiare stile è una mina vagante. Anche perché, solitamente, la cosa si manifesta con una tendenza alla regressione infantile, non con una naturale e progressiva entrata in un’età adulta che richiederebbe un corretto spirito di adattamento. L’uomo tranquillo che decide di cambiare si compra la macchina sportiva o la moto (che non sa guidare), le magliette con lo scolo a V, quelle orribili scarpe sportive con la suola rialzata (non facciamo nomi, ma sappiamo tutti di cosa stiamo parlando), molla il Corriere della Sera a favore di Wired o For Men e, se ha dei figli, cerca di diventare loro amico.

5. L’uomo non chiede indicazioni, mai. Ok, ora esistono i navigatori, che hanno salvato tanti viaggi dallo smarrimento e altrettante coppie dalla dissoluzione, ma c’è sempre quella frazione non indicata sulle mappe o quell’indirizzo che avete trascritto male e che il Tom Tom non trova. E comunque, in ogni caso, l’uomo si ritiene molto più intelligente del navigatore e una volta su due vi dirà “Ma va, guarda che strada di merda che vuole farci fare questo aggeggio, giriamo di qua che è più veloce”. E poi si perde, ovviamente. A quel punto, la sua atavica avversione verso il chiedere informazioni si unisce in un mix letale ed esplosivo all’orgoglio ferito, che non gli permetterà mai di ammettere l’errore e quindi tantomeno di chiedere a qualcuno un’indicazione. Vi troverete quindi a girare per ore, lui con sguardo indurito e fisso davanti a sé e voi a giocare con la manopola dell’autoradio per trattenervi dal dire qualcosa (il che, sappiatelo, lo fa innervosire ancora di più).

Alla fine accosterà, farà chiedere a voi indicazioni ad un passante, voi beccherete ovviamente uno che non è del posto o non capisce l’italiano e l’uomo dirà che aveva ragione lui, che chiedere è solo una perdita di tempo.

Rassegnatevi.

6. Il maschio medio non chiama mai i genitori. Voi glielo avete detto in tutte le salse. Chiamali, che a loro fa piacere. Ma che ti costa, un saluto e basta. Almeno mandagli un messaggio.

Niente. Che poi a voi, nella maggior parte dei casi, la “suocera” sta pure simpatica, checché se ne dica. E temete che lei interpreti questo silenzio dell’amatissimo figlio come una trama ordita da voi per allontanarlo dalla madre ed appropriarvene in esclusiva. Quindi lo esortate, ma quello niente. Quando arrivate al punto del ricatto emotivo del tipo “chiamala, che a non sentirti mai si preoccupa e sta male”, lui vi risponderà che è troppo tardi, che ormai lei si preoccupa di più se le squilla il telefono e vede il suo nome sul display, perché pensa immediatamente che, se si scomoda a telefonarle, gli è sicuramente successo qualcosa. Capito? Lo fa per lei, poveretta.

Fate così, chiamatela voi.

7. L’uomo a letto ha ben due modi per risultare fastidioso agli occhi di una donna. Pensate che fortuna, possiamo anche scegliere come indisporvi.

C’è la versione egoista, che cerca solo il proprio piacere. In questo caso voi valete né più né meno del bilanciere della palestra: quello serve a gonfiare i pettorali, voi quell’altra cosa laggiù. Finite le tre serie da dodici spinte, si riterrà soddisfatto, emetterà un urlo belluino, doccia, aperitivo, casa.

C’è poi la versione presunta altruista, che è pure peggio. E’ quello convinto di sapere perfettamente come farvi godere e sta lì delle ore, che se non avete sette orgasmi è un’offesa personale alla sua ars amatoria. E’ quello che una volta si sarebbe detto “Ha letto il Kamasutra”, ma ora invece è solo uno che si è masturbato su Cinquanta Sfumature di Grigio e vuole mostrarvi che lui non ha nulla da invidiare a Christian Grey. Alla fine non vi chiederà “Ti è piaciuto?”, grazie a Dio.

Ma farà di peggio, ve lo comunicherà senza punto interrogativo.

“Ti è piaciuto”.

Ovvio.

8. P.S. Qualsiasi tipo di uomo vi portiate a letto, non dategliela fino a che non si è tolto i calzini.

Punirne uno per educarne cento.

Per favore.

9. Magari siete troppo buone di carattere, magari non vedevate un uomo da secoli e sperate tanto che lui sia quello giusto, o magari invece state con lui e lo amate da anni e vi fanno tenerezza anche le sue cazzate, ma non dovete mai e poi mai ridere di o lasciare passare una sua scoreggia in vostra presenza. La scoreggia non fa ridere. Peggio ancora se ve la sventola sotto le lenzuola. Gli uomini hanno questa tendenza malsana a includervi istintivamente nel loro branco di amici e a comportarsi con voi come con loro. Fermate questa deriva. Non permetteteglielo. Sarebbe l’inizio di una valanga che nei mesi e negli anni andrebbe lentamente a cancellare ogni parvenza di erotismo, sensualità e mistero nel vostro rapporto di coppia. Dalla scoreggina innocente che fa ridere al ritrovarvi in bagno con lui che caga e voi che vi depilate il passo è molto più breve di quanto si pensi.

10. Il più alto e maturo livello di consapevolezza che una donna può raggiungere sta nel capire che il vostro uomo non sarà mai vostro in esclusiva. L’uomo va condiviso. E non sto parlando di condividerlo con altre donne. Cosa che forse a lui non dispiacerebbe, ma non è questo il punto.

L’uomo, anche quello fedele, va condiviso con una serie di elementi esterni alla coppia che non riuscirete mai a sradicare del tutto. La domenica pomeriggio non sarà mai vostra (a meno che la sua squadra giochi al sabato o alla domenica sera, nel qual caso dimenticatevi quelle); la sua macchina non potrete guidarla mai (a meno che lui non sia molto ubriaco); sul computer troverete prima o poi la pagina di youporn aperta (non sempre facciamo in tempo a cancellare la cronologia, quando arrivate); quel suo amico sfigato, che proprio non capite lui che ci trova, piomberà per sempre, a intervalli irregolari e imprevedibili, a casa vostra e si piazzerà sul vostro divano o ve lo porterà via la sera in cui avevate pianificato in segreto una sorpresa romantica; quando qualche suo amico si sposerà, all’addio al celibato finiranno sempre a guardare delle zozze in un locale di striptease, anche se giureranno che hanno solo bevuto birra al pub, che a loro quelle robe là fanno schifo; l’arrosto di mamma sarà sempre più buono del vostro (che non la chiama mai, ma a cena ci va eccome). E così via.

Quindi, alla fine, che si fa in questo mondo imperfetto? Noi chiudiamo un occhio sul collant e voi ci lasciate guardare la partita?

Pace fatta?