Paper Project è un luogo popolato di donne come pochi altri al mondo.
Forse Zara, ecco.

Questo credo sia l’elemento scatenante che rende i pochi blogger maschi presenti su queste pagine particolarmente testosteronici. Arrivano qui e si sentono immediatamente come si sente Dan Bilzerian in una qualsiasi delle 365 mattine in cui si sveglia ogni anno (probabilmente Dan Bilzerian si sveglia al pomeriggio, mica al mattino come gli sfigati, ma vabbè).

Forse ve ne siete accorti, forse no, ma i blogger maschi di Paper Project in questi mesi hanno provato a convincervi ad accoppiarvi con chiunque. Ognuno cercando di alzare la bandiera della propria categoria di appartenenza al di sopra delle altre.
E sì, la frase precedente contiene un doppio senso.
Insomma: cestisti, motociclisti, rugbisti. Hanno tentato, con post molto divertenti, di propinarveli tutti.

Che poi.
Il cestista è uno abituato a concludere in 24 secondi. Non la migliore delle premesse dal punto di vista sessuale.
Il motociclista è uno che preferisce cavalcare un’altra. Fatevene una ragione.
La storia del rugbista come sex symbol invece è il più trito dei cliché degli anni duemila, dopo l’invenzione degli hipster. Anche basta. Chiamiamoli con il loro nome: simpaticissimi ciccioni che bevono birra e tornano a casa troppo ubriachi.

Quindi?
Quindi se il vostro uomo soffre di canestro precoce, si eccita strusciando il pube contro un serbatoio o trova divertente sussurrarvi un rutto gusto Guinness nelle orecchie, è ora di fare un pensiero sui runners.

No, non mi dovete credere sulla fiducia, sto per fornirvi le prove scientifiche della nostra superiorità come partner.

1. Il malato di calcio non vi inviterà mai a giocare con lui. Il patito di tennis magari sì, ma solo per risolvere i rancori in sospeso prendendovi a pallettate. Per il motociclista valete né più né meno che un bauletto: peso inutile. La corsa invece è probabilmente lo sport più facile e bello da condividere, tra un uomo e una donna. Ovviamente a livello amatoriale. Se state con un maratoneta con tempi da 2 ore e 20’, lasciatelo andare da solo.

2. Al vostro uomo è preso il trip della maratona.
Non cercate di cambiarlo, manipolatelo.
Vengono organizzate gare in ogni luogo del pianeta, in ogni capitale, città, mare, montagna e lago. Fategli pesare tutti i weekend in cui vi ha lasciate a casa per andare ad allenarsi e, nel momento della scelta della gara, indirizzatelo con dalemiana astuzia verso la meta che avete scelto voi. Il tutto a sue spese, ovviamente, che voi gli state già facendo il favore di seguirlo. e non deve mica lamentarsi.

3. Il runner vi abbandonerà spesso a letto da sole per per andare ad allenarsi con improbabili uscite all’alba. Non sembra, ma questo è un doppio atto d’amore: lo fa per non togliervi tempo nel resto della giornata (mentre gli altri c’hanno sempre la partita al campetto alla sera, quando voi vorreste andare al cinema o essere abbracciate sul divano) e per lasciarvi la possibilità di godere di quell’ultima fantastica ora di sonno mattutina spaparanzate a stella marina, occupando tutto il letto.
Oltretutto, se sarete brave a giocare un po’ sui suoi sensi di colpa (come al punto precedente), vi porterà anche la colazione, tornando.

4. Di runners ce ne sono per tutti i gusti e per ogni esigenza. C’è il centometrista, per una sveltina da record. C’è l’ostacolista, se amate qualcosa di acrobatico. C’è il mezzo fondista per un sesso regolare e di durata ragionevole. Poi ci sono il maratoneta e l’ultramaratoneta, altrimenti conosciuti, per gli angolofoni, come “Long Distance Runners”.
Long Distance.
Devo aggiungere altro?

5. Corollario: perché secondo voi quando si esce da una nottata di fuoco si dice “ho fatto una maratona di sesso” e non “ho fatto una partita di sesso”. Il linguaggio non mente, gente.

6. Il running è uno sport piuttosto economico. Maglietta, pantaloncini, scarpe: that’s all. Niente psicodrammi di coppia, sempre incombenti se siete fidanzate con adepti di altre discipline, tipo “Amore, ho comprato i nuovi sci/la nuova bici da corsa/la nuova moto. Magari in Messico andiamo l’anno prossimo, che ne dici? Ma possiamo andare dai miei a Pietra Ligure che non è male, dai.” E voi che nascondete la Lonely Planet appena comprata nel cassetto, subito sotto i rancori.

7. Running e invecchiamento sono legati a doppio filo. E anche questo è un aspetto che potete rivoltare a vostro favore. Innanzitutto la corsa è uno sport che l’uomo medio inizia tendenzialmente tardi, dopo i trenta. Solitamente è la prima avvisaglia soft di un anticipo di crisi di mezza età. Lasciatelo sfogare così prima che, se viene represso l’istinto podistico, passi a step successivi ben più problematici tipo compro-la-decappottabile e cerco-di-intrufolarmi-dentro-la-stagista-ventiduenne.
Corre, si stanca, si gode il piacere delle endorfine, si sente so young e torna a casa.
Relazione salva.

8. Altro corollario, questa volta al tema dell’invecchiamento. Il running si comincia a tardi e, bene o male, può accompagnarci fino ad età piuttosto avanzate. Non vi troverete mai in casa un ex sportivo imbolsito, che vive di ricordi, inacidito dal non poter praticare più lo sport che lo faceva sentire così bene. Anche se sempre più patetici e canuti, noi potremo continuare a uscire a praticare. Quando non ci sopporterete più – perché capiterà – avrete ancora quelle orette settimanali in cui andremo a correre e voi potrete rilassarvi.
Relazione salva, di nuovo.