TANTA ROBA!

Premessa: per ovvi motivi che non credo di dover star qui a precisare, la partita di ieri sera tra Juventus e Borussia l’ho vista lontano da mia figlia, specialmente dalle sue orecchie. Ho preferisco vederla parzialmente delusa dalla mancanza della mia apertura alare nell’imitazione dell’aquila reale piuttosto che dover sentire mia moglie spiegarle come mai il suo papà si rantolava per terra rosso in viso piangendo di tanto in tanto…

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Piedi per terra.
L’aspetto più importante adesso è senza dubbio mantenere i piedi per terra, perché niente è ancora stato fatto, e montarsi la testa adesso sarebbe l’errore più grave. Però il titolo di un articolo non è mai casuale e il risultato di ieri sera è davvero prestigioso, per il modo in cui è arrivato soprattutto. Senza Pirlo, quasi subito senza Pogba: tanta roba!

Sinceramente, ero abbastanza fiducioso. Per scaramanzia ovviamente dicevo il contrario, ma ero convinto di potercela fare: loro dietro avevano dimostrato di essere davvero scarsi, però, in casa loro, in Germania, nonostante avessi solo buoni ricordi di quello stadio, ottimi direi, pensavo di sudarmela, di soffrire, ero addirittura già incazzato prima, verso le 18:00, così, come per volermi acclimatare al prossimo stato d’animo e non farmi trovare impreparato. Un 2-2 direi, ma di quelli con la partita sempre in bilico, dove per 27 minuti sei fuori, poi sei di nuovo dentro…avete presente?

Invece decisamente no. Perché proprio là, dove erano già stati protagonisti indimenticabili Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, mercoledì sera si è consacrato l’Apache.

Intermezzo: a metà degli anni 2000, prima della semifinale dei mondiali, avevo fatto questa considerazione. Nella finale di Uefa Baggio toccò probabilmente il suo punto più alto alla Juve, forse meglio anche di quello del suo unico scudetto, e un po’ chiuse un percorso. Alessandro Del Piero, nello stesso stadio, è diventato Alessandro Del Piero a poco più di 20 anni, cominciando una parabola praticamente senza fine. Dortmund ha rappresentato un po’ la nostra rinascita e consacrazione in Europa, come se fossimo passati di livello in un videogioco: da quell’anno 3 finali consecutive e eliminazione in semifinale l’anno dopo, record di partite consecutive giocate in Champion’s da una squadra. Così, per dire, è iniziato tutto a Dortmund…

Dopo minuti 2, e non come modo di dire, siluro impressionante nel sette da 30 metri. 0-1, Carlitos. Palla al centro e non ho neanche cominciato a pensare di volermi accendere una nuova sigaretta. A parte 10 minuti di sbandamento a fine primo tempo, proprio dopo l’infortunio di Pogba, dominio assoluto anche nella ripresa.

Morata in pallonetto (evitabile tra l’altro), Morata con la botta, Pereyra, e poi l’assist di Carlitos, di nuovo lui, e il 2-0 e poi ancora Carlitos, ancora fulminante, per il 3-0. Estasi, davvero, dominio, schiacciante, bello da vedere, godereccio!

Poco da dire, da aggiungere, l’ho detto a inizio anno e continuo a mantenere una mia linea: di Allegri si parla a maggio, a risultati ottenuti, a trofei vinti e a sconfitte arrivate come e perché. Per ieri sera bravo davvero, adesso vediamo cosa esce dall’urna.

Intanto grazie Dortmund e grazie Westfalenstadion, è sempre un piacere passare da voi; e quella bellissima coreografia sul 1997, potete immaginare vero cosa farne ora?