Luci sul derby di Torino e sul suo incredibile epilogo, ma grandi emozioni anche dal posticipo tra Roma e Inter. Giornata da ricordare, tra emozioni e tanti gol.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Va bene così. Anche se non va bene così. O viceversa.

Perdere partite fa male. Vincere partite fa bene. Ma, come diceva il filosofo: “non sempre si può vincere, bisogna saper perdere”. L’Inter ha saputo perdere tante volte con Mazzarri, con Mancini l’Inter sa anche come si perde.

Si era partiti con la dichiarazione di Mancini: “Loro lotteranno con la Juve sino alla fine, ma noi siamo l’Inter e voglio vedere i miei che vanno all’Olimpico per giocarsela, anche a costo di fare degli errori”.

Si è chiuso con la dichiarazione di Mancini: “Abbiamo fatto qualche errore ma anche alcune cose buone, dobbiamo lavorare tanto”.

Dobbiamo lavorare tanto. E’ questa l’unica certezza di una squadra senza nessun giocatore leader, un allenatore radicalmente diverso da quello che l’ha gestita per l’ultimo anno e mezzo e un campionato già abbondantemente iniziato e pressocché chiuso.

Dobbiamo lavorare tanto per ritornare a essere Inter. Non quest’anno, l’anno prossimo. O tra due anni. O tra tre anni. Ecco, se possibile non oltre i tre anni.

Questo campionato c’ha due tipi di squadre. Roma-Juve e il resto. Il resto di solito gioca le partite contro Roma e Juve alla Mazzarri: difesa a 3 che diventa 5, centrocampo a 5 che diventa 4 e attacco a 2 che diventa 1. L’Inter di Mancini ha mostrato che ci possono essere altre squadre oltre a Roma-Juve e ai brocchi. L’Inter di Mancini è entrata nella partita contro la Roma cazzuta, aggressiva. Peccato che le sono mancati gli attributi.

Le qualità individuali della Roma sono nettamente superiori. Le qualità di squadra della Roma sono esponenzialmente superiori. Date le premesse, un allenatore vecchia scuola avrebbe impostato la partita cercando di ammazzare il gioco. Mancini invece l’ha aperto, il gioco. Noi non abbiamo paura. Noi non ci tireremo indietro. Nel momento in cui la Roma era in calo di fiducia (vedi pareggio contro il CSKA), Mancini ha provato a sfidarla in casa. Poteva andarci di culo, e invece c’è andata in culo.

Fa niente. Abbiamo perso, ma con onore e dignità. Dobbiamo lavorare tanto ed è più facile lavorare quando il morale resta alto.

E, cosa non da poco, non s’è azzoppata la Roma nella rincorsa alla Juvemerda.

#finoallafinejuvemerda

MILANISMI

di Marta Baudo

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Nel weekend del Big Match a Roma e del Derby della Mole mi godo il “Ritorno alla Vittoria” nella mia seconda casa… Successo sta a siccità milanese del 2014!
ALLEGRIA amici rossoneri!! Una notizia nuova…il MILAN espugna casa sua.
Step by step, oltre al gioco, arrivano anche i risultati concreti e la ruota gira. Su la testa.
Cosa chiedere di più a una Vittoria arrivata dominando per 45 minuti i bianconeri friulani, allenati da una coppia dai colori agghiaccianti?!
Zeru gol subiti, come non succedeva da secoli… I can’t believe!
San Siro bagnato, San Siro fortunato: gol/non gol a parte! Sorvoliamo questo piccolo particolare.
E’ destino che la linea di porta faccia rima con Milan. Pronta una fornitura di lenti multifocali per Valeri e la sua truppa!
Menez, trascinatore con perle d’eccezione, scalza Torres, con un bottino in crescendo di settimana in settimana! Doppietta e tanti saluti ai temerari arrivati da Udine!
Pochi tocchi e azioni corali da vera squadra, in contropiede, a divertire il pubblico sotto il diluvio.
Piove e lo Strama – Stanko-vic non si muovono! Si accende la luce in fondo al tunnel, lasciando dietro un’altra rivale, ad oggi a pari punti.
Un weekend anomalo condito da
– Debutti di meteore a San Siro;
– Rientro per scampoli di match del Capitano;
– Milan in campo alle 15 con i bambini a colorare il primo verde;
– Risalita della china;
– Guado superato;
– 2 Maldini Junior in gol nelle giovanili rossonere, segni del destino?!

E qual buon vento il nipotino adottivo sugli spalti…
Genova dall’alto della classifica chiama ad una prova di forza per non buttare a mare quanto or ora seminato. Da una città piovosa all’altra, Milan metti cuore orgoglio e grinta per costruire la nuova casa.
Il faraone terrà caldo il riscatto per il ritorno a Marassi?
Avanti tutta con il Milan nel cuore.

milan-udinese

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Semplicemente, assolutamente fantastico.

Vincere un derby, di suo, è una goduria. Sempre e comunque. E vi assicuro che ve lo dice uno che lo sa bene, molto bene. Puoi vincere uno a zero con gol fortuito e viziato da probabile fuorigioco come cinque a zero, segnando anche in rovesciata da centrocampo, ma la goduria è più o meno la stessa.

Il derby non lo giochi, il derby lo vinci.

Poi ci sono però delle situazioni particolari, come quella di ieri, che rendono la goduria massima, fino a portarla quasi all’estasi. Perché ieri ci credevano, quelli là. Dopo 12 anni che non facevano un gol erano riusciti finalmente a trovare una gioia, in maniera quantomeno incredibile tra l’altro, e dopo una quindicina d’anni forse hanno pensato perfino di vincere, in casa nostra, gli illusi, quando sull’1-1 si sono ritrovati anche in superiorità numerica, causa il rosso sventolato in faccia a Lichtsteiner a metà secondo tempo.

E invece no. Proprio no. E se la gioia, la beffa, arriva quando il cronometro segna 47 minuti e 57 secondi tutto è ancora più bello, perché la beffa diventa pugnalata, la nostra gioia diventa la loro sofferenza. L’estasi la raggiungi lì, a 3 secondi dalla fine, grazie all’ennesima gemma di un genio.

Ma mi fermo qui, non voglio trattenervi oltre dal leggere il post di Cristiano… io non vedo l’ora!

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Non penso che esista il Bigfoot.
Santa Claus.
Le scie chimiche.
La fatina dei denti.
Gli ufo.
La soluzione per la calvizie.

Tutte cazzate.

Ma provate per sei mesi – non più di sei, non vi voglio così male – ad essere granata.
Poi ditemi se non iniziate a credere che invece la sfiga, lei sì, esiste. Sfiga, assenza di giustizia, maledizione, accanimento terapeutico del destino, chiamatela come vi pare.
Ma esiste, è evidente.

Mi direte, cinici razionalisti che non siete altro: quello che tu, granata, chiami sfiga, il mondo la chiama semplicemente palla persa da Benassi.
Vero, può succedere.
Quello che però differenzia un errore o evento sfortunato dalla SFIGA è la costanza con cui tutto ciò accade SEMPRE allo stesso soggetto.
L’unico precedente che ricordo è Paperino contro Gastone. Dopo quello, è tutta roba di granata vs bianconeri.

Se non abbiamo non dico vinto ma almeno NON PERSO oggi, quando?
Con un arbitro passabilmente onesto.
Con i gobbi giustamente in 10.
Con Ventura che non ha paura e gioca con due attaccanti.
Con un Toro che gioca bene e crea occasioni da gol.
SEGNANDO IL GOL PROBABILMENTE PIU’ BELLO DELLA STORIA DEL DERBY (scusate il maiuscolo, ma mi sfogo con quello o distruggo casa).

Se non abbiamo non dico vinto ma almeno NON PERSO oggi, quando?
Mai, mi direte sempre voi cinici razionalisti.

E inizio a essere d’accordo con voi, stavolta.

(Che si vinca o che si perda, forza Toro e Juve merda)