Tempi bui, alle latitudini baltiche e a quelle meneghine. Il lungo inverno dell’Inter è appena iniziato, mentre il Toro si ritrova da solo in testa a una classifica: roba che non si vedeva da millenni.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Guardiamo in faccia la realtà: il calcio italiano ha paura.

Sarà perché i migliori (allenatori e giocatori) se ne vanno. Sarà perché oramai il tifo nazionale si è spostato verso sport più adatti al nostro secolo, tipo il curling. Sarà perché la Merkel, Juncker, Obama e il Nuovo Ordine Mondiale, hanno deciso che dovevamo pagare per tutte quelle vittorie degli anni ’80, ’90 e ’00. Sarà perché, in fondo, un decennio storto, nella storia dell’umanità, ci può anche stare. Sarà che il riscaldamento globale c’ha reso, a noi squadre e calciatori italiani, più inclini alla siesta, che le spiagge che abbiamo noi, signori, in Francia se le sognano.

Sei partite giocate in Europa. Tre sconfitte, un pareggio e due vittorie.

In questa prospettiva, il nostro pareggio coi francesi del Saint’Etienne 0-0 non è così drammatico.

E poi comunque siamo primi a 3 punti dalla seconda. E poi comunque stiamo parlando di un girone con squadre che se mi metto io in campo si passa lo stesso.

No, non è lo 0-0 contro quei mangiaranocchie che mi preoccupa.

Sono i 100 e passa milioni di buco di bilancio. Sono le dimissioni della famigghia Moratti dal CdA dell’Inter. Sono il sospetto e terrore che questi risultati mediocri, questo allenatore mediocre, queste stagioni mediocri, saranno la regola degli anni a venire.

Winter is coming.

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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L’Helsinki è probabilmente la squadra più scarsa che abbia mai visto giocare contro il Torino.
Forse scarsa è un aggettivo che non rende onore alla performance di ieri dei finlandesi, anche perché di squadre scarse ne abbiamo inanellate diverse noi, negli ultimi anni, da Castel di Sangro a Gallipoli.

L’Helsinki era anche scarso, ma non solo.

L’Helsinki era drammaticamente demotivato. Triste. Depresso.
Vero che in Finlandia c’è più o meno il record mondiale dei suicidi pro capite, ma insomma. Dai. Voi giocate a calcio, siete in trasferta pagata in Italia, tanto schifo non fa la vostra vita.

Poi noi abbiamo Padelli in porta e Amauri in attacco, non facciamo così paura.
Forza ragazzi, dai, superate la metà campo. Provateci.

Niente, oh. Padelli è rimasto imbattuto e Amauri è riuscito a segnare e anche a correre a esultare sotto la Maratona senza inciampare nei cartelloni pubblicitari.
Io non so se questi ragazzi finnici reggeranno anche questo schiaffo del destino, dopo il già umiliante crollo della Nokia.
Forza, che dopo la notte torna sempre a splendere il sole.

Per voi lassù tra sei o sette mesi ma forza lo stesso, dai.