L’Europa parlerà italiano anche nel primo semestre del 2015. Tutte qualificate le nostre squadre, con la sola retrocessione della Roma da Champions a Europa League.
E chissà se proprio quest’ultima potrà regalare soddisfazioni fino in fondo, con cinque team italiani ai blocchi di partenza della fase a eliminazione diretta.

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

edoardopavesi_65x79

Siamo agli ottavi. Oggi conta solo questo.

La Juventus è tra le migliori 16 squadre d’Europa, dopo uno 0-0 casalingo che accontenta tutti. O quasi.

Pareggio a reti bianche a Torino in una partita tirata, sofferta e alla fine abbandonata, da entrambe le squadre, forti della consapevolezza di aver raggiunto il loro obiettivo: detta in altri termini, un primo tempo anche divertente e un secondo tempo di una noia mortale…

La qualificazione comunque è raggiunta e, coi tempi che corrono, è già tanta roba: quando arrivi a giocarti tutto negli ultimi 90 minuti, cosa che a noi piace particolarmente direi, può succedere di tutto… anche ieri in Grecia a 5 minuti dalla fine le nostre avversarie erano sul 2-2, poi l’Olympiakos ha vinto 4-2: come a dire, occhio là a Torino a quel che fate!

Ora è un terno al lotto: può andarci bene, e allora la cosa diventa anche interessante oltre che divertente, come malissimo, e allora saranno solo due partite in più… vediamo come va lunedì insomma.

Una cosa però vorrei dirla oggi: bravo Allegri, perché comunque l’obiettivo minimo era il passaggio del turno, ma evitiamo di fare confronti con chi lo ha preceduto al 10 di dicembre. Conta quello che si è fatto a maggio, ad oggi nessuno ha fatto ancora nulla, piano con le parole quindi…

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

cristianogirola_65x79

In un film di qualche anno fa, Woody Allen dichiarava che per lui, alla sua età, un’emozione era una cena senza bruciore di stomaco.

Ieri sera pensavo a lui. Ero seduto nel catino gelido dello stadio di Copenaghen, eravamo nel secondo tempo, mancava ancora mezz’ora di gioco e il Toro vinceva 5-1 contro i padroni di casa.
E in quel momento pensavo che a rendermi felice non erano solo l’adrenalina e l’arroganza di quell’abbuffata vorticosa di gol e del senso di superiorità e forza che ne derivava.
No, la cosa più splendida era l’assenza di bruciore di stomaco. Stare in uno stadio ed essere tranquillo, assistere a una partita senza angosce fino al 90esimo+3′ (ogni riferimento…. vaffanculo).
Stavo lì e non sentivo il freddo polare, mi godevo i cori delle curve, le leziosità dei giocatori, pensavo alla cena che avremmo fatto da lì a poco, chiacchieravo con la mia fidanzata e con altri granata da trasferta. E ridevamo! Ci divertivamo!
Granata che si divertono e si rilassano allo stadio: questo è insolito, più di un 5-1.

Comunque, che meraviglia.
Ora voglio in sorteggio durissimo, due partite da giocare sfoggiando attributi giganteschi e un’uscita a testa altissima.
Quello che cercavo da questa avventura in Europa League era arrivare al brivido degli scontri “dentro o fuori”. Di più, oggettivamente, con questa rosa non si può sperare.
Adesso una grande sfida a febbraio e poi torniamo a lavorare sulla salvezza.
Più salvezza e meno bruciori di stomaco.