Come far cambiare l’umore dei tifosi in una settimana: dall’incredibile rimonta nella stracittadina a una scampagnata domenicale soporifera. L’immaginazione lasciava credere che l’adrenalina post derby potesse dare lo sprint decisivo, quale utopia! Aprile quando ride e quando piange.
C’era una volta una squadra che andava in panne quando aveva di fronte una “provinciale” o una partita abbordabile; e oggi la solfa è ancora la stessa. Quando si deve vincere non si vince. Il lupo ha inghiottito ancora una volta Cappuccetto rossonero…

La sola differenza (in negativo) rispetto al passato sta nel fatto che un tempo qualche “bel” giocatore riusciva a trovare il colpo del ko, ora i gol arrivano (quando arrivano) con il contagocce; manca proprio quel top player che ti salvi nelle difficoltà.

Aprile ogni gol un barile. Aprile, difesa del Milan non ti scoprire.

A che scopo copiare i “pazzi” condomini di San Siro, che non sono certo i primi della classe? È solo triste solidarietà meneghina.

Aprile, com’è dolce abbronzarsi al sole di San Siro, facendo una pennichella e regalando metri agli avversari. La sensazione è che i giocatori siano convinti di avere già vinto la partita, senza dover calcare il manto verde, come se la vittoria fosse un cadeau a tavolino, per grazia ricevuta.

Come sarebbe bello avere la cattiveria agonistica per mangiarsi in un sol boccone chiunque ti trovi sul piatto, sia esso il Pescara, l’Empoli o l’Udinese. Prendere le giornate con leggerezza alla lunga presenta un conto salato, compromettendo la semina autunnale.

Accorciare le vacanze per disputare i preliminari d’Europa League pesa così tanto ai giocatori ?

Fare calcoli e cercare di prevedere i risultati del diavolo ormai è un miraggio, si rischia di fare figure barbine; sarebbe meglio pensare solo ai disastri di casa propria che a quelli dei cugini.

Per vincere le partite in cui sembra che nessuno abbia voglia di giocare servirebbe un bomber come Belotti, Shevchenko, Ibrahimovic o il Messi visto nel Clasico; altrimenti l’impresa diventa impossibile.

Avercene di partite nel nostro campionato come l’ultimo “El Clasico”. È un piacere per gli occhi e per la mente poter gustare match palpitanti, vibranti, con continui e veloci cambi di fronte, che tengono con il fiato sospeso per le giocate spettacolari. Apoteosi del Barcellona, da film, con un Messi, alieno, mattatore del Santiago Bernabeu: Messi non muore mai.

Se guardiamo in casa nostra spesso a fare da padrone sono la noia e la monotonia. Torneranno negli stadi tanti piccoli tifosi urlanti e impertinenti?! Tornerà con i nuovi “padroni” la voglia di una domenica solo a tinte rossonere, piena di gioia e di soddisfazioni? Il vento d’Oriente sarà capace con i promessi investimenti di far rinascere e ridiventare grande il diavolo rossonero?

 

Photo credits: A.C. Milan Fanpage