Un gol non gol, che però alla fine sembra più gol che non gol, ha monopolizzato le discussioni calcistiche di questa giornata. Per tutto il resto, c’è il nostro Faziosismi di oggi.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Che cazzo di Inter. Che cazzo di pazza Inter*.

In anni come questi, dove s’è mandato tutto in vacca già alla seconda di campionato, si gioca solo per il derby e per il Derby d’Italia.

Due derby fin qui finiti in pareggio di rimonta. Due derby da pazza Inter nel male e nel bene.

Contro la Rubentus era una finale e lo si sapeva. Loro venivano da partite mediocri (per i loro fottutissimi standard, mannaggia a loro), noi venivamo da partite poco sopra la mediocrità mazzarriana. Questa partita poteva essere rinascita come poteva essere ritorno all’involuzione solipsistica di novembre.

E invece. E invece c’è stato un pareggio amarodolceamaro.

Una Rubentus che gioca solo un primo tempo e sprazzi del finale contro un’Inter che gioca solo 35 minuti. C’avessero avuto un poco poco di concretezza in più c’avrebbero asfaltati. E invece fa piacere vedere che quei geni di Vidal e Tevez saranno anche geni ma c’hanno un’età.

L’Inter ha retto a 45 minuti di grancassa biancomerda e si è presa un pareggio a spallate nel secondo tempo. Un calcio fisico e violento, come piace a noi.

Ringraziamo l’arbitro che ce ne poteva espellere dieci e invece ce n’ha espulso solo uno (il migliore, ‘tacci sua).

Ringraziamo Ranocchia, insultato da tutti ma che c’ha retto una difesa coi suoi piedi da scarparo che mamma sua gli ha dato.

Ringraziamo Guarin che sarà matto come un cavallo ma almeno ci crede.

Ringraziamo Kuzmanovic che è un manovale del pallone e io gli voglio bene anche se non è cosa di toccare un pallone.

Ringraziamo Medel che dove arriva sbaglia ma è così ciccioso che gli vogliamo bene lo stesso.

Ringraziamo Podolski che c’ha portato un minimo di qualità e in questa partita di scarpari lui, totalmente fuori forma che sembra che s’era mangiato un bue sano, giganteggiava.

Ringraziamo Hernanes che sembra rimpicciolire ogni volta di più, mannaggia sembra che c’abbiamo Giovinco.

Ringraziamo Handanovic che c’ha salvato anche stavolta bontà sua.

Ringraziamo D’Ambrosio che se avesse imbroccato un cross in tutta la partita magari pure lui.

Ringraziamo Osvaldo che è stato in campo 5 minuti, non ha toccato un pallone ma è riuscito a far incavolare Icardi, che secondo me stavolta c’aveva pure ragione.

Ringraziamo Dodò che non ha giocato.

Ringraziamo Icardi che è scemo come un mulo, dà spallate come un gibbone, tromba come un mandrillo, ma almeno segna e quindi può fare quello che vuole.

Ringraziamo collettivamente tutti gli altri (Juan Jesus, M’coso, Kovacic e Mancini) che lo spazio è poco e dobbiamo goderci la sconfitta del Bilan contro il Sassuolo raccontata da Marta.

*tributo personale a Pino Daniele, autore indimenticato, anche se è morto già da tre giorni, di “Je so’ pazzo” e “Non dirgli mai”.

MILANISMI

di Marta Baudo

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Sarà anche la Befana di Juve – Inter e del gol / non gol ma il vero dramma va in scena alla “Scala del Calcio”…
Una farsa!
Come farsi rimanere sullo stomaco i tortellini delle feste!
Ti piace vincere facile? La soluzione è giocare contro il Milan. Un nome, una garanzia!
Tiri in porta, occasioni pericolose, dominio del campo… questi sconosciuti.
11 bambole di cera davanti al vero Real Madrid… una Vergogna! Altroché i proclami presidenziali!
Il Sassuolo ha preso gusto a giocare e vincere contro questo Milan.
Cerci sì, Cerci no: un uomo da solo non cambia il piccolo Milan.
Passano gli anni ma le provinciali restano un enigma per i rossoneri.
Sassuolo dei miracoli, corsaro, veloce!
Squinzi corre a San Siro come nel peggiore degli incubi rossoneri!
Anno nuovo, Milan Acerbo.
San Siro terreno nemico ovvero la trappola.
Sarà l’effetto della calura di Dubai vedere mezzi giocatori in campo?
L’Epifania tutte le ambizioni porta via…
Chi ben comincia… non sempre porta a casa il bottino. Per Poli gonfiare la rete può diventare un incubo!
Ogni occasione buona per l’upgrade in classifica è persa. Tempus fugit.
Dov’è l’orgoglio rossonero ?
Rivedremo il vero Milan prima o poi ?
Diavolo rimandato all’inferno in attesa che la maturità superata a pieni voti faccia rima con Milan.
Forza vecchio cuore rossonero.

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Il mio pezzo di oggi potrebbe essere brevissimo: con Conte ieri sera avremmo vinto. Punto. E la dimostrazione, la conferma, l’ha data lo stesso Allegri nel prepartita.
Le sue parole sono state grossomodo queste: la prima partita dopo la sosta è un po come la prima partita della stagione, più di tecnica, tattica e condizione fisica, la differenza la fa la testa, sia nel senso di attenzione sia nel senso di voglia di vincere.
Perfetto.
Ora, proprio perché tutto bello e tutto giusto, a me viene da chiedere allora di chi sia la responsabilità. Perché nella partita di martedì sera la Juve ha letteralmente buttato via una partita che nei primi 45 minuti ha dominato in lungo e in largo, con un Pogba sontuoso e un Vidal che mamma mia!
Poi? Poi sono andati tutti fuori di testa. Chiellini, Bonucci, l’arbitro… e per poco non la si perde, meritatamente. Abbiamo resuscitato i morti, i primi in classifica dalla parte sinistra contro i primi della parte destra che regalano occasioni una via l’altra. Uno schifo!
Ci è mancata la cattiveria, che con Conte non mancava mai, e ci è mancata la concentrazione, che a mio parere deve essere profusa da chi sta in panchina.
Ora, mister Allegri, veda lei.

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Ieri è stata una giornata memorabile per gli amanti del calcio orrendo. A Verona è stata scritta una pagina indelebile, piantata una pietra miliare, s’è vissuto un momento di storica bruttezza.
Ancora una volta, nella leggenda del calcio orrendo entra il Toro.
Per fortuna che di là c’era l’immenso Meggio con quel suo sbarazzino 69 sulla schiena, che non se l’è sentita di infierire, anche se con le sue qualità infinite avrebbe potuto asfaltarci.
Che dire?
Ci si mette vent’anni – e non ci si riesce – ad abituare palato e stomaco a mangiare merda. Poi per un anno ci si ciba gourmet e, dopo, ricominciare a degustare merda diventa ancora più difficile.
Ovvero: dopo un anno di Cerci e Immobile, a me torna indigesto entusiasmarmi per Molinaro e Martinez e vedere partite come quella di ieri.
Che per carità di Dio, un punto in trasferta contro una diretta concorrente per la salvezza, se visto così, non è nemmeno da buttare.
Il problema è che noi speravamo, dopo la stagione passata, di aver imparato a buttare altro, cioè a gettare via la mentalità per cui il Chievo è una nostra diretta concorrente e una partita come quella di ieri è più utile che orrenda.
Sarà anche utile.
Ma è soprattutto orrenda.

P.S. Qualcuno più intelligente di me mi spiega perché Bruno Peres dopo il derby è diventato panchinaro? Per tenere qualcuno seduto accanto a Barreto a parlargli in portoghese, che se no si annoia?