Il gol di De Rossi finge di tenere vivo il campionato, dopo il capolavoro di Tevez. Il Milan prende una boccata d’ossigeno contro il Cagliari mentre il Toro ricomincia a vincere in campionato dopo l’uscita a testa alta dall’Europa League.
Ah e poi c’è l’Inter. L’inter no, non ha vinto.

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
È morto Lee Kuan Yew, il più grande statista del novecento. Che volete che sia, di fronte a questa notizia, Sampdoria-Inter 1 a 0?

Non l’ho vista la partita. Sono entrato nella modalità bambino capriccioso in macchina sulla Milano-Palermo all’altezza di Modena: quando arriviamo?

Quando finisce questo strazio? Leggo che il prossimo fine settimana si salta per le nazionali. In tempi usuali mi dispererei per la noia delle nazionali e per la mancanza del bel calcio del campionato. Non questa volta.

Le cronache di Sampdoria-Inter riportano una partita combattuta in cui l’Inter avrebbe anche potuto vincere. Anche potuto vincere. Anche potuto. Vincere.

Ah, i bei tempi andati, quando l’Inter vinceva e basta. Quando Lee Kuan Yew era ancora vivo.

Quando arriviamo?

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
Nei secoli fedele, nel bene e nel male! Altro che deserto dei Tartari l’atmosfera nel piazzale dello stadio, nel pre partita! Sugli spalti il clima è surreale, sembra di essere a porte chiuse. Il comunicato curvaiolo del venerdì aveva messo sul chi va là, trovando poi notevole seguito.
Ma come in ogni favola che si rispetti io la vivo dal vivo, in Primo Blu, per l’occasione modificato, anzi, con l’accesso al mio posto vietato! “This is the end” emblematico!

tevez

Sono i bambini, in Primo Verde, il cuore pulsante del tifo che canta Milan Milan e supporta una squadra che, nel 2015, il più delle volte ha dato il peggio di sé.
La chiarezza, richiesta a gran voce da curva e AIMC è condivisibile da tutti i tifosi milanisti… dato che negli ultimi anni si sono sentiti solo proclami al vento. Disperante è pensare che arrivino risposte in tempi brevi dal vertice societario.
L’utilità di Honda è men che zero. Cosa abbiamo fatto di male per avere un giapponese in squadra, lento e dispersivo? Tra Essien, Paletta e c. sembra di vedere gli “Anni Azzurri Milan”, invece che l’A.C. Milan! Chi l’ha visto Destro ? Il terrore pervade ancora i giocatori, soprattutto nel clima d’intimità iniziale.

Quando giochi contro Zeman per vincere devi segnare almeno 3 gol: è matematico! Praterie come le terre Sarde lasciate aperte a nostro uso e consumo.
Doppia M di Menez e M di Mexes portano un minimo di quiete, con gol di pregevole bellezza. Impresona dei rossoneri che tornano alla vittoria! Incredibile…
Sulle due fasce i terzini Antonelli e Abate, accelerano con il turbo, con una verve da maratoneti.
Valga per il futuro: più gol fai e meglio è. Sbagliare è da cretini. Cerci e Pazzini fate gli attaccanti o i funamboli?

Il boemo si diverte a protestare quando il loro unico gol è frutto di un nostro regalo e le loro azioni sono poca roba. La B per le Fregule è dietro l’angolo.

La salvezza si avvicina! 10 partite per riacquistare la dignità perduta.

Forza Vecchio Cuore Rossonero!

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Juventus-Genoa si è giocata domenica alle 15:00. La cosa strana non sta qui, ma nel fatto che era l’unica partita di domenica alle 15:00, orario e giorno che nostro Signore ha destinato al calcio, tanto che anche lui se ricordate riposò il settimo giorno: metti che c’era “el Clasico”…

Per commentare quindi ho dovuto aspettare la serata e il risultato della partita della Roma, unica antagonista rimasta in questo campionato combattutissimo: vittoria dei giallorossi a Cesena e tutto ancora in discussione, maledizione!

Il gol di De Rossi in Romagna rende quindi inutile l’ennesima prodezza di Carlitos Tevez, autore dell’ennesimo gol superbo e dell’ennesima partita sontuosa, fatta di tanta tecnica, ma soprattutto di una foga agonistica impressionante, dal minuto 1 al minuto 90: pazzesco, davvero, è commovente vederlo giocare a questi livelli anche contro Bertolacci e De Maio.

Onor di merito comunque al Genoa, forse anche aiutata dall’assenza contemporanea di Pirlo e Pogba in mezzo, di Evra a sinistra e dalla squalifica di Morata, rimpiazzato malamente dalla brutta copia del Re Leone, ma comunque una delle migliori formazioni viste giocare quest’anno, sia all’andata che al ritorno, davvero messa bene in campo: una squadra che sa cosa fare, in pratica l’esatto contrario dell’Inter.

Peccato, perché si poteva chiudere il discorso scudetto, invece la Roma rimane lì, attaccata alle calcagna, pronta ad approfittare del nostro minimo passo falso… BUAHAAHAHAHAHAHAHAHA!

Dai, su, non è che adesso perché siamo in periodo pasquale resuscitiamo qualsiasi cosa, sempre +14, sempre testa solo alla coppa, fino alla fine, o comunque ancora per un po’!

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

La vittoria con il Parma andava portata a casa così: sporca, non bella, lesinando le energie residue dopo la notte europea. Andava, semplicemente, portata a casa. Cosa non ovvia per gente come noi, propensi a gesti teatrali ed estremi di fantozziana sfiga, come lasciare punti in casa di squadre fallite, retrocesse e rassegnate: il Toro di altri annate l’avrebbe fatto, quello di ieri fortunatamente no.
Ora vale la pena di credere in un gran finale di campionato. Se le energie mentali reggono, quelle fisiche dovrebbero esserci, dato che l’impegno settimanale da doppio è tornato mono.
Quanta voglia avremmo, tutti, di riprovare i brividi e la splendida cavalcata che hanno contrassegnato l’esperienza europea di questa stagione? Io, personalmente, tantissima. E non solo per passione, ma anche per un ragionamento razionale: questo Toro se lo merita di nuovo, un palcoscenico europeo. L’ha dimostrato e lo sta dimostrando. Le cosiddette squadre di media fascia che negli anni scorsi erano capitate, grazie a un’annata fortunata, in Europa, nell’anno successivo avevano finito o per prendere sottogamba e quasi con fastidio l’impegno in Europa League o compromettendo il campionato a causa delle distrazioni europee.
Il Toro non ha fatto nessuna delle due cose: ha regalato emozioni, imprese e “quasi imprese” in Europa e sta facendo un campionato in linea con quello dell’anno precedente.
Questo è indice di maturità, pianificazione e, lasciatemelo dire, bravura dell’allenatore che ha valorizzato al massimo un organico ristretto e penalizzato da alcuni palesi errori di mercato (sia quanto a cessioni che quanto ad acquisti).

Poi perché precludersi qualcosa, ora che segna pure Basha?