L’unica che poteva farci divertire dopo una domenica tristissima era la Juve, ieri sera. E ci ha anche provato ma a un certo punto niente, ha voluto vincere ed uccidere il campionato. Mai stati forti, loro, nel campo del senso dell’umorismo. D’altronde la miglior battuta che hanno partorito in cento e passa anni di storia è stata quella dell’anno scorso sul mangiarsi la Fiorentina a cena. Capirete voi che…
Ma Juve o non Juve, ci siamo qui noi a farvi divertire.
Buona lettura.

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
C’è un mondo di differenza tra 2-2 e 2-2.

L’Inter pareggia 2-2 contro il Napoli dell’ex-interista Benitez dopo essere stata sotto di 2 goals. Il Milan pareggia 2-2 contro il Verona dell’interista Mandorlini dopo essere stato sopra di un goal.

L’Inter lascia Napoli col morale alto e i coglioni che girano per non avere abbattuto quella squadra di scappati di casa.

La squadra colleziona gli ennesimi due punti buttati nel cesso di una mezza classifica di campionato che non porta a nulla (il prossimo anno niente Europa League e niente Champions League, sia chiaro). Eppure la Squadra mostra orgoglio e un briciolo di personalità, nonché di culo, quando tutto sembra finito, quando Higuain fa esplodere il San Paolo con quel colpaccio da lontano. Mannaggia a lui. O grazie a lui, perchè in quel momento, con quel goal di Higuain la squadra si rialza. Sale di ritmo. Osa con coraggio e, soprattutto, intelligenza.

Sarà vera la profezia di Mancini? L’Inter dell’anno prossimo lotterà per lo scudetto? I presupposti sembra che ci siano: giocatori di talento e inesperti stanno prendendo il posto di giocatori esperti dal talento sbiadito, ai quali si aggiunge, il che non guasta, un allenatore che abbia un’idea di come gira il fumo.

L’anno prossimo avremo giocatori con talento ed esperienza. Giocatori che, magari, sappiano trovare la motivazione anche prima di stare sotto di due goals.

E il Milan? 2-2 anche le merderossonere, sono anche loro nella nostra situazione?

Il commento di Milan-Verona ce lo dà Marta, ma un’idea di dove sta il Milan ce l’ha già data il loro supercondottiero SuperPippo Inzaghi nel dopo partita:

Dobbiamo andare avanti a testa alta, portare a casa partite del genere. Se sento la squadra come mia? Se non lo fosse dopo il 0-1 avrebbe mollato. E invece ha ribaltato la partita. Se avessimo vinto i commenti sarebbero stati diversi. Il mio futuro? Non dovete chiederlo a me. Io vado avanti a testa bassa perché faccio il massimo.

Grazie SuperPippo per avere addolcito il nostro 2-2.

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
Volete assistere a un film dell’orrore? Senza andare al cinema, Milan-Verona vi garantisce le stesse emozioni.
Il preludio è pessimo: i tifosi veronesi, con cui non corre buon sangue, collocati al secondo anello verde, anziché in piccionaia, a cantare a squarciagola.
Per di più, non vinciamo nemmeno il gioco della monetina per il campo!
L’orrore si manifesta live, gli attori sembrano degli scappati di casa: dal buffone Muntari al centrocampo che in questa stagione non s’è mai visto.
C’è da mettersi le mani nei capelli se il tiro più pericoloso è una bomba di Mexes da 40 metri…
Un match da brividi, si taglia la paura con il coltello tra i tifosi e i giocatori. Inquietante è il modo in cui è messa la squadra in campo nel finale: a caso, ovvio che poi un gol lo prendi.
Ci pensa il cambio folle, Pazzini – Bocchetti, a mandare in bestia e far esasperare il primo blu.
Giocatori rossoneri come licantropi e zombie. Che utilità hanno le visite a Milanello dell’ a.d. A.G?
La maglia indossata pesa come un macigno: pochi se la meritano.
Dal cucchiaio di Toni al gol di Lopez ecco che, dopo tanti anni, il Verona torna a fare punti a San Siro. Per loro vale come una vittoria. Notte fonda, buia e tempestosa sul diavolo, andato all’inferno. Era tipico di qualcun altro… finire le partite con i ribaltoni tanto da essere chiamato pazzo.
Pippo, le 7 giornate? La panchina traballa data la situazione di società e squadra… La realtà suggerisce che sia la persona sbagliata al momento sbagliato. L’assenza di esperienza e il contesto hanno scatenato un effetto domino! Amato da giocatore, ora il pubblico di San Siro nutre molte perplessità.
Contro squadre alla portata avremmo dovuto fare 12 punti easy, invece dei 6 ottenuti per caso.
Tifosi rossoneri sull’orlo di una crisi di nervi.
La prossima trasferta sarà contro una squadra con atleti “scarsi”, ennesima umiliazione?
Questo è l’anno del demonio, non del diavolo!
Chissà chi, oltre a me, ha ancora la passione rossonera dentro?! Conclamata dipendenza da Valium.
Forza Milan, oggi più che mai!

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Quando giochi di lunedì sera e la partita della Juve finisce quindi verso le 23 non hai molto tempo per scrivere il pezzo per paperproject.it, anche perché devi giustamente uscire il prima possibile martedì mattina, altrimenti finisce che ti dimentichi che il Milan ha pareggiato col Verona la settimana scorsa…

Finisce quindi che il pezzo lo scrivi durante la partita, cosa non semplice mentre cerchi di guardare la TV e hai il tablet sulle ginocchia, perché tua figlia vuole giustamente usarlo lei per vedere i video dello zecchino d’oro, suo passatempo preferito di questo periodo: siamo perfino arrivati alla convinzione scientifica che il verso del coccodrillo sia “Boh?”

E per i primi 83 minuti, in cui ovviamente non ero riuscito a scrivere due righe, ma avevo interpretato 7 volte un’aquila reale, avevo però elaborato una teoria: SKY, scottato dal caso Parma, si era accordato con la Juve per tenere vivo il campionato. Visto che tanto quelli fortissimi hanno pareggiato anche a Verona col Chievo, voi per favore non battete il Sassuolo in casa, dai!

A proposito, ieri al Tardini erano riusciti a tirare su 150 mila euro, pignorati da un creditore ancor prima di uscire dallo stadio… siamo al grottesco.

Comunque Pogba forse non capisce bene la lingua, o forse più semplicemente al minuto 83 sono emersi i reali valori in campo, oltre i 10 corner a 0 intendo…

Beh, bene così, più undici sulla seconda, sembra interessante.

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

E niente, il problema è il bianco e nero.
La nota stonata di tutta la nostra storia sono quei due colori orrendi lì, belli solo al cinema e in qualche fotografia.
La striscia di risultati positivi più lunga degli ultimi settemila eoni di storia granata si è aperta dopo la Giuventus e si è chiusa con l’Udinese. Di mezzo il Cesena, che però giocava in rosa, colore con il quale tutte le squadre bianconere stanno meglio. Colore non a caso facente parte della storia della Giuventus, a rappresentarne lo spirito maschio e il fatto di essere la squadra più amata nella città di Palermo. Tutto vero.

Abbiamo perso. Ma non puoi essere incazzato per aver perso dopo dodici risultati utili consecutivi, dice.
E invece sì. Perché avessimo perso dopo dieci o undici risultati positivi, cioè con Fiorentina e Napoli, vabbé, nessuno avrebbe detto niente.
Ma con l’Udinese. Con questa Udinese. Squadra scarsa ed allenata dal più sopravvalutato e spocchiosetto allenatore della nuova generazione. Con questa Udinese no, diamine.

(minuto di silenzio in cui riassaporo in bocca il sapore d’antica indignazione sprigionato dalla parola “diamine”)

Tra l’altro con quell’odoraccio di beffa, di occasioni incredibili che non si sono trasformate in gol, di Padelli che compie un miracolo e sul seguente angolo becca gol su autorete, di non si capisce chi della terna che stava per annullare il gol più regolare della storia a Benassi, di…

Aspetta, Benassi: entra, dopo venti secondi sparacchia un pallone addosso all’avversario che lo marca, la palla rimbalza e gli torna indietro, ritenta il cross, ribecca il suo marcatore, perde palla, contropiede dell’Udinese, fa fallo, ammonito.
E riguardatevi il gol. Senza la testa del friulano che s’è intromessa a deviare la traiettoria, il tiro sarebbe finito in rimessa laterale, distinti terza fila, posto C4.

Se avete un amico portoghese o russo oppure se vi pare che un portoghese o un russo vi stiano spiando da dietro la spalla mentre leggete questo blog, interrompete qui la lettura.

Bene, siamo rimasti tra di noi, fedelissimi che non spifferano?
Allora diciamocelo: la tattica era fare schifo apposta davanti a Villas Boas, che ci spiava in tribuna. S’era pensato anche di schierare Masiello, ma poi ci siamo detti che così era troppo, che quello è portoghese ma mica scemo e ci beccava che stavamo bleffando.
Mo quello se n’è tornato lassù bello tranquillo e ha dato a Hulk e Witsel un permesso di quattro giorni per andare a cacciare alci nella vicina Lettonia.
Capito a che serviva prendere il primo storico gol di un ragazzetto del Mali nel campionato italiano?
Geniali, geniali.