Una serata di grandi avvenimenti in ambito calcistico: cade l’imbattibilità della Sampdoria ad opera di Icardi, il Milan continua ad essere affetto da pareggite acuta e la Juve si brucia la possibilità di festeggiare le 500 presenze di Gigi Buffon, lasciandosi beffare da Genoa.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Gasperini.

Ma voi ve lo ricordate Gasperini allenatore dell’Inter?

Operazione analoga ad Allegri allenatore del Milan. Quando l’Inter non faceva che scimmiottare le altre squadre. Sì, l’Inter del Triplete e dei cinque scudetti consecutivi.

Allegri, allenatore di provincia, cultore del calcio che come lo facciamo in provincia signori miei, viene chiamato al Milan. L’Inter in crisi di identità, abbandonata da Mourinho e Leonardo, si affida a Gasperini.

Non l’ho mai capito Gasperini io. Come non ho mai capito Allegri. Sono oggettivamente stupidi. Ottusi. Ottusangoli. Non tanto diversi da Mazzarri, d’accordissimo su questo. Gente che, se non allenasse una squadra di Serie A, ce la vedrei bene a giocare la schedina del totocalcio nel baretto sotto casa con gli avventori di sempre e dire che se era per lui il cambio lo faceva al 30esimo e non al 70esimo.

Gasperini fu fucilato immediatamente dall’Inter. E grazie al cielo. Allegri resistette caparbiamente per tre anni, prima di passare alla Juve.

Oggi 29 ottobre, Gasperini s’è preso la sua rivincita con una bellissima vittoria. Il bar sport può attendere per lui.

E per Mazzarri?

Dopo una tre giorni di messaggi non velati della società e veline di redazione che ne annunciavano il prossimo licenziamento, Mazzarri finalmente ha portato a casa il risultato.

Goal su rigore di Icardi al 90esimo e l’Inter piega una Sampdoria dall’ottimo inizio di campionato.

Ha portato a casa il risultato, ma non la partita e il cuore dei tifosi. Poche occasioni vere e pochissimo spettacolo, da squadra di provincia.

Ma a qualcuno gliene frega qualcosa del cuore dei tifosi?

A me no. A me interessano solo i tre punti, la vittoria, salire in classifica. Se Mr Mazzarri ce la farà bene. Sennò avanti il prossimo.

Ecco magari il prossimo prendetelo un po’ meno scarpe grosse e cervello fino. Giusto per provare.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Punti salienti di Cagliari-Milan:

1) Pre match ero convinta sarebbe finita 4-4 o 3-4, la lotteria del gol!
2) Torres-Menez: il tormentone giornalistico della vigilia.
3) Zeman-landia vs Pippo gol non s’ha da fare…
4) In campo c’era solo il Cagliari…
5) Sembrava di vedere il Milan impaurito, timido e imbarazzante guidato dal “non allenatore Allegri” con palla ai difensori o, ancor peggio, al portiere, per non sbagliarsi!
6) Nota positiva: Jack tira fuori l’asso caldo dalla manica… Voluto o non voluto ?!
7) La pareggite rossonera inizia a essere preoccupante! Quanti punti buttati nel pattume…8 non sono proprio pochi. Già 4 X nel campo minato rossonero, che malattia endemica!
8) Tanti campanelli d’allarme nella retromarcia del nuovo Milan senza punti di riferimento in campo.
9) Asfaltati dal Cagliari: da non dormirci la notte, con Ibarbo scheggia impazzita.
10) Dov’è finita la squadra che crea occasioni a raffica con il miglior attacco del campionato?
11) A Cagliari qualcuno ha visto tiri milanisti?
12) I maratoneti rossoblu sembravano dopati al contrario delle formichine rossonere… perse sul Gennargentu.

…”Alla ricerca del Milan effervescente, vibrante delle prime due giornate”

Bicchiere mezzo vuoto/pieno? Propendo per il vuoto, squadra troppo disidratata.

Da un’ isola all’altra, i tre punti saranno d’obbligo contro i siculi nella casa del Milan!

Pensare che saremmo potuti essere solitari in alto fa rabbia! Strano destino per le squadre genoane: vittoriose e sconfitte, muovono la classifica anche pro Milan… non sembra vero.

Un campionato davvero strambo: c’è chi vince solo di rigore e chi, ex rossonero, fa finalmente capitolare i gobbi.

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Il pezzo di oggi doveva essere molto semplice. Doveva essere un tributo al più forte portiere di tutti i tempi, non a detta mia, a detta del mondo intero, che festeggiava le 500 presenze con la maglia più bella e importante di tutte, non a detta del mondo intero, ma a detta mia.

Certo, la partita non era facile, Genoa è un campo ostico, in tutti i sensi, ma se sei la Juve, se sei una grande squadra, se come obiettivo hai la vittoria, sempre e comunque, Genoa non può e non deve rappresentare un problema: quindi magari soffri, ma alla fine fai 3 punti e festeggi Gigi Buffon come merita.

Invece no.

Invece non solo perdi (che ribadisco può succedere) ma fai pure schifo, come già diverse volte quest’anno. L’anno scorso avevamo sofferto e vinto all’ultimo respiro con punizione magica di Andrea Pirlo, quindi soffrire è lecito. Giocare come noi stasera, invece, è assolutamente fuori legge.

La Juve di Conte infatti ha avuto il grande merito non solo di tornare a vincere, ma anche di tornare a giocare un buon calcio, piacevole da vedersi. Non bello, ma buono, moderno, veloce, aggressivo: ti colpiva la velocità e la ripetitività di certe manovre, vedevi gli schemi, sentivi il gusto di giocare a calcio.

Non era il Barcellona ok, ma era calcio.

Se oggi, con una rosa forse migliore, oltre probabilmente a non vincere, regali anche prestazioni tipo questa, quella col Sassuolo o col Palermo, il primo tempo di Atene e via dicendo, le responsabilità iniziano a essere semplici da trovare.

Oggi, perché siamo a novembre e perché una chance va concessa a tutti, non infierirò, anzi, non lo nominerò neanche il responsabile principale (non unico) di questa sconfitta in terra ligure, non ancora.

Però, razza di lecchino aziendalista travestito da comico toscano tipo Renzi, sappi che stasera doveva essere la serata di Buffon, dovevano essere feste, balli e soprattutto tre punti: perché se fossi un uomo, anzi, se fossi un allenatore da Juve, il tuo obiettivo quest’anno sarebbe fare 103 punti, non uno in più del secondo.

Pensaci, e #finoallafineforzajuventus.