L’Inter crolla a Parma e il Milan soccombe in casa, abbattuto dal Palermo, mentre la Juve, memore della sconfitta di settimana scorsa, sbaraglia l’Empoli e vola a più 3 dalla Roma in vetta alla classifica.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Quanto mi stava simpatico il Parma.

Ma quanto quanto quanto.

Tantissimo.

Un comune simbolo della ridicolaggine a cinque stelle, il luogo di residenza e formazione del Maestro Leo Ortolani, capitale del cibo europeo, incubatrice del genio di Guareschi, epicentro della prima crisi economico-finanziaria dei duemila e, perdippiù, molto graziosa cittadina.

Io adoro Parma e ho tutte le ragioni di cui sopra per adorarla.

Parimenti disprezzo questo Parma calcio, allenato da quel pesce bollito di Donadoni (milanista di fango).

Eppure non mi sento di odiare il Parma per Parma-Inter 2 a 0. Alla fine dei conti i parmigiani di Donadoni hanno fatto il loro dovere. Squadra di fondissima classifica, nessuna vittoria, il Parma ha tirato fuori le palle e ha abbattuto la corazzata Potëmkin interista.

Più che palle noccioline. Son bastate le due arachidi di De Ceglie (juventino di cacca), per piegare l’Inter.

L’Inter del 70% possesso palla. 70% possesso palla e nessun tiro in porta degno di essere ricordato. Un record.

Una partita da record e destinata a un grande grandissimo record. Record di goals fatti? Magari. Record di goals subiti? Magari no. Che record allora?

Record di vittorie consecutive. Tre.

L’Inter di Mazzarri non ha mai, dico MAI vinto tre partite di fila in campionato. Un record anche questo, se vogliamo.

Parma-Inter avrebbe potuto essere ricordata come il record per la prima sequenza di tre vittorie dell’era Mazzarri.

Invece ha il record della prima doppietta di De Ceglie.

Ognuno ha i records che si merita.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Dai gloriosi 50 anni del numero 9 MVB all’ecatombe dell’attacco rossonero!
0 a 2, ti illudi di essere a Palermo. Invece ti svegli nel peggior incubo con una squadra ammorbante, inerte, priva d’orgoglio, di idee…
Nemmeno essere madrina del piccolo Leo rossonero, promessa di grande tifoso, regala alla favola il lieto fine. Leo tornerai! Arriveranno giorni migliori.

#forzamilan Leo con @martaredandblack!

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Dolcetto o scherzetto? Scherzetto e illusione di poter essere già una vera squadra.
In una settimana dimentichi i sogni d’alta classifica e di male in peggio la notte si fa buia.
Dov’è l’allenatore adrenalinico, carico a 1000, indemoniato, d’inizio campionato??
La squadra dell’oratorio avrebbe entusiasmato di più, con il Milan desparecido non c’è confronto.
Confusi, tristi, derisi…
Forti a far risorgere chi si dava per finito… e non era il Palermo del castigamatti Miccoli.
Sembrava di assistere alle comiche con il Zapata show appena entrato in campo!!
Cannoli sullo stomaco rossonero, e pianura padana aperta a uso e consumo dei siculi.
Si prospetta un inverno caldissimo: 2 mesi di fuoco con una difesa che scivola su bucce di banana e un attacco che ormai vede la porta come un puntino lontano.
Il miglior attacco?!
Prima che sia troppo tardi per le coronarie rossonere, invertiamo il trend.
Che sia l’anno della svolta!

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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A quattro giorni dalla follia di Genova si torna alla normalità: la partita con l’Empoli scorre infatti sui binari dell’abitudine, della consuetudine, quella che dice Juventus 2 – altra squadra a vostra scelta 0.

Gli aspetti più interessanti di questo weekend calcistico arrivano però da altri campi, perché da Empoli di notizie ce ne sono ben poche, mentre a Parma, Milano e soprattutto Napoli ci si diverte eccome.

In rigoroso ordine cronologico infatti abbiamo:

Sabato ore 15:00, la grande Roma, additata da tutti come la favorita numero uno alla vittoria finale, prende due scoppole dal Napoli senza mai vedere biglia. E con quella di ieri nelle tre partite “difficili” contro prima, terza e quarta in classifica rimane a un punto fatto su nove disponibili. Ah, ma in Champions domina…

Sabato ore 20:45, l’Inter torna ad essere la squadra che tutti conoscevano prima di Mourinho, capace di figure di cacca uniche nel panorama italiano al punto di riuscire a regalare una vittoria a una squadra che non vinceva da ferragosto… ah, e Paolo De Ceglie rimane uno di noi!

Domenica ore 20:45, infine, il Milan conferma di essere ormai l’ombra della squadra che fu, presa a pallonate da un Palermo, neopromossa in serie A, che però a San Siro sembrava schierare Garrincha al posto di Dybala. Ovviamente io avevo contro Dybala al fantacalcio, ma va bene così…

Con un panorama del genere alla fin fine c’è quasi da stare allegri, nonostante Allegri.