Quasi 28 anni da dirigente del Milan non sono briciole, anzi, il matrimonio Adriano Galliani – Milan arrivato ai titoli di coda rappresenta un patrimonio per il calcio europeo.


MILANISMI

di Marta Baudo

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Fin dai miei primi anni da vera tifosa ho associato l’amato Milan a dirigenti simbolo carismatici, come il Presidente Berlusconi e Adriano Galliani, e a giocatori con personalità: uno su tutti, Paolo Maldini. Non a caso cito il Capitano di tanti anni di Milan, possibile caposaldo, con Demetrio Albertini, della rivoluzione in atto in casa rossonera. Ora che i dadi sono tratti, confido in un loro ritorno in prima linea e in una visione di calcio a 360 gradi: affiancati da persone valide, possono essere gli uomini giusti al momento opportuno per ripartire.

Infranto il decantato stile Milan, simbolo per tanti anni di questa società, esplode ora una polveriera, dalle vicende di campo a quelle societarie. A lungo la coppia Berlusconi – Galliani ha scelto giocatori che fossero prima uomini, con determinati valori, e poi campioni sul campo. Recentemente questi aspetti purtroppo sono andati a farsi benedire, e chi ha pagato se non la squadra e noi tifosi?

Che peccato…il tanto celebrato “club più titolato al mondo” da A.G. d’un tratto si ritrova al centro della cronaca per burrasche societarie inaspettate, e non più per i successi ottenuti. Ben vengano i passaggi generazionali e il recupero dell’etica societaria, sempre se programmati per tempo, con stile e coerenza di intenti. C’è modo e modo per realizzarli.

L’abilità e le grandi doti di Adriano Galliani e del suo entourage sono note a tutti. Per citare un esempio, l’aver riportato a casa Kakà una notte di fine mercato agostano. O, ancora, l’aver privato una Juve, poi assai pentita, di un certo Filippo Inzaghi. Dirigente astuto, per anni ha operato con grandi budget a sua disposizione e poi, dote non da tutti, negli ultimi tempi ha fatto i conti con la necessità di portare il bilancio in pareggio e raggiungere il fair play finanziario.

Dagli albori dell’epopea Berlusconi, con l’arrivo di fior di campioni e di coppe, ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Il Milan ha rappresentato un modello per il calcio moderno con un condottiero come A.G. sempre presente, pur tra luci e ombre. Ora che finisce questo matrimonio, stridono i toni. E la tempistica in cui avviene! Non sarebbe stato più opportuno evitare grossi traumi? Anche se qualche acquisto non oculato ultimamente è capitato, i “panni sporchi” andavano lavati in casa propria.

 

Barcellona-Milan

 

Ma come faremo senza la scaramantica serie di cravatte gialle e le calze rossonere indossate a Celtic Park? Ci mancheranno le esultanze stile Siena-Milan 2013 o Perugia-Milan scudetto 1999!

Non posso però negare che una ventata di novità potrebbe fare solo bene, se condita dalla miscela giusta di qualità e professionalità in campo e fuori: potrebbero essere diversi i settori societari decapitati con la salita al potere di Lady B., ma per i papabili sostituti non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta.

“Casa Milan”, primo tassello della rifondazione auspicata: chi dominerà i piani alti?

E chi sta dietro a Barbara? Che ci sia anche la mano paterna, oltre ai mentori che hanno favorito la scalata al potere di una donna?

Strano destino quello della coppia Galliani-Berlusconi, fino a poco tempo fa alleati inseparabili!

Ma un autentico rinnovamento può dare benzina alla macchina rossonera con le gomme a terra…

 

Galliani Barbara Berlusconi