Le milanesi riprendono la corsa, mentre le torinesi rallentano e portano a casa solo un punto.
Ah, oggi manca il pezzo dello juventino e siamo tutti più sereni.
Non è vero, dai, Dodo ci manchi.
Poco, ma ci manchi.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Sostiene Pereira che vincere 2 a 0 in casa del Chievo non risolve un campionato, ma è meglio di un calcio nelle palle.

Siamo all’inizio di una storia tutta da scrivere. Il Chievo-Inter di questo strano lunedì calcistico c’ha dato qualche spunto per riflettere.

Botta è stato un grandissimo acquisto dell’anno scorso. Ancora più grandissimo è stato averlo affittato al Chievo. Entra, due minuti e taaac, espulso. Grande Botta. Grazie Botta.

Kovacic è un grandissimo giocatore e speriamo che l’anno prossimo non ce lo prenda una grandissima squadra. Ché l’anno prossimo non saremo una grande squadra, ma fra due anni magari sì e sarebbe bello diventarlo con Kovacic.

Ranocchia, per una volta, ha dimostrato di meritare quella grandissima fascia da capitano. Ché fino all’anno scorso la indossava un grandissimo uomo e fino a questa partita Ranocchia è stato solo un uomo grande.

Icardi non s’è sbloccato. Peccato, perché da grandissimo giocatore qual è, in una serata così, ci poteva stare anche un grandissimo goal. Accontentiamoci delle sportellate che ha dato e preso per tutta la partita. E’ grande e grosso, serve anche a questo, non solo a segnare.

Chievo-Inter. Prima vittoria convincente del Mancio in campionato. Per ritornare una squadra grandissima. Perché noi siamo una squadra grandissima.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Dopo disquisizioni sul futuro stadio rossonero la parola al campo!
Missione compiuta: sfatato il TABU’ scontri diretti.
Potere dello sfogo di Pippo post Genova?
Le premesse non erano delle migliori…
La tradizione vince anche il gioco dei posti, con il brivido davanti alla seconda casa, dolce casa.
Al di là delle più rosee aspettative e dell’ottimismo, con un babà per tempo ci gustiamo i napoletani: a San Siro non accadeva da troppi anni.
Caro panzone, la tua squadra ha fatto poco o niente davanti al Milan con la M maiuscola!
Pensavi di farla franca… ma il passato insegna!
Grazie al cielo, per una volta, scene di esultanze partenopee in primo rosso non pervenute ai miei occhi.
Le retrovie del Vesuvio ballano alla grande, rischiando più volte di capitolare.
Il tallone d’Achille homemade regge che è un piacere, una musica nuova per il popolo rossonero…
Quasi quasi i terzini riadattati non sfigurano, anche se, in fase difensiva, lasciano un po’ a desiderare.
RM, che direttore d’orchestra! …Non Riccardo Muti (stavolta) ma un gran Riccardo Montolivo.
E che dire del mago Jack.? Grazie al cielo il mercato porta con sé colpi di coda sorprendenti!
Clonarlo o metterlo in naftalina per arrivare a fine stagione. Ricorda i grandi giocatori del Milan vincente in Italia e in Europa.
J + J: coppia vincente, dinamica, vibrante, che sforna perle a luccicare la vista.
Sembra di aver trovato finalmente un portiere, come si vocifera dal vivo nelle zone calde del tifo.
Il candito sul panettone sarebbe ritrovare il vocabolo CONTINUITA’ nel dizionario rossonero.
Se il ritornello vincere, aiuti a vincere, lo scopriremo rimanendo sintonizzati su questo Blog fazioso.
La bagarre in zona terzo posto è accesa, con continui ribaltamenti di fronte.
All’anti vigilia del nostro 115esimo compleanno, miglior regalo non si poteva chiedere.
Forza vecchio Cuore Rossonero!

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Il nulla.
Ieri sera è andato in onda IL NULLA.
Che ha un senso narrativo se stai guardando La Storia Infinita, seduto sotto l’albero con la famiglia e con indosso un maglione con le renne.
Meno se stai guardando Empoli-Torino smadonnando con una birra in mano e non vedi niente che abbia la dignità per essere definito “partita di calcio”.
Non vedevo una così esplicita ricerca del pareggio, del punticino patetico e semiconcordato, dai tempi di un imbarazzante Juve Stabia-Torino di qualche anno fa dove, giuro, si iniziò a fare melina al 7′.
Una partita (in)dimenticabile, come quella di ieri.
Orrore, profondo orrore.
Bovo a centrocampo aveva già dimostrato di non sapere che fare a Copenaghen, quando giocavamo con due uomini in più di loro, figuriamoci ieri undici contro undici.
El Kaddouri passeggia e inizia ad essere davvero irritante, irritante al punto che ormai è passata anche la voglia di ripetere in continuazione “Eh, ma quando si accende è forte”. Eh. Accenditi. E rimani acceso.
Anche per l’assenza del trequartista di cui sopra, tra Quagliarella e Martinez da un lato e tutto il resto della squadra dall’altro c’erano venti metri di NULLA, praterie, desolazione, morte.
Che magari si potevano coprire con uno sgroppatore ispirato come Bruno Peres ma no, lui era in panchina.

E poi mi tocca sentire il telecronista (senza colpe sia chiaro, qualcosa doveva dire per cercare di contrastare IL NULLA e salvare l’umanità) che dice “il Torino porta comunque a casa un punto da un campo difficile come questo”.
Ecco. Empoli campo difficile.
Questo riassume tutto, meglio di questo pezzo e di qualsiasi riflessione: per noi Empoli è un campo difficile.
Questa è la cartina di tornasole del nostro valore attuale.