ANSIA, TENSIONE… la musichetta di queste notti mi manda da sempre in sbattimento, come direbbe Simo. Cerco di nascondere il mio stato emotivo, ma è più forte di me!

MILANISMI

di Marta Baudo

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Anche quest’ottavo di finale lo vivo nell’aria da giorni, per mesi sogno di essere alla “Scala del Calcio”. Quando finalmente scocca l’ora X dell’ottavo di Milan-Atletico con Clarence allenatore, un mix esplosivo di adrenalina e fegato contuso mi invade. San Siro da mille e una notte, come non si vedeva da tempo, fa battere forte il cuore e crea un clima magico.

Chissà quando risentirò dal vivo la sinfonia della Champions, colonna sonora di tante notti da Milan! Dolci ricordi evocati da quelle note soavi… Sogno di tornare a vivere epiche finali e trionfare!

Se neanch’io dormo bene pre match come Milan-Atletico, qualcosa di strano ci deve essere nell’aria!

Che match vibrante, soprattutto nel primo tempo con Taarabt in gran spolvero. I rossoneri, tonici, più vivi che mai, sembrano beneficiare dell’effetto catartico della musichetta tanto cara, ma “il bel gioco dura poco”. La reazione svanisce come se l’incantesimo d’un tratto abbandonasse il Milan.

Dominio milanista durato troppo poco con “trava” di Ricky e legno di Poli e, guarda a caso, miracoli del portiere avversario. In più ci troviamo davanti questi “turchi” veri: falciatori! Quanto li odio. A Proenca avrei donato un paio di occhiali “rossi”: sempre noi a pagare dazio! Quanta rabbia.

Il KO del miglior terzino attuale, De Sciglio e lo 0 a 0 all’intervallo con le occasioni clamorose fallite accrescono il mio nervoso. “Carpe diem”? Non direi. Pronto…c’è qualcuno? Si soffre nel secondo tempo con più disordine a centrocampo e pericoli Colchoneros.

Mai una volta che la ruota giri per il verso giusto. Fortuna: sarai con noi in terra spagnola?

Che disdetta! La Beffa arriva dietro l’Angolo su pisolino collettivo, quando, senza voce, ero ormai sicura di portare a casa un buon 0 a 0, e di giocarmela tranquilla là. Costava molto mantenere alta la soglia di attenzione per ancora 10 minuti? Non dico tanto! Questo ritornello un tiro = un gol subìto stona molto nella settimana del Festival!

D’obbligo fare l’impresa al Vicente Calderon. Crediamoci ragazzi, con cuore e grinta. Champions: non abbandonarci ora. Sognare è lecito. Nulla è perduto!