Una giornata ricca di “colpi di scena”, un pareggio inaspettato tra Inter e Torino, un Pepito Rossi che regala emozioni e tanto altro ancora.


INTERISMI

di Max Multatuli

maxmultatuli_65x79

Una premessa da cacacazzi: questa non è stata la prima partita dell’era Thohir, il magnate indonesiano. I giornalisti italiani non sanno la differenza tra “signing” e “closing” o, usando concetti più noti agli azzeccagarbugli nostrani, tra preliminare e definitivo. L’operazione di “vendita dell’Inter” consiste in un aumento di capitale della società, che sarà sottoscritto da Thohir e soci. Sarà. A metà novembre. Faccio un esempio che potete capire anche voi capre (anche se non lo possono capire i giornalisti). Se Ciccio e Franco si mettono d’accordo che a metà novembre Ciccio venderà a Franco il suo ipod e Franco darà a Ciccio 100 euri, chi è che ascolta la musica sull’ipod da qui a novembre? Bene, bravi, siete più svegli di quelli di Gazzetta&Co (che culo!). Andiamo al racconto della partita.

Che Torino-Inter sarebbe stata una partita demmerda era nell’aria. Più che era nell’aria lo sapevo. Più che lo sapevo ne ero certo. L’unica partita che ho visto a San Siro è Inter-Torino. Stagione 2008-09, la prima annata di Mourinho. Un freddo, una nebbia, una noia mortale. Finì 1-1. Ero talmente certo di quanto mi avrebbe infastidito questa partita, che non sono neanche andato a vederla al pub. L’ho vista in streaming, con telecronaca in spagnolo. Facciamoci del male.

E mi sono sbagliato di grosso. Avrei dovuto vederla al bar, due birre medie, e urlare a squarciagola “c’è solo Inter” (avrei dovuto cantare “Pazza Inter amalaaaa” ma i diritti ce li ha ancora la figlia di Celentano). Questa Torino-Inter, stagione 2013-14, ha confermato la rognosità del Toro per noi interisti. Ma che squadra è l’Inter?!?

Cinque minuti cinque ed espellono il nostro portiere. Ci aspettano 85 minuti di sofferenza più recupero. Non posso farcela. Il nuovo portiere entrato para il rigore. Poi, in ogni caso, il Torino segna, mentre l’Inter cerca in tutti i modi di far finire sta partita e andare a casa sotto le coperte che fa freddo, c’è la nebbia e Torino puzza demmerda. Per colpa della Juve, sia chiaro. Guarin si sblocca, grande notizia di giornata, e con una rovesciata d’antan centra il pareggio sul finire del primo tempo. Perfetto, penso, adesso 45 minuti di difesa a oltranza, in dieci uomini, aspettando il vin brulè e lo scaldasonno imetec. E mi sono sbagliato di grosso. La difesa a oltranza c’è stata. Ma c’è stato anche il gol del Torino. 2-1. Poi il gol dell’Inter, Palacio, 2-2. Poi un altro gol di Palacio, sempre Inter, 2-3.

Ecco, qui avrei voluto alzarmi, far saltare in aria il tavolo e urlare con quanto fiato avevo in gola “pazza Inter amalaaaa”, fottermene della Celentano e, possibilmente, calarmi d’un fiato una bionda. Seduto accanto a una bionda, possibilmente. E invece no, in pigiama, il piatto di pasta al sugo davanti a un computer, ho potuto solo far saltare in aria la forchetta col piatto, la pasta e, soprattutto, il sugo. Sugo dappertutto. Immaginatevi la scena. Venti minuti abbondanti alla fine, vincenti in casa del Toro, dieci uomini dieci resistono strenuamente all’assedio. Entra Bellomo per il Torino. Un uomo un ossimoro. Mai sentito, mai visto. Entra, fa un paio di moine da bell’omo. Poi così, nel recupero, da 50 metri laterale, batte una punizione diretto in porta.

3-3.

Minchia il fastidio.

 


MILANISMI

di Marta Baudo

martabaudo_65x79

Fino a una settimana fa questa partita volevano farmela vedere dal divano di casa a fomentare rabbia e tensioni…per una minoranza di pubblico che allo Juventus Stadium aveva intonato cori di “discriminazione territoriale”. Qualcuno s’è rinsavito e, per miracolo, ho potuto sfogarmi dal vivo…Che tristezza e ribrezzo veder San Siro sold out solo con le big italiane ed europee!

Tra tornelli, burocrazia, nuove norme, il pubblico non affolla più lo stadio come dieci anni fa, una desolazione incredibile…solo i fedelissimi, come me, non mancano mai!

Tra squalifiche e infortuni (i sospetti e la rabbia sulla preparazione crescono) aggrappato a Birsa e al suo gol capolavoro, un Milan operaio in stile provinciale porta a casa un 1a0 di Capelliana memoria, quando gli scudetti e i top player piovevano a grappoli, e io giocavo con le Barbie…come direbbe un mio caro amico!

Che record da inserire negli almanacchi la seconda vittoria consecutiva in casa, senza aver subito gol! Oro, incenso e Birsa, in anticipo rispetto al calendario con l’angelo Gabriel a benedire questa squadra e darle quella sicurezza sui calci piazzati che da anni mancava…l’alba del nuovo Milan sorge in pieno autunno! Raccapricciante e inutile buttare via sempre un mese e mezzo di stagione…dal 2014 sarà “off limits”! Anche essendo in vantaggio nel primo tempo mi annoio, solo i contropiedi di Birsa e gli slalom di Poli, pupillo di San Siro, non mi fanno dormire! La precisione è sovrana?! Senza Capitan “Monto” e Walter e Poli questa squadra sarebbe da rottamare…Perse le chiavi dell’attacco…”Che ci fanno qui Matri e Niang”? Le belle statuine del presepe? Rido per non piangere vedendoli in campo…Niang corre come una gazzella, pensando di essere nel paese dei suoi avi e Matri ha il 9 per gentile concessione dall’alto…ridatemi l’eroe dei due mondi “Pippo” La misera consolazione pre Barca è la difesa d’emergenza che non sbaglia una virgola!

Nel secondo tempo il mio sguardo è rivolto soprattutto alla zona panchina, per scovare l’amato “Bambino d’oro” e il suo ritorno a San Siro! “L’emozione non ha voce” al minuto 77, esce l’ameba…Matri ed ecco il  magico 22! Sembra ancora lui con i suoi numeri di classe e scatti. Bentornato a casa! Trasforma questa “squadretta provinciale” e portala dove  tu sai… e insegna a Niang a tirare!

 


JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

edoardopavesi_65x79

Come si fa a scrivere qualcosa dopo una partita così? Cosa si può dire su una partita dominata in lungo e in largo per un’ora e persa in maniera così netta? Come fai a non vincere quando sei sopra due a zero e rischi di fare prima il terzo con Asamoah e poi il quarto con Marchisio? Senza stare qui a parlare del fatto che Neto non aveva ancora fatto una parata in carriera e che il rigore su Fernandez è totalmente inventato, perché sarebbero comunque scuse puerili, e comunque: imbecilli, presuntuosi, senza palle e irrispettosi!

Imbecilli: perché non puoi perdere una partita così!

Presuntuosi: perché smettere di giocare pensando alla partita successiva è da presuntuosi.

Senza palle: perché quando prendi 4 gol in quarto d’ora significa che non sai reagire.

Irrispettosi: perché andare a fare il gesto della mitraglia di Batistuta nel suo tempio e poi fare una figura del genere…

La verità è che, tanto per cambiare, aveva ragione il nostro mister, quando ad agosto diceva che quest’anno il nostro peggior nemico sarebbe stato aver la pancia piena, sentirsi invincibili, smettere di giocare dopo un’ora, etc…ma la domanda allora sorge spontanea: se è da agosto che ne siamo consci e lo sbandieriamo ai quattro venti, che cosa stiamo aspettando a porre rimedio? Dalla Champion’s siamo già praticamente fuori, vogliamo perdere anche il campionato prima di trovare una soluzione?

 

 


GRANATISMI

di Cristiano Girola

cristianogirola_65x79

Dice, “Ma c’hai Padelli e ti permetti pure di parlare dei portieri degli altri?”

Sì, perchè in un’Italia pervasa dal civico spirito del governo delle larghe intese, è giusto pensare ai destini della nazione nella sua interezza, più che a quelli di una parte sola. E allora mi chiedo, con vivo e vibrante timore: ma noi seriamente vogliamo andare ai Mondiali con quei quattro lì, i baluardi difensivi della squadra di Venaria? Ma li avete visti quest’anno  i nostri (vostri, pardon) amici Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini?

Paura vera. E di alternative manco l’ombra.

Ah, no, c’è Gobbonna.

Ah, già.

Viva e vibrante paura, ripeto.

Vabbè, vogliamo parlare di Toro?

Se il Toro non fosse il Toro, adesso avremmo esattamente e meritatamente i punti del Verona. Peccato che tra sfiga, errori arbitrali e, soprattutto, clamorose topiche nostre che vanno a rovinare partite quasi perfette, ci ritroviamo con la solita classifica da torello, con la t minuscola e il suffisso -ello a ricordarci che il Toro vero continua a essere una cosa che da 20 anni non si vede quasi mai.

Nella settimana in cui una splendida puntata di Sfide ricorda il mito della Farfalla Granata, Gigi Meroni, chiudendo con un ardito ma speranzoso paragone tra lui e Cerci, quest’ultimo con grande atto di umiltà pensa bene di sbagliare un rigore per esternare il suo rispetto e la sua reverenza verso la storia.

Nella settimana in cui segna quello stoccafisso di Farnerud e un tal Bellomo centra una punizione che manco Zola, il nostro portiere Padelli, che evidentemente ascolta in loop i Subsonica per entrare meglio nello spirito sabaudo, intraprende un paio di estatici voli nel Cielo di Torino snobbando quel prosaico oggetto chiamato pallone che, certamente, non poteva che rallentarlo nella sua ascensione verso l’infinito: lasciamo lì, che ci pensano Guarin e Palacio, gente coi piedi per terra.

Nella settimana, infine, in cui la Giuventus fa di tutto per regalarci una meravigliosa digestione dei primi, pantagruelici pranzi autunnali, noi vomitiamo la cena regalando a quell’altra squadra a righe due punti che manco si sognavano di prendere, asserragliati in difesa per 90 minuti come nemmeno noi quando giocavamo al Bernabeu.

Sì, perchè una volta giocavamo persino al Bernabeu.

Ormai mi servirebbe quasi un’altra puntata di Sfide, per ricordarlo.