La parte più bella di scrivere su/per/da/in/con/tra/fra un blog è il DOVER esprimere un’opinione. Molto spesso quando si parla di giornalismo l’imperativo è limitarsi a fare informazione nuda e cruda, senza esprimere pareri personali. Concetto per molti aspetti condivisibile, però incredibilmente limitante.

Su un blog no. Un blogger senza un’opinione è come un pornoattore che non si leva mai le mutande.

Un film che dovreste vedere (“Thank you for smoking”) sostiene a più riprese un concetto a mio modo di vedere sacrosanto, anzi si può dire che su di esso ci basi l’intero significato della pellicola: se argomenti bene, non hai mai torto.

Un preambolo di una certa serietà, dunque, non poteva che dare inizio a un’opinione (la mia, appunto) su una questione serissima e di centrale importanza: basket figo, calcio merda, cestista manzo, calciatore fighetta.

L’opinione è mia e non ho certo la pretesa che tutti la condividano. Anche perché i numeri qui in Italia dicono che la maggioranza la vede in modo leggermente diverso. Quello che posso fare è cercare di argomentare a sufficienza da non avere torto.

E visto che questo rimane un agglomerato di blog a forte concentrazione femminile, eccovi qualche motivo per cui dovreste preferire un’uscita con un cestista a quella con un calciatore.

1 – È mediamente (molto) più alto
Questa era ovvia. Ma cosa comporta l’essere più alto? Innanzitutto respira aria più rarefatta e pulita e sappiamo tutti quanto la salute sia importante nel 2013. Dunque limonare duro contro il muro con un cestista gioverà indirettamente anche a voi. Praticamente è come limonare una halls mentoliptus flavour stambecco e aghi di pino.

2 – Conosce l’inglese
Un cestista come si deve segue con passione la pallacanestro italiana, ma anche e soprattutto quella americana. Dunque è avvezzo a commenti, terminologie e interviste in americano. Che insomma, non sarà l’inglese che si parla nei salotti buoni di Cambridge, ma la volta che dovrete ordinare un McChicken al McDonald’s della tangenziale nord di Bratislava potrà venirvi utile.

3 – È abituato a dormire poco
Questa è diretta conseguenza della precedente: in quanto appassionato di NBA, dorme una media di tre ore a notte per poter vedere in diretta partite di gente grossa e nera che si prende a spallate. È quindi tarato su ritmi che una persona normale (di mente) non riuscirebbe a sostenere. Qual è il vantaggio? Non ne ho la più pallida idea, però fa figo.

4 – Non se la tira
Parliamoci chiaro: se un cestista se la tira (ce ne sono, inutile negarlo) ha sbagliato sport. Pratica un gioco così popolare in Italia che potrebbe aver vinto un Europeo bendato e senza usare la destra che la maggior parte delle persone non lo riconoscerebbe comunque. Un calciatore anche se gioca in terza categoria e lotta per non retrocedere in una serie che non esiste, al bar stazione di Pescarolo e Uniti lo riconosceranno. A quel punto dovrete scegliere se avere una relazione con lui o con il suo ego.

5 – È bravo a schiacciare
Mi vergogno talmente tanto per questa battuta indecente che non farò nemmeno la fatica di spiegarvela. Se non l’avete capita ci vediamo al ritrovo annuale di suore orsoline al parcheggio dell’Ipercoop giovedì prossimo. Portate il rosario, stavolta ci si sballa.

6 – Ha manualità
Non credo ci voglia una laurea in ingegneria aerospaziale per comprenderne il motivo. Uno usa i piedi, l’altro le mani. Nel caso siate quel tipo di donna che gira a fare le ronde di notte per prendere a calci l’immigrato che ci ruba il lavoro forse a quel punto per voi è meglio un calciatore, uno di quelli che magari gira con i tacchetti a 11 anche la sera quando si veste elegante. In tutti gli altri casi sono sicuro che uno che non abbia due casse di arance al termine delle proprie braccia non vi dia particolarmente fastidio.

7 – Guarda pochissima televisione
Non è colpa diretta del calciatore, ma se uno vuole guardare del calcio, che sia giocato o parlato, ha l’imbarazzo della scelta: la domenica le partite, il lunedì il processo alle partite, il martedì il processo al processo delle partite, il mercoledì la champions, il processo alla champions e il processo al processo al processo delle partite, eccetera. Il basket italiano in televisione ha un trattamento tale che o il cestista non ha nemmeno il coraggio di guardarlo, oppure l’unico processo è quello che gli fanno il giorno che mette le mani addosso al primo telecronista che incontra nei bagni del palazzetto.

8 – Ha altri argomenti di conversazione
Collegato al punto 7. Negli anni è stato costretto a trovare argomenti di conversazione che andassero al di là del hai visto cos’ha fatto Denver? Per il semplice fatto che il più delle volte la gente si vedeva rispondere “stanno ritrasmettendo Denver? Io sto ancora aspettando che ricominci Il mistero della pietra azzurra” e quindi ormai ha un’esperienza sufficiente per parlare dei principali topic, come la politica, l’inquinamento, il cinema, Maria Giovanna Elmi.
Il calciatore invece no, ha vissuto nella bambagia per tutta la vita, non ha mai nemmeno dovuto impegnarsi nel farsi un’opinione su qualsivoglia argomento forte del fatto che potrebbe riempire ore e ore di discussione con il primo sconosciuto incontrato per strada ruttando da sbronzo forza Milan.

9 – Vorrà visitare luoghi esotici
La passione cestistica porta ad avere una malattia vera e propria per luoghi come New York, Miami, Los Angeles. Poi mentre lui perde sette ore all’interno dell’NBA Store per spendere ottanta dollari per i calzini sudati di Larry Bird o si mette a limonare con il parquet del Madison Square Garden voi potete tranquillamente farvi il giro della città, ma con il calciatore il massimo a cui potete ambire è un giro per il centro di Manchester o per quello di Liverpool. E ascoltate un cretino, voi NON volete vedere il centro di Manchester o quello di Liverpool.