E’ iniziato il conto alla rovescia per i 73esimi Internazionali d’Italia di tennis in programma al Foro Italico di Roma dal 7 al 15 maggio. E’ stato infatti compiuto uno dei primi atti dell’edizione 2016: l’ufficializzazione dell’Entry List, l’elenco dei partecipanti al torneo. Per la gioia di tutti gli aficionados capitolini e non, il suddetto elenco è di livello assoluto, come si conviene a un Masters 1000, uno degli appuntamenti più importanti dopo quelli del Grande Slam.

La lista maschile recita tutti e 41 i primi giocatori al mondo, mentre quella femminile comprende 40 delle prime 43 giocatrici. La novità più importante rispetto alle previsioni è che tra i giocatori, al fianco dei vari Novak Djokovic, Rafael Nadal e Andy Murray, ci sarà anche Roger Federer. L’elvetico aveva inizialmente escluso l’appuntamento italiano dal suo calendario ma, visti i tornei saltati tra l’infortunio al menisco (Rotterdam, Dubai e Indian Wells) e il virus gastrointestinale (Miami), ha deciso di recuperare il tempo perduto aggiungendo pure Roma al già pianificato Montecarlo, ricomponendo così l’accoppiata degli unici Masters 1000 che mancano alla sua carriera.

Al Foro Italico Roger ha infatti raggiunto ‘solo’ quattro finali: nel 2003 fu inopinatamente sconfitto da Felix Mantilla, nel 2006 e 2013 fu battuto da un terraiolo doc come Rafael Nadal, mentre l’anno scorso fu fermato all’ultimo atto da un Novak Djokovic già in formato ‘muro di gomma’.

L’unico dubbio sulla sua presenza è legato all’eventuale partecipazione dell’elvetico anche al Masters 1000 di Madrid, piazzato tra Montecarlo e Roma: qualora andasse fino in fondo sia nel Principato sia in Spagna, Roger potrebbe infatti decidere di tirare un po’ il fiato – dategli torto, a quasi 35 anni… – in vista del Roland Garros e di una impegnativa seconda parte di stagione che quest’anno prevede anche le Olimpiadi di Rio.

Dall’altra parte, a dare un po’ più di fiducia agli appassionati tricolori, c’è il rapporto particolare tra lo svizzero e gli italiani, vicini non solo in senso geografico. Roger ha sempre professato il suo amore per Roma (certo, non è che delle altre città dove gioca dica peste e corna….) e al Belpaese è legato un momento importante della sua vita sportiva: la vittoria del suo suo primo titolo Atp nel 2001 nell’ormai demolito Palalido di Milano.

Un ricordo che fa versare qualche lacrimetta pure al sottoscritto, all’epoca ‘inviato’ al torneo. Ricordo come fosse ieri un Federer neanche 20enne – all’epoca ancora con capelli lunghi e codino ma già gentilissimo – aggirarsi pressoché indisturbato nell’impianto tra un match e un allenamento, fermandosi al bar a chiacchierare con il suo corpulento coach d’allora Peter Lundgren, una sorta di vichingo prestato al tennis, e i suoi amici provenienti da Oltreconfine, simpatici e talentuosi nel trangugiare birre quasi quanto Roger nel giocare.

Ecco, non so se mi commuova più il pensiero che son passati quindici anni e che io sia invecchiato decisamente peggio di Federer o che da troppo tempo a Milano non ci sia più un torneo Atp. Sarà il caso che mi asciughi le guance e riguardi l’Entry List di Roma per recuperare un po’ di buonumore…