Vincono tutte le italiane nel primo turno di Coppe. Tranne una, che se non tira mai in porta è pure difficile…
In realtà un granata ha segnato, ma dopo aver esultato ci siamo ricordati che ora gioca nell’Inter.
Comunque botta di vita per il ranking Uefa, Tavecchio si ubriaca di gioia e picchia un extracomunitario.
Bentornata, Europa.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Si capisce che l’Europa League è una coppa minore dall’impronunciabilità delle squadre.

Quella contro cui giochiamo la prossima volta si chiama Qarabag. Quella schiantata questa volta, invece, si chiama “Dnipro Dnipropetrovsk”, per gli amici “Dnipro”. Un po’ come quegli sfigati che si chiamano Roberto Roberti, Ludovico Ludovici, Asor Rosa. E lo Dnipro Dnipropetrovsk sfigato lo è davvero, a perdere contro quest’Inter inguardabile.

Un’Inter davvero inguardabile, senza fantasia, con due tiri in porta per settanta minuti, perdippiù nella stessa azione. Un’Inter inguardabile e in larga parte inguardata. Ché all’estero già è difficile trovare le partite di squadre italiane. Figurarsi le partite di squadre italiane in Europa League. E allora vai di Rojadirecta, con canali pirata che saltano e vacca-boia-ladra-puttana-Juve-merda che volano.

Una noia che neanche Ballarò in loop al contrario.

Eppoi succede l’aspettato. Ché con squadracce del genere una cosa del genere ce la si aspetta sempre. Espellono un giocatore dello Dnipro Dnipropetrovsk . Il capitano loro perdippiù.

Il resto della partita è ancora più ovvio e scontato. Lo Dnipro Dnipropetrovsk entra nel panico. Palla ad minchiam verso l’aerea e beffardo goal del fu torinista D’Ambrosio su rimpallo di culo, controllo di culo e tunnel di culo. Remi dell’Inter non in barca ma in barchissima e tre punti conquistati nell’ostico campo dello Dnipro Dnipropetrovsk. Taaac.

Fine.

Che post noioso di una partita noiosa di una coppa noiosa, direte. E allora ravviviamolo!

Noterete, che, al contrario di Wikipedia, ho usato “lo” e non “il”, davanti a Dnipro Dnipropetrovsk. Perché mai, vi starete chiedendo?

Ve lo state chiedendo?

Capre!

(se ve lo stavate chiedendo)

Come insegnano le maestre da anni, davanti a una parola che inizia con due consonanti (in cui la seconda non è r o l) si usa “lo” e non “il”.

“E allora perché si dice “il pneumatico” e non “lo pneumatico”?”, vi starete chiedendo. Ve lo state chiedendo?


GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Passi vent’anni ad aspettare che il Toro torni in Europa e i successivi 90 minuti a capire che non durerà.

Non può durare se non schieriamo nemmeno un giocatore in età da calcio professionistico: in difesa avevamo la Primavera e in attacco il reparto geriatrico.
Non può durare se continua questo vociferare inspiegabile secondo il quale, ormai, tutti dicono che Sanchez Mino è un fenomeno. Senza avergli ancora mai visto fare niente. Però qualcuno ha deciso che è un fenomeno (chi, per Dio? Chi?) e tutti hanno iniziato a ripeterlo. Secondo me, per lo meno, porta male. Facciamo che ci sentiamo dopo non dico la sua prima doppietta, ma almeno dopo il primo assist (quelli con il Cuneo in amichevole direi che non valgono)
Non può durare se l’approccio all’Europa è di quelli alla Palermo, Udinese o Empoli, altrimenti detto del “chissenefrega”: portare a casa qualche centinaio di migliaia di euro di contributi Uefa e finirla il prima possibile, che c’è da salvarsi in campionato.

E invece deve durare, cazzo, che io ho già comprato i biglietti dell’ultima del girone, per la trasferta a Copenaghen, e non voglio andare a vedere un match giocato da Masiello in calzamaglia e Basha con le Crocs, perché ormai non è più decisivo per la qualificazione.

Fatemi vedere almeno un sedicesimo di finale, che le coppe come le ricordavo io vent’anni fa erano quella roba lì, due match tiratissimi da dentro o fuori, adrenalina per 180 minuti e più.
Mi manca quell’Europa.
Non quella di ieri, in cui potevo andare in bagno quando volevo, che tanto tornando avrei trovato ancora Jansson che la passava a Maksimovic, che la passava a Jansson che la passava a Gaston Silva, che la passava a Gillet che la passava a Gazzi, che la passava A Jansson che la passava….