L’interista è imbruttito, il milanista perplesso, lo juventino magnanimo e il granata zemaniano convinto.
Oggi va così.

INTERISMI

di Max Multatuli

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E vai grandi campioni!!

Perché tanto entusiasmo? Perché da che ho memoria sono almeno tre anni che non battiamo l’Atalanta. Bergamo cacca, mi viene da affermare con non poca soddisfazione.

La partita è finita 2 a 0 per noi. Goal di Osvaldo nel primo tempo e goal di Hernanes nel secondo tempo.

Non li ho visti questi goals. Nessuno dei due. Non ho neanche visto la partita. Perché, vi sarete accorti, la partita si è giocata di mercoledì sera alle 20.45. I milanesi e i nordeuropei che L-A-V-O-R-A-N-O alle 20.45 di mercoledì sono in ufficio a tirare la carretta. Figa. O quantomeno a far finta di tirare la carretta mentre tirano coca. Figa uè.

Ora tu dimmi come faccio a guardarmi la partita in ufficio? Posso stare su Twitter e Facebook mentre sono in ufficio. Su Paper Project, con grande gusto, mentre sono in ufficio. Ma certamente non posso guardare la partita.

Il risultato mi ha esaltato così tanto che però, appena tornato a casa, mi sono letto tutti tutti tutti i resoconti di Inter-Atalanta.

Ergo per cui poscia, ecco un breve riassunto dei riassunti della partita:

  • Vidic fenomenale (come sempre);
  • M’vila stratosferico (e finalmente);
  • Osvaldo eurogoal (bello e bravo, bello e bravo);
  • Icardi infortunato (Bergamo cacca);
  • Palacio s’è sbagliato il rigore (Juve merda);
  • Hernanes entra e segna e fa un salto mortale al davanti d’indietro mezzo carpiato (welcome back the Profeta).

Tre punti con un 2 a 0 che dà tranquillità. Tre punti che ci introiettano nella parte alta della classifica. Lassù, a soli quattro punti dai burini di Roma ladrona e dai savoiardi di Vinovo che secernono merda.

Tre punti per dire “sì, ci siamo anche noi”. Stiamo tornando.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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6 dicembre 2003 – 23 settembre 2014: Empoli-Milan 0-1 e 2-2, due match agli antipodi. Kakà protetto da una difesa granitica, risolse con una sassata fantastica dai 30 metri la partita sterile del 2003. Prodezza poi decisiva per lo scudetto del 2003/2004. Stavolta la premiata ditta Torres – Honda confezione due pregevoli reti ma il bottino è misero. Quanta nostalgia del passato!
Brutta bestia essere “masochisti”: ufficio complicazione affari semplici.
Quando la strada dovrebbe essere in discesa i rossoneri creano percorsi scoscesi. Due punti buttati via all’inizio del trittico di partite che, sulla carta, risultano abbordabili…Un antipasto amaro che lascia il groppo in gola.
Sembra di essere tornati indietro di qualche mese, quando, con poco pathos, prendevamo imbarcate. “Prevenire è meglio che curare”: tempus fugit! Urge Alex in mezzo alla difesa a comandare il reparto e dare una scossa con la sua struttura massiccia.
La tradizione positiva del Milan al Castellani si “salva in corner”!
Nuove strategie difensive e studi minuziosi sui calci piazzati, non ancora ben rodati in campo.
Zeman-landia non è un modello sempre replicabile e vincente… Risalire la china è così scontato nel calcio, come potrebbe esserlo a scuola.
I limiti chiusi nella cassaforte rossonera escono fuori, allontanando le scorciatoie che portano alla vetta. “Quel dommage”.
El Nino, a segno al debutto, con un gol in stile Pippo, porta una nota positiva al match e si fa sentire in area. “Chi ben comincia…”: la storia recente insegna, da Van Basten a Sheva. Davanti la strada è tracciata, aspettando con ansia che anche Cheope torni a splendere maestosa.
Abate e Honda sembrano trasformati post mondiale e rigenerati dalla cura Inzaghi.
Concentrazione, cattiveria agonistica e spavalderia sono i tre cardini da cui ripartire a Cesena.
Noi vogliamo 11 leoni!

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Se siamo la squadra più amata d’Italia (gli ultimi dati parlano del 29% degli italiani, anche se per la questura non sono più del 7%) un motivo ci deve pur essere, e Juventus-Cesena di mercoledì sera lo ha evidenziato in maniera quasi assordante: la Juve è una squadra di gente buona, d’animo intendo, gentile e sempre pronta ad aiutare il prossimo.

Dovendo affrontare, infatti, una squadra nettamente inferiore a livello tecnico e tattico, con un monte ingaggi totale che non arriva a quello di un nostro magazziniere capo e appena risalita tramite playoff dalla serie B, la nostra bontà d’animo ci ha portati alle seguenti scelte:

Lasciare in panchina il giocatore più decisivo del momento, Carlitos, con 4 gol in 4 partite e artefice di 6 punti su 9 in campionato e della vittoria in Champion’s. Come a dire, lui da solo vincerebbe quindi non vale, lo togliamo.

Inserire al suo posto il solito bambino scarso affetto da nanismo, che evidentemente cominciamo a pensare abbia qualche aggancio ai piani alti, uno cui viene voglia più di dare una carezza in testa che un calcione…proprio come all’Apache, no?

Ma non ci siamo limitati all’attacco, anzi è a centrocampo che sfoggiamo una caritas quasi cristiana: fuori Pogba, il miglior classe ’93 del pianeta, e dentro un Vidal a mezzo servizio, anzi al 20%, anzi forse meno (ok ha fatto due gol, ma era l’ombra di se stesso, altrimenti ne avrebbe fatti tipo 9. Però un bentornato ad Arturo glielo si può concedere). Fortunatamente confermatissimi sia Claudio che Pereyra.

Per completare l’opera, infine, e aiutare ulteriormente i nostri poveri avversari, ecco che Ogbonna viene schierato a destra, lui, mancino, che col destro, come si suol dire in questi casi, non ci sale nemmeno sul tram: mancava il cartello “Accomodatevi” per i loro attaccanti (non pervenuti, tra l’altro). Però dopo 5 partite nessuno ci ha ancora fatto un gol, per cui alla fin fine…

Per farla breve, risultato finale 3-0 per noi, e il sospetto latente che probabilmente neanche Babbo Natale sarebbe riuscito a regalare di più a questi poveri malcapitati romagnoli! Noi ce l’abbiamo messa tutta, più di così…

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Ci voleva Zeman per risollevarci, avrei detto se fossi stato gobbo.
Ma gobbo non sono e, anzi, mi diverto ancora oggi quando sfoggiano questa presunta patetica lesa maestà per quello che disse il boemo (cosa disse il boemo? niente che non sapessero tutti, ma l’aprir bocca nell’allora sistema omertos-mogg-giraud-lipp-agricoliano era cosa da non farsi, giammai). Perché solitamente l’indignazione del bianconero per Zeman non è legata al merito di quello che disse, ma a una specie di presunta inferiorità sportiva che non lo legittimerebbe a giudicare i potenti/vincenti di tutto.
Una cosa tipo: “Ma chi è quel perdente patetico, che non ha mai vinto nulla, a giudicare noi, la squadra più forte dell’orbe terracqueo?”
Perché se non vinci come loro, non puoi giudicare i metodi usati per farlo.
Sei un perdente, taci.
Salvo che poi si arrabbiavano anche quando le stoccate arrivavano, su altri temi, da uno come Mourinho, il che dimostra, se servisse, la totale inconsistenza del ragionamento di cui sopra.
A loro non piace essere criticati, chiunque tu sia.

Quindi loro lascino stare Zeman, che lo lascio stare anch’io.
Ieri il Toro non ha vinto grazie a Zeman, che si apre molto meno che in passato, ma perché sono capitate alcune cose, tra cui:

  • gli angoli si battono alti, non bassi sul primo palo
  • schemi su punizione sì, purché molto facili e a prova di scemo. Altrimenti è subito sensazione patetica tipo coreografia riuscita male nella recita scolastica di fine anno all’asilo.
  • Bruno Peres è un dignitosissimo terzino destro brasiliano. L’unico se la prende in quel posto è il grande Matteo Darmian a cui, mi sa, toccherà un’altra stagione sulla sinistra dove invece non si vede nulla di buono (sì, Masiello, sto pensando a te e ho i brividi)
  • lasciate stare Padelli. O meglio, critichiamolo, ma non per ieri. Prendiamocela per quel gol da brocco che ha preso col Verona, ma quello di ieri sera è un altro tipo di infortunio che inviterei a guardare da un altro punto di vista: è un miracolo che non sia successo prima, è un miracolo che con il gioco che Ventura impone alla retroguardia questo “incidente” sia avvenuto per la prima volta solo al quarto anno.
  • Quaglia s’è sbloccato e l’ha fatto due giornate prima di Immobile l’anno scorso. Quindi, calcolatrice alla mano, è in tempo per farne almeno 24 o 25.
    Scherzo, dai.
  • Abbiamo scoperto che Amauri è un utilissimo esterno in quel bizzarro 3-4-3 con cui abbiamo concluso la partita. Ha l’agilità, il dribbling e il piede educato per fornire assist al bacio alla punta centrale Ruben Perez.
    Sto ancora scherzando.
    (ma Ventura perché li aveva schierati così?!?!)