Numeri da capogiro per il 73° Open d’Italia tenutosi al Golf Club Milano (Monza): dai 22 colpi sotto par di un leggendario Francesco Molinari, al montepremi elevato e destinato già a raddoppiare il prossimo anno, al pubblico presente, che ha infranto il record di giornata precedente, con le 20.000 presenze del sabato. 47000 in quattro giorni: eccezionale veramente!
Il pazzo meteo settembrino ha provato a scombussolare gli orari ed il programma ma non ha fermato il pubblico, desideroso d’esserci e di scoprire i cambiamenti rispetto al 2015.

Mai vista una campagna di comunicazione così capillare, portavoce dell’evento promosso da mesi su stampa, tv, radio e social network, con Instagram e Facebook in prima linea. Giocatori professionisti e amateur hanno prestato il loro volto per un tam tam mediatico che ha avuto grande successo. Il claim #noicisaremo per sognare, per tifare, per gioire… ci ha accompagnati fino al cuore dell’Open.
A latere, svariate iniziative erano previste per il pubblico di golfisti e non solo, e per le famiglie. Grande professionalità dietro la macchina organizzativa ha, tra l’altro, reso ancora più accogliente l’ospitalità inventando di tutto e di più! Per non parlare della new entry, il Villaggio dello Sport CONI, a promuovere le eccellenze dello sport.
Un Open aperto veramente a tutti! E a colorare la bella festa open space anche street food con i tanti corner: pizza fritta, mio pit stop preferito.

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Da mesi il 15/18 settembre era in agenda come evento clou. E così è stato. #noicisiamo, un must per uno o più giorni.
La partenza a razzo di Chicco Molinari con -6 dopo il primo giro è stata una spinta per il pubblico, accrescendo la voglia di essere presenti dal vivo.
Durante il week end una marea umana da una buca all’altra ha fatto un tifo non da stadio… di più.

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Da brividi la contention nel quarto giro tra Chicco Molinari e Danny Willett, due splendidi interpreti di un thriller fino all’ultimo putt. E’ una fuga per la vittoria tra i due che, sul più bello semina ansia nel pubblico, riaprendo i giochi alla buca 13.

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Scatta intorno al green della 18, la caccia al posto migliore con largo anticipo, in trepida attesa del team leader. Un occhio alla tv in hospitality ed ecco il capolavoro di Chicco alla Seve, dal bosco della 18! Stavolta diamo a lui la giacca verde…
Che emozione l’arrivo dei giocatori in green, tra gli applausi scroscianti di tutti noi presenti!

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Si sarebbe firmato un assegno in bianco per un torneo così…
Come ha sottolineato Barbara Zonchello, direttore del comitato organizzatore Open d’Italia, di cui è presidente Alessandro Rogato, “avere un ultimo team così credo che neanche la più grande fortuna o coincidenza poteva organizzare”…

Dieci anni dopo Tolcinasco l’Open d’Italia torna a casa! E che liberazione per Francesco lanciare il cappellino (poi raccolto da uno sportivissimo Willett) dopo l’ultimo sofferto putto… Quasi un altro Chicco!

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Ma le emozioni non finiscono qui. Sul soleggiato green della 18, al termine della premiazione ufficiale, a sorpresa, Federica Fontana, testimonial dell’evento, regala un fuori programma a Chicco e a tutti noi, lanciando le note dell’inno nazionale, subito seguita dal coro festoso dei presenti.

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Fuochi d’artificio per un Open stellare in cui tante altre promesse del golf si sono messe in mostra, primo tra tutti Nicolo’ Ravano, con un ottimo score finale.

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