Grazie al ritorno sui suoi livelli del colombiano, l’innesto di Hernanes e una capocciata di Samuel, l’Inter torna alla vittoria.

Balotelli invece piange, ma non che le torinesi sorridano: la Juve si fa raggiungere nel recupero, mentre il Toro manifesta i primi sintomi di una strana malattia chiamata “Sindrome Cagliari“.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Intanto cominciamo a chiarire le cose come stanno. Non più Nagatomo capitano, piuttosto mille volte Samuel.

Questa rubrica iniziò con Sassuolo-Inter 0 a 7. Ne è passata di acqua sotto i ponti e ne sono volate iastime sopra. Sassuolo-Inter fu il massacro della neopromossa ad opera di un’Inter cinica e infame, la migliore degli ultimi tre anni. Roba che ancora a Sassuolo ripetono “Sochi 2014, che batosta!”

Come si godeva a quei tempi. Diciannove partite dopo, l’Inter cerca di ritrovare se stessa. Ancora non s’è trovata, ma quantomeno si è trovato il goal e la vittoria. La prima del 2014.

Sta partita non la volevo vedere. Me so detto: vedemose sto derby Lazio-Roma e risparmiamoci la riedizione di Inter-Catania 0 a 0 (o magari, anche peggio, Sassuolo-Milan 4 a 3).

Poi è successo il prevedibile. Mi sono svegliato tardi, sono uscito a correre alle 13 e, quando sono tornato, il derby de Roma stava per finire, ché domenica si corre a lungo. A ciò c’ho aggiunto la visione dell’ultimo film di James Gandolfini al cinema.

Da lacrime, non lo consiglio agli amanti dei Sopranos, ché non ho fatto che piangere la scomparsa di Gandolfini tutto il tempo. Che grosso attore.

Ma almeno le lacrime si sono limitate al film. Di ritorno mi sono fermato al baretto dietro casa e, giusto giusto 5 minuti dopo, ero a urlare a squarciagola, abbracciando uno sconosciuto pugliese immigrato negli anni ‘70 per l’incornata di Samuel.

Goaaaaaaaallll.

Poi altri 45 minuti di noia, vabbè, ma vuoi mettere il piacere di metterla in quel posto alla squadra del Padrone per la seconda volta su due? Con la quale il Milan ne prese quattro.

L’Inter ancora non c’è, ma qualcosa si muove. Ottimo il ritorno di Guarin, ottima l’aggiunta di Hernanes, che almeno uno coi piedi decenti ci vuole. Se solo Milito c’avesse quattro anni in meno… Potremmo magari vincere il triplete.

O rabbia che ormai l’abbiam già fatto.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Se Mexes è il “Capitano” del Milan io sono la Gioconda: osare è lecito ma questo è senza capo né coda! Sconcertata da tutto ciò e dalla rivoluzione di uomini, resto attonita a vedere Robinho ancora titolare, e non su un aereo diretto al carnevale di Rio… dove si divertirebbe di più!

Big match: tabù che mai una volta noi rossoneri sfatiamo!

Il Napoli che quest’anno, in due occasioni contro il Milan, fa sei punti non è un dato casuale, ahimè… C’è da rimboccarsi le maniche prima che sia troppo tardi!

Anche se gli azzurri vanno a 1000 Km orari facendo la partita, è il Milan che, per caso, con una bella iniziativa di Taarabt, segna e mi illudo che la serata possa essere positiva. Comme d’habitude, il vantaggio s’eclissa in un batter d’occhio e Higuain e compagni sotterrano i rossoneri con ripartenze continue! Chissà quando resisteremo fino a fine partita?! A maggio. Oggi si dorme troppo sugli allori.

Salvo solo il “Cristiano Ronaldo” del Marocco, che sembra un motorino sulla circumvesuviana: l’unico rossonero grintoso, controcorrente, un po’ “veneziano”, avulso dalla disconnessa truppa.

La retroguardia milanista mette paura ogniqualvolta il pallone giunge nei dintorni! Hamsick e Higuain fanno buon viso a cattivo gioco. D’altronde, se vendi Cavani e prendi Higuain, la somma non cambia, anzi… Invece se vendi Ibra e prendi il Balo, il risultato è variabile. Higuain da qualche tempo è il rogo tossico della “terra dei fuochi”. Abbiati di marmo, sembra a momenti scosso da un fulmine. Come “battezza” la palla lui neanche…

Troppo Napoli per questo Milan ancora da decifrare, chissà se la primavera lo farà germogliare?

Con il passare dei minuti, e qualche novità di uomini, il Milan fa sempre più fatica a digerire o’Babà! VERGOGNA! Vedo una squadra scollegata: che disgrazia! Milan spento: dopo questa sconfitta il cielo diventa nero. “Piove… e il Milan non si muove”.

La Smart rossonera ha messo la retro davanti al turbo del Napoli, un pit stop che fa solo male!

Il nuovo corso frena bruscamente con Clarence confuso davanti alla prova del nove fallita: l’inesperienza fa capolino. Anche i “Professori” sbagliano. Vedi Napoli e poi…

“Ci vuole un fisico bestiale” per sopravvivere fino a maggio. Milan, quanti FLOP. Gran lavoro per arrivare al TOP. Altri tempi quando queste sfide valevano scudetti.

Non ci resta che piangere: Balo docet.

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Oh, Verona-Juve, finalmente una bella partita!

Domenica pomeriggio abbiamo pareggiato a Verona, ma almeno è stata una partita di calcio, vera, seria, con due squadre in campo, che si sono divise anche il tempo di gara: primo tempo tutto nostro, secondo tutto loro perché, ormai si sa, a noi di tanto in tanto piace giocare solo X minuti delle partite: perché giocarli tutti del resto? Idioti…

Almeno si è vista una partita vera, dicevo: dopo aver rifilato infatti tre pere un po’ a chiunque, squadrette tipo Sampdoria, Roma o Cagliari, e soprattutto dopo l’amichevole del giovedì contro l’Inter (lì sì che era giustificato aver giocato solo un’ora, si sa che le partitelle di allenamento di norma durano 60 minuti), a Verona abbiamo trovato un avversario finalmente degno di questo nome. E un pareggio giusto.

Stratosferico il solito (ma il solo) Tevez, poca grinta per tutti gli altri: il fatto che il loro gol del pari sia arrivato al 94′ non deve ingannare, era nell’aria da un tot e Gigi aveva già dovuto tornare a vestire i panni di Superman in precedenza almeno un paio di volte.

Alla fine, però, la giornata, che si era aperta col Milan nuovamente sconfitto, si chiude con il Toro che torna a perdere, come è giusto che sia, e la Roma che non approfitta del nostro passo falso: quindi il campionato, se ancora non è morto, comunque non credo si senta molto bene!

Ah, un’ultima buona notizia: è tornato Belfodil in quel di Livorno. Ha giocato circa mezz’ora riuscendo ovviamente a farli perdere. A posto così…

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Non ho molto da dire sulla partita di ieri, se non che Giuseppe Vives è stato per distacco il migliore in campo.

Il che ammazza nella culla qualsiasi altra aspirazione ad una disamina tecnica del match.

Vorrei invece parlare della Sindrome Cagliari.

La Sindrome Cagliari è quello stato psicofisico in cui, verso la seconda metà del campionato, rischia di piombare una squadra che, partita per salvarsi, si ritrovi inaspettatamente in posizioni di classifica medio alte.

La Sindrome Cagliari, così chiamata (da me, ogni diritto è riservato) in conseguenza delle frequenti salvezze anticipate e tranquille della squadra sarda negli ultimi anni, si manifesta con i seguenti sintomi: appagamento, gigioneggiamento in campo, inappetenza (di risultati), rassegnazione (alle sconfitte o, in una versione più lieve, pareggite acuta), abbronzatura (nelle domeniche primaverili i giocatori paiono più inclini alla tintarella che all’agonismo).

La squadra affetta da Sindrome Cagliari – probabilmente causata da un problema di ossigenazione dovuta all’aria più pura che si respira nella parte sinistra della classifica – ha gambe molli e poca grinta. Ammorba i tifosi con prestazioni scialbe e ostenta un’ossessione compulsiva per la quota 40 punti: raggiunta quella, con il minimo dispendio di energie, si spegne.

Ecco, io ve lo dico, gente che indossa la maglia granata in campo: noi tifosi odiamo più la mediocrità che la lotta salvezza, se possibile.

Se questo è davvero un Toro con possibilità di lottare fino all’ultimo per un posto in Europa, deve farlo, non vivacchiare sugli allori di una salvezza potenziale già raggiunta.

Poi arriveremo in una normale posizione di metà classifica? Chi se ne frega.

Ma fino al novantesimo minuto della trentottesima giornata non pensiate di farci rivedere una roba tipo il secondo tempo di ieri contro il Bologna.

Siamo sopravvissuti a Cimminelli e Romero, non accetteremo di morire di Sindrome Cagliari.

Sappiatelo.