Mentre tanti finti ingenui si interrogano ancora (dopo decenni di maxiprocessi e condanne a Milano) sulla penetrazione della mafia in Lombardia, il calcio si muove e va a imparare come si combatte la ndrangheta da chi la vive sulla propria pelle da sempre. L’Aurora Desio, società di calcio dilettantistica della città brianzola (primo Comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose, nel novembre 2010), sta lavorando splendidamente sull’educazione alla legalità grazie allo sport. E ha trovato un partner ideale nello Sporting Gioiosa, un settore giovanile di Gioiosa Ionica nella Locride che ha ideato, in collaborazione con Libera e l’associazione Don Milani, la prima Scuola calcio etica d’Italia.

Questa squadra Pulcini ha una particolarità unica: ogni allenamento viene preceduto da mezzora di lezione su educazione civica, principi della Costituzione e fair-play in campo. “Dovevamo provare a fare qualcosa per la Calabria. In questa regione migliaia di anni fa è nata la civiltà occidentale grazie a Pitagora o Zaleuco da Locri, il primo legislatore d’Europa. Dobbiamo continuare a essere conosciuti per questa bellezza, non per la ndrangheta”, dice Francesco Rigitano, referente provinciale di Libera e ideatore di questo progetto.

Un modo di riconquistare il territorio offrendo ai ragazzi gli strumenti per una vita lontano dai clan. Un’oasi talmente necessaria che anche i figli di alcuni affiliati la frequentano. Questi gregari del crimine, costretti a un’esistenza pericolosissima senza i guadagni immensi dei boss, vogliono che i loro bambini percorrano altre strade. “Grazie per quello che fate, solo qua mio figlio può parlare di queste cose”, ha detto la moglie di uno di questi soldati semplici della ndrangheta a un’incredula educatrice della Scuola etica. Decisivo il rispetto delle regole e del fair-play: “E’ impareggiabile – racconta Francesco – vedere uno di questi ragazzi, con una famiglia problematica alle spalle, mentre dà la mano a un avversario a terra dopo un fallo”.

A Desio si sono accorti del lavoro prezioso che, grazie al calcio, è iniziato dall’altra parte d’Italia. E l’Aurora ha proposto un gemellaggio allo Sporting Gioiosa. Un anno fa la squadra Pulcini della Calabria ha partecipato a un torneo in Lombardia, nel quale ha giocato anche l’Inter. E pochi giorni fa l’Aurora Desio è volata sulla costa ionica per chiudere il cerchio. I bambini hanno giocato a calcio sui campi della Scuola etica; allenatori e genitori si sono confrontati sui modi più efficaci per coniugare lo sport e l’insegnamento della legalità; tutti insieme hanno visitato la cittadina che si trova in una delle zone più delicate del Sud. Ma la Scuola etica sta cercando di farla tornare bella come ai tempi di Pitagora e Zaleuco.

La prossima sfida è trovare i fondi per riqualificare, a favore dei giovani calciatori, un bene confiscato alla Ndrangheta a Gioiosa Ionica. L’Aurora Desio ha lanciato un’asta on line con una maglia e un pallone dell’Inter, autografati da tutti i giocatori. E altre società calcistiche brianzole hanno dato la loro disponibilità ad aiutare l’impresa. Questo è il potere più bello del calcio che ai piani alti offre spesso esempi egoisti e meschini, mentre nelle sue zone più invisibili riesce ad aprire il cuore.