Qui il cinema non c’entra, né tantomeno voglio spiegarvi uno dei fondamentali della pallacanestro (per quelli ci sono la truppa di Best Movie e il “post basso” di Paolo Sinelli), qui si parla di Rugby.

Anzi, di uno dei momenti che più contraddistinguono lo spirito di questo sport e al tempo stesso lo rendono affascinante e, purtroppo o per fortuna, unico al mondo. Un po’ come i geyser a Yellowstone o l’aurora boreale al Polo.

Il terzo tempo non è solo l’usanza o il costume di scambiarsi complimenti e attestati di stima a seguito di una partita, è molto di più. E’ cultura e nobiltà che si fondono nel rispetto di quegli avversari che tanto sono stati nemici in partita quanto ora si danno pacche sulle spalle e si stringono la mano. Come se un grizzly che ha cacciato salmoni per tutto il giorno andasse a dire a quelli che gli sono sfuggiti: “bravi ragazzi, siete stati più veloci e più furbi di me”; ve lo immaginate? No?

Allora provate a pensare a una carica di bufali incazzati nella vastità della prateria americana. A un certo punto accade qualcosa di magico, quasi surreale: dopo 80 minuti di cariche e battaglie, a suon di placcaggi e ribaltoni, l’arbitro fischia la fine e tutto si ferma. La terra non trema più. Basta casino e basta frastuono. Non grida più nessuno, e ci si trova tutti a metà prateria, ops, a metà campo, per rendere l’onore delle armi.

E questo è solo l’inizio del terzo tempo.

Dopo la doccia (il più delle volte fredda per riprendersi dalle botte) giocatori e allenatori si ritrovano tutti assieme, come in un appuntamento tra gentlemen per bere e mangiare qualcosa. Che sia un ricco aperitivo a buffet, o un piatto di pasta, conta poco; l’importante è stare assieme, mischiare i tavoli, chiacchierare e bere una birra.

gentili
La battaglia cruenta di poco prima è ormai lontana perchè una delle regole non scritte del Rugby è che quello che succede in campo rimane in campo; e, al di fuori di esso, rancori e vendette non trovano spazio.

Bello eh?

Nessuna rappresaglia di antilopi contro leoni o di vasetti di miele contro Winnie Pooh.

WinnieThePooh