Meglio farla subito, questa premessa: sarà un pezzo lungo questo, probabilmente noioso, quindi se non siete interessati non leggetelo, dubito che il dottore vi abbia incoraggiato in tal senso, no?

Bene, terminati i convenevoli, in questi ultimi 4 giorni chiunque si è sentito in diritto di dover dire la propria opinione, a mio parere molti a sproposito, quindi probabilmente io non sarò da meno; ma come detto, nessuno vi obbliga ad andare avanti, anche perché oggi, a differenza del solito, scrivo soprattutto per me, per mettere ordine nei miei pensieri e cercare di razionalizzare qualcosa di ben poco logico, e per di più mentre sono ancora provato dopo uno shock a dir poco terrificante. Se poi qualcosa di quello che scriverò avrà il merito di far riflettere anche solo una persona, magari ad aprire gli occhi a qualcuno su certe problematiche, ma anche, al contrario, a far luce su falsi problemi molto gettonati nelle ultime 72 ore, ben venga, ne sarò felice. In caso contrario io non avrò comunque sprecato il mio tempo, voi siete ancora in tempo per non farlo.

Per chi ancora non se ne fosse reso conto, lunedì si è verificato un evento più unico che raro, paragonabile allo sbarco sulla luna o alla prima telefonata di Marconi: se una cosa succede ogni 60 anni è implicito che valga la pena fermarsi a osservarla, a indagarla, a sviscerarla, pur consci che con ogni probabilità la vivremo giusto una volta e poi mai più: ma, forse anche proprio per questo, non la si può ignorare o trattare alla stregua di tutte le altre. E quest’analisi la dobbiamo fare soprattutto perché tutto questo serva a qualcosa, altrimenti sarà un’opportunità persa: si, argomento trito e ritrito, ma mai come questa volta forse davvero sotto gli occhi di tutti: tolta una brevissima parentesi prandelliana nel 2012, ai mondiali 2010 e 2014 avevamo rasentato lo schifo assoluto, con annesse quindi figure di melma non indifferenti in mondovisione, nel 2018 non ci saremo proprio. Cioè non era difficilissimo intuire il trend, su… Ad oggi nel calcio l’unica seggiola famosa resta quella di Mondonico quasi 30 anni fa, facciamo in modo che questa eliminazione stomachevole renda celebri anche altre sedie, quelle che devono cambiare proprietario, quelle dei Tavecchio per dirla con un giro di parole, visto che, notizia di poche ore fa, quella dei Ventura è già saltata.

Ma le colpe, ovviamente, anzi, le responsabilità, sono per forza di cose da cercare in ogni componente, sarebbe banale ridurre tutto a una caccia alle streghe con Tavecchio al rogo, quindi istituzioni si, ma anche direzione tecnica e materiale umano a disposizione.

ISTITUZIONI
Ecco, cioè capite che vien anche difficile scrivere qualcosa di non offensivo? Tavecchio! Tavecchio era INcandidabile la prima volta e ha vinto, poi ha dato delle handicappate alle donne, ha sparato su ebrei e extracomunitari in maniera becera e ha rivinto, adesso ha fallito la qualificazione al mondiale, il suo capo dice che fosse in lui si dimetterebbe e lui che fa? Sparisce per 72 ore e comunica di non essere disponibile alle dimissioni. Ora, ho sentito dire che però ha portato il VAR, che ha “vinto” nelle elezioni di UEFA e FIFA dopo gli scandali…ma per cortesia, ma come possiamo pensare di programmare il futuro del calcio a tutti i livelli, dai bambini ai 40enni, mettendo a capo incontrastato (è anche amministratore della Lega serie A) di tutto uno come Tavecchio?

Penso che in un’ottica di rinnovamento totale – proviamole tutte – sia il momento di mettere uomini di campo in posizioni chiave e con autonomia vera: Albertini ha dimostrato di poterci stare, mi fiderei ad occhi chiusi di Maldini e non potrei immaginare nessuno migliore di Andrea Pirlo come uomo di area tecnica.

COMMISSARIO TECNICO
Anche in questo caso lasciate che faccia subito una premessa: Ventura ha le sue colpe. Ha sicuramente commesso degli errori, e credo che alcuni vadano rimarcati. Nella partita decisiva mettere come regista, come uomo da cui tutto deve passare, un debuttante? Mai fatto giocare prima? Mai! Che poi Jorginho ha fatto benissimo lunedì, è bravo e tecnicamente come scelta ci sta, ma se son 2 anni che stai costruendo una squadra…o avresti dovuto farlo almeno, non puoi mettere tutto in discussione negli ultimi 90 minuti. Anche perchè il problema non è certo la partita con la Svezia intesa come 90 minuti, né quella con la Macedonia o con l’Albania; chi dice che con la Spagna in girone puoi arrivare secondo e andare agli spareggi per me ha ragione. Ma è nel confronto col tuo predecessore che emerge la differenza del tuo ruolo: con una squadra forse anche peggiore (Pellè – Eder coppia d’attacco è aberrante alla sola idea) ha dimostrato di avere un gioco, una filosofia, un credo, un condottiero, delle idee, degli uomini cardine.  Oggi nulla. E’ questo che non si può perdonare, oggi, dopo quasi due anni di lavoro insieme.

Però mi sento anche di aggiungere una cosa sulla gestione Ventura: allo spareggio, nei 180 minuti, non è che abbia avuto gran fortuna. Usciamo senza aver subito un tiro nello specchio della porta, su autogol, con un palo clamoroso, il tiro di Florenzi che esce di 2 cm, Belotti dopo 5 minuti, l’occasione di Immobile, quella di Candreva, ancora Florenzi sulla sinistra. Come si dice, la fortuna sarà anche cieca ma la sfiga ci vede benissimo.

MATERIALE UMANO
Scarsino, diciamo anche questo dai! Cioè, che nella vita bisogna sempre capire cosa si intende con determinate parole ed evitare fraintendimenti, così come bisogna anche sempre giudicare in base a quelli che sono i propri realistici obiettivi. Non facciamo cagare, siamo tecnicamente in grado di affrontare un mondiale (per me in Russia 4/5 partite le si giocava) e sicuramente superiori a Macedonia, Albania e Svezia. Però le mamme degli anni ’80 e primi ’90 non si sono impegnate quanto quelle degli anni ’70, è un dato di fatto. In primis perché avere una spina dorsale Buffon Nesta Pirlo Totti è diverso rispetto ad avere Buffon (che già 12 anni dopo la dice lunga, ma va beh, è mostro lui) Bonucci Verratti Belotti; e in secondo luogo perché la differenza è ancora più evidente nella media degli altri convocati di oggi e di ieri: quelli erano baciati dal Signore, ma Cannavaro, Zambrotta, Toni, Del Piero erano campioni assoluti che hanno scritto la storia delle migliori squadre d’Europa per 15 anni. Oggi abbiamo Immobile, Parolo, Candreva, mi fermo qui perché mi deprimo… Della generazione di cui parlavo prima il più talentuoso di tutti credo sia stato, sarebbe stato, forse è, non lo so più, Mario Balotelli: e credo di aver detto tutto.

Chiudo l’argomento però con un interrogativo su cui mi arrovello da un po’ di giorni: la colpa è degli spermatozoi che non hanno più prodotto quel tipo di DNA fenomenale in nessuno per X anni oppure, di nuovo, ha una responsabilità diretta chi, dall’alto, dovrebbe garantire una formazione tecnico tattica migliore ai ragazzini fin da subito come probabilmente hanno avuto i predecessori di De Sciglio e Candreva? In questo momento storico, ad esempio, io quello che ha insegnato nei pulcini a Candreva come si crossa andrei a cercarlo.

SOLUZIONI
Non dico di averle, ma almeno ci si prova. Secondo me si riassume tutto in una parola, che è mentalità, che si declina poi in programmazione, ma anche in meritocrazia e meno interessi personali di ogni tipo. Le regole, certo, che devono essere fatte, possibilmente in fretta, ma poi – come sempre – c’è la mentalità delle persone. In Germania hanno le nostre stesse regole su stranieri ed extracomunitari, anzi sono anche più permissivi, ma ad oggi hanno 60 giocatori convocabili per la nazionale maggiore, tre squadre tutte molto forti, fidatevi. Questo perché POTER prendere 10 stranieri non significa DOVERLI prendere: se puoi, se serve, te lo consentono. Nei fatti da noi vengono presi 9 stranieri sconosciuti ai più (vedi Udinese), da loro ne vengono presi 4 o magari 6 mentre gli altri sono tedeschi di norma usciti dalle giovanili, quindi pure GRATIS, che non guasta (vedi Bayer Leverkusen).

E poi programmazione, smettere di guardare sempre e solo a 2 anni, sperando di cavarsela, ma iniziare a pensare anche a un po’ più in là, senza cadere in soluzioni facili oggi, con effetti immediati, come vorrebbe farci credere il grandissimo tecnico della Ternana, vero bomber del momento! Se succede una volta ogni 60 anni, o se vuoi dirla ancora meglio, se era successo solo una volta nella storia, evidentemente non è così banale la soluzione, non credete?

Per fortuna le basi tecniche sembrano non essere male, sui giovani usciti dall’ultimo ciclo di Di Biagio sono fiducioso (Chiesa, Caldara, Conti), così come in qualche vecchio (Florenzi e Verratti su tutti), ma non possiamo rimanere immobili aspettando solo che le mamme di domani partoriscano nuovi Pirlo e Del Piero per grazia ricevuta, sarebbe davvero idiozia.

PS: io spero sempre che i benpensanti non mi leggano, lo spero per loro, che abbiano di meglio da fare, però non si sa mai, e quindi vorrei che fosse chiara una cosa: non è una dimenticanza la mia. Nel ricercare le componenti del problema non ho citato i tifosi perché sono convinto che questa parte non rientri in nessun modo nel contesto, neanche quando parlo di mentalità. Davvero i tifosi lasciateli stare, che quelli veri in questi giorni hanno già i loro problemi. I tifosi della Lazio del caso Anna Frank come chi fischiava l’inno svedese lunedì sera sono espressione di una cultura, di un paese, non di uno sport sicuramente. Quelle persone esistono e sono in mezzo a noi (cit.) a prescindere, allo stadio si riuniscono e hanno una cassa di risonanza che in altri luoghi non hanno. In ogni classe di 25 persone, in ogni azienda di 1000 persone, in ogni contesto vengano raggruppate persone ci saranno sempre un X% di razzisti, un X% di ladri, un X% di tronisti…tutto sta nel dare un valore quella X, che è figlia dell’Italia, inteso come paese però, non come 11 ragazzi che corrono dietro a un pallone col solo scopo di evitare che a giugno io veda Nagatomo giocare i mondiali da spettatore!

Abbiamo raggiunto l’apice del movimento nel 2006 a Berlino e nel 2007 abbiamo avuto un morto in autogrill a febbraio e un poliziotto a novembre, cercatevelo voi il nesso.