Gioca male e vince, gioca peggio e vince lo stesso. E’ la Juve e questo è il suo campionato. Un campionato in cui, da ieri, è ufficialmente inutile anche il recupero tra Roma e Parma…

INTERISMI

di Max Multatuli

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Il commento a caldo di Roma-Inter, subito dopo la partita, non avrebbe bisogno di aggiunte.

Pensavo.

Poi pensai anche a tutti quei lettori di Paper Project che aspettano il lunedì perché possono leggere Interismi. Questo è per te nonna.

Io ci voglio bene a Jonathan. Jonathan è quel calciatore che vivacchia sul lato destro della difesa/attacco dell’Inter. Vivacchia è ingeneroso. Jonathan corre, segue tutte le azioni. Però la palla non gliela passano.

Eggrazziarcazzo non gliela passano.

Jonathan era famoso nell’annata scorsa per le scivolate. Scivolava sempre. Non per intercettare l’avverario con un tackle. Scivolava proprio. Come nei cartoni animati quando c’è la buccia di banana.

A inizio 2013/14 c’aveva fatto vedere qualche bella cosa. Poi niente. Neanche le scivolate. Neanche il divertimento di vederlo rotolare per terra.

Sabato durante Roma-Inter, Jonathan è tornato a scivolare. Due volte col Conte per terra.

(per dare allegria, la parola culo sarà sostituita in questo post con quella faccia di Conte di Conte)

Lì a strisciare il Conte per l’erba di San Siro, Jonathan. Le sue scivolate sono stati gli unici momenti di crassa ilarità di Roma-Inter zero a zero. Che per fortuna che c’era il Conte di Jonathan che sennò m’addormentavo dopo cinque minuti e non riuscivo a vedere l’ennesimo rigore negato all’Inter.

Ma non è per questo che gli voglio bene a Jonathan. Non è per il suo Conte (adesso basta nominarlo che m’è venuta la nausea).

Verso la fine, ancora sullo zero a zero, si fanno tre cambi. Garcia, allenatore della Roma, cambia Destro e Giorginho per Bastos e Florenzi. Mazzarri, massaggiatore dell’Albinoleffe allenatore dell’Inter, cambia Jonathan per Zanetti. Cambio inutile quello di Jonathan, come tutti gli altri di Mazzarri.

Ebbene, Destro e Gervinho si muovono verso il cambio molto lentamente. Come se la Roma stesse a vincere dieci a zero.

Jonathan corre. E non scivola neanche. Corre a dare il cambio al Capitano, perché è ciò che devono fare i giocatori quando la loro squadra pareggia o perde. Si corre, si dà il cambio a gente fresca e si sta in panchina a tifare.

Per questa ventata di normalità, Jonathan, perché non sei un puzzone come Destro e Gervinho. Per questo, io ti voglio bene.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Se anche il “Parrucchino” posticcio come la mia chioma lunga esce vittorioso dal Meazza, l’annata è di quelle storte in toto. Ora spazio a doverosi fuochi d’artificio: se trovi il terreno amico, ovvero il tuo stadio, invaso in ogni angolo da tifosi gobbi… c’è qualcosa di illegale! La tessera del tifoso che utilità ha, se poi gli avversari possono venire senza vincoli, in massa, a sedersi in casa tua? Altro che San Siro rossonero: i supporter milanisti sembravano mascherati per Carnevale, in una bolgia zebrata. Sconcertante. Si salva il cuore pulsante del tifo rossonero, più vivo che mai, a sostenere la squadra…

I risultati del weekend e la formazione titolare mi avevano illusa di poter guadagnare qualche gradino dell’oggetto misterioso da qualche mese a questa parte. Nada. Il refrain visto, giusto 10 giorni fa in una notte europea, s’è ripetuto con un doppio amaro in bocca, dal sapore dolce-agro.

A San Siro la porta è “Stregatta”? Mettiamo i puntini sulle i: l’abisso in classifica per una notte è lontano dal gioco, con dominio rossonero in ogni zona del campo. Sembra “La Grande Bellezza” dalle occasioni create, ma quando meno te l’aspetti un pugnale ti trafigge già al primo tempo. Troppe volte la “sfiga” va a braccetto con il nuovo corso rossonero e annessi salvataggi sulla linea. La legge del calcio purtroppo spesso punisce chi crea tanto e non finalizza, ovvero gol sbagliato, gol subito. È l’ ABC del pallone. Amante del calcio Veuve Clicquot, per una sera avrei preferito vedere più concretezza, e meno bel Milan! Sembra paradossale, ma è la realtà. Per di più contro gli zebrati, noti per essere dei signori in campo! Se ho sentito bene… per una volta, caso più unico che raro, Buffon ammette a fine match che sono stati fortunati!

L’uscita del Poli-valente trequartista toglie dinamismo al Milan e la forza del gruppo gobbo, guidato da un autentico generale, viene fuori alla distanza. Arriva, impietosa, la mazzata finale che stende i rossoneri e lo stadio. Aveva ragione “Don Fabio” a teorizzare che i campionati si vincono con la miglior difesa… Abbiati ha visto giusto qualche gol nella sua porta in questi mesi, al contrario di Buffon! Noi un vero portiere, no?

A questo punto almeno più concretezza, spavalderia, e mira nello specchio della porta per tornare a rialzare la testa e vincere uno scontro diretto! Segnali positivi solo a tratti.

Noi abbiamo il Milan nel cuore.

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Sinceramente questa domenica potrei scrivere un milione di cose su quanto visto in Milan-Juve, prima vittoria di Conte a San Siro coi rossoneri tra l’altro, dopo un pari leggermente contestato e una sconfitta.

Potrei tenere il profilo “sparare sulla croce rossa” e dire semplicemente che siamo nettamente più forti di questo Milan e i 30/35 punti in classifica sono lì a dimostrarlo.

Potrei essere politically correct e usare il fair play, come ovviamente hanno fatto TUTTI nel dopo gara, ma sinceramente in una rubrica chiamata “Faziosismi” non mi pare coerente. Quindi non dirò che si vede già la mano di Seedorf, che è stato il miglior Milan della stagione, che se gioca così può farcela con l’Atletico… no, io credo tiferò Atletico, stimavo Seedorf prima di ieri e godo ad aver vinto a San Siro.

Potrei esaminare la partita tatticamente, dire come loro il primo tempo sono stati bravissimi nel pressing alto, mascherando così le loro lacune dietro, emerse al primo lancio lungo di Bonucci, e poi però scendere immancabilmente nel secondo tempo. La Juve scarica, spenta, stanca. Maluccio insomma, ma coi colpi.

Potrei cercare giustificazioni per il nostro pessimo inizio: poco tempo per recuperare dalla Turchia, stanchezza affiorante, vedi soprattutto Pogba, la squalifica di Vidal, che non è poco… ma tanto alla fine contavano i 3 punti, quindi eviterò.

Mi concentrerò invece solo su un istante della partita, un solo secondo al minuto 44 del primo tempo. Quello del tocco di Tevez per l’inserimento di Lichtsteiner (che sta arrivando ai soliti 200 km/h), di prima, arrestando la corsa. In quel tocco di Carlitos c’è la differenza oggi tra Milan e Juve, è tutta lì.

Certo, anche la “sassata ignorante” (cit. Giorgio Porrà) del secondo tempo è tantissima roba, ma quella sappiamo saperla fare anche Balotelli…

Ah, grazie Sabella, tu convoca pure Palacio in nazionale nel frattempo!

 

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Quest’oggi una preghiera: non fateci rivivere, per di più in anticipo, lo stillicidio dell’anno scorso. Quando un Toro, non matematicamente ma di fatto, salvo infilò una serie raccapricciante di sconfitte che ci fecero ripiombare, pur senza effettivi rischi, in quella melmosa zona grigia del fondo classifica che sembra sempre, ineluttabilmente, aspettarci (e spettarci).

Fino ad ora siete stati bravi, ma non mollate adesso, una volta fatto il compitino minimo. Sarebbe da pusillanimi, categoria che a noi tifosi granata fa schifo quasi più di quella dei gobbi.

Il Toro barzotto, né duro né molle, è insopportabile. Ci sono cose che non possono essere lasciate a metà: la corsa di Alessio e Ciro verso il mondiale, un ritrovato orgoglio di appartenenza del tifo, imprese con le “grandi” solo sfiorate ma ormai mature per essere colte, l’anno in cui diventare da comparse a certezze per gente come Darmian, Maksimovic, El Kaddouri.

Possibile che vi basti il minimo? Possibile che nessuno di voi voglia veramente entrare nei cuori e nelle menti della presente e delle successive generazioni di granata? Spazziamolo via questo senso di sufficienza, non accontentiamoci di essere per un pelo, a fine anno, il miglior Toro degli ultimi vent’anni.

Perché, ve lo dico nell’orecchio: di per sé non è un gran risultato essere il miglior Toro degli ultimi vent’anni. Una qualsiasi Atalanta è meglio del Toro degli ultimi vent’anni. Io e miei amici del calcetto potremmo vedercela a testa alta contro buona parte del Torello degli ultimi vent’anni.

Allora questo è il momento di decidere. Volete essere normali o speciali? Vivacchiare su questi mezzi allori o essere amati?

Oggi ho visto per la prima volta da fuori la Maratona, dopo anni. Ero in tribuna, ospite di un amico.

E l’ho sentita ruggire, l’ho vista vibrare, ho capito quant’è bella ed emozionante vista da fuori. Ho intravisto e immaginato cosa deve essere sentirla dal campo.

E dopo questa esperienza, ho compreso due cose: che non vedo l’ora di tornarci dentro e che voi, squadra, dovete meritarvela.

Non fermatevi qui.

Fatela godere e lei farà godere voi.