Apre il Bar Sport di Paper Project, quattro tifosi che commentano la domenica calcistica:

 

 

Interismi

di Max Multatuli

maxmultatuli_65x79Indagini audiweb indicano che Paperproject è letto soprattutto da femmine. Userò un linguaggio che capiscano anche loro. Inter: bella. Juve: brutta.

La Juve è la causa di tutti i mali d’Italia. Un’arma di distrazione di massa usata dalla famiglia che più ha depredato l’Italia. Bersani tifa Juve.

L’Inter è  la squadra della borghesia illuminata milanese. Dei Moratti e dei Pirelli. Nasce con l’idea di meritocrazia e internazionalità, un posto dove i migliori giocatori, indipendentemente dalla nazionalità, possono sentirsi a casa.

Juve contro Inter. Massoneria e servizi segreti deviati contro Don Mazzi. Torino che specula contro Milano che produce. Cacca contro budino al cioccolato. Cattivi contro buoni.

In questo senso Inter-Juve non è solo il derby d’Italia. È il derby dell’umanità.

Avrete sentito dire che Mazzarri, il nuovo allenatore dell’Inter, sta svolgendo un ottimo lavoro. E c’hanno ragione, c’hanno. La simpatica Inter del simpatico Stramaccioni dell’anno scorso era floscia, svogliata. Mazzarri ha risvegliato nei suoi uomini nerazzurri il profumo del mare lontano. L’Inter vista fin qui è tanto cuore e gambe. Per il cervello e i piedi ci stiamo attrezzando.

La Juve (cacca) invece arrivava come squadra rodata e solida mentalmente. Ed è stata giustamente arrotata per 74 minuti e mezzo di gioco.

L’Inter ha segnato il vantaggio con un goal di Icardi su passaggio di Alvarez. Alvarez era soprannominato il brocco in tutti gli insulti che gli rivolgevo l’anno scorso. Sua madre aveva avviato le pratiche del disconoscimento. Suo padre stava cambiando nome. Quest’anno corre, resiste a entrate kamikaze, passa e tira da leader maximo.

Icardi è una grande promessa. Cresciuto nelle giovanili del Barcellona se n’è giustamente scappato per non morire di noia e tiki taka. Icardi è un bestione dal tiro potente. Farà impazzire le donne e, perdesse 5 chili di panza, anche gli uomini di fede interista.

L’Inter ha segnato dopo aver schiacciato la Juve per 73 minuti. Grande superiorità fisica (e morale). Due minuti dopo la Juve ha segnato con Arturo Vidal, detto Artù. Ginevra zoccolona! Gli juventini si sono comportati come cobra nell’ombra. Peggio, come i Cobra dei G.I. Joe: infidi e puzzoni.

L’Inter non è ancora la macchina da guerra (santa) che necessita di essere. Ma c’è. È una squadra. E può giocarsela contro l’impero del male juventino. Una notizia di speranza per l’umanità intera.

 

 

 

MILANISMI

di Marta Baudo

martabaudo_65x79Torino-Milan del 14 settembre è un 2a2 da dimenticare in fretta sotto ogni punto di vista.
Ho visto una squadra ammorbante, statica, senza idee e grinta, che vaga per il campo.
L’andamento lento del match sembra studiato per mettere a suo agio il ritorno di Kakà, che era fuori dai meccanismi di gioca della squadra.

Mi cadono le braccia e rimango esterrefatta, senza parole, a vedere il mio amato Milan giocare così: distratto e disorientato. Pochi giocatori sabato sera hanno messo in campo impegno e sacrificio come De Jong, che nelle ultime partite è uno dei pochi che sta dando l’anima, e il giovane Poli, subentrato a Montolivo durante la partita.

Mi aspettavo una serata completamente diversa, invece solo delusione, sconforto e tanta rabbia!
Dopo esser stati sotto di 2 gol, al fotofinish in modo rocambolesco ma regolare, i ragazzi hanno portato la partita sul 2a2 con i gol di Sulley e di Super Mario. Per fortuna, dopo essersi mangiato gol clamorosi, anche stasera Mario è stato freddo e infallibile dagli undici metri.

Il mio Milan mi fa già soffrire troppo e siamo solo alla terza giornata di campionato. Certo, i continui infortuni di gioco alzano il mio livello di stress. Non voglio assolutamente che si ripeta un inizio di stagione simile a quello del campionato scorso. La squadra deve trovare una quadratura del cerchio in tempi brevi.

Mi fa andare in bestia essere dietro in classifica a rincorrere come negli ultimi anni…E’ assurdo che gli errori fatti in passato non abbiano insegnato niente!
Caro Milan , è ora che la ruota giri e ti riprenda velocemente: mercoledì sera si respira quell’aria di coppa che spesso ti rigenera!

 

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

edoardopavesi_65x79La mia malattia, la juventinità acuta, ha sempre fatto si che prima delle partite importanti io somatizzassi, anche fisicamente, la tensione pre match: ansia, gastriti violente, umore nero, forti mal di testa. Ricordo ancora anni fa quando, nelle serate di coppa campioni, mi rifiutavo di sedermi a tavola a cena per i crampi allo stomaco e mia madre mi guardava con quello sguardo che io ho sempre interpretato come un “ma non poteva drogarsi come tutti gli altri figli?!?”.
Ieri, invece, nulla. Era il giorno di Inter Juve, il derby d’Italia, la prima partita di cartello del campionato (scusate se dopo avergli rifilato 8 pappine in due partite non prenderò qui in considerazione come partita di cartello quella con la Lazio) e non sentivo nulla. Niente stomaco chiuso, niente emicranie fastidiose, che so almeno un po’ di cervicale, nulla di nulla.

Allora ci ho riflettuto, anche un po’ preoccupato se volete, e ho cercato di analizzare logicamente il perché di questa mancanza e ho provato a darmi diverse possibili spiegazioni:

1. La nascita prossima di mia figlia: inconsciamente le mie attenzioni sono già rivolte ad ottobre, visto che tra meno di un mese diventerò padre per la prima volta; è una motivazione che nessuno potrebbe contestare.

2. Clima campionato: per un motivo o per l’altro le prime due partite di campionato sono passate in sordina, alla prima ero ancora in ferie e alla seconda all’estero per il week end, quindi quella di ieri al Meazza è stata un po’ la prima di campionato. Che non mi sia ancora calato nel clima giusto per poter stare male come si deve?

3.    Il fantacalcio: per gli stessi motivi di cui sopra questa è anche la prima giornata non di uno ma di ben due fantacalcio, il che significa che iniziano due campionati paralleli che forse ancor più di quello vero condizioneranno i prossimi mesi: sfottò da parte degli amici, rivincite che attendono da anni di essere consumate, pretesti per insulti di ogni tipo, nuovi idoli che salgono alla ribalta pur giocando nelle squadre più impensabili…

Alla fine di questa lunga analisi sono andato a farmi la barba e davanti allo specchio ho finalmente capito: il motivo è molto più semplice, niente figli, clima o fantacalcio, il motivo è solo l’Inter, questa Inter, che non impensierisce e non può essere considerata avversaria; negli occhi infatti ho ancora l’immagine dell’ultima Inter, quella del campionato scorso, quella di Daje Strama arrivata nona dietro anche al Catania, esprimendo un gioco orrido e collezionando brutte figure come non faceva da anni (perché, dal punto di vista delle brutte figure, l’Inter è paragonabile solo a se stessa in versioni precedenti).

Poi si è giocato, e la bruttezza del match ha confermato il mio pensiero. La Juve non è scesa in campo con quella cattiveria da grande gara, quello spirito guerriero che normalmente ha quando la partita conta davvero. L’avversario era di poco conto ed è stato preso sottogamba, sbagliando, ma sono bastati quegli 80 secondi per dimostrare la differenza di valori in campo tra le due squadre: gol di Icardi, reazione della Juve, gol di Vidal al primo affondo; 5 minuti dopo altra azione come si deve, colpo di testa del solito Vidal e miracolo di Handanovic, probabilmente l’unico campione nella rosa attuale dell’Inter.
La partita è tutta qua, quindi scusatemi se aspetterò il Napoli o il Real Madrid, con buona pace di Gianni Brera e del suo derby d’Italia, per stare male come si deve.

 

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

cristianogirola_65x79Facciamo tutti insieme un esercizio di fantasia. Provate, è divertente.
Siamo a una manciata di minuti dalla fine della partita. Il Milan sta comodamente vincendo 2-0 a Torino contro i granata, come tutti si aspettavano che sarebbe stato.
A un certo punto una palla carambola contro il polpaccio di Vives e un improvviso alito di tramontana la spinge in rete. 2-1.
(mi rendo conto che già a questo punto della storia persino la fantasia vacilla: Toro e botta di culo nella stessa frase sono due concetti che fanno a pugni)
Palla al centro. Qualche attimo dopo Glik o un altro dei nostri adorabili picchiatori rompe un piede a Balotelli. Il gioco va avanti, ma è giusto così, io odio questo vizio di buttare fuori la palla quando uno è a terra: è una decisione che compete all’arbitro.
A un certo punto però la palla esce normalmente. Allegri ha lì pronto Robinho da far entrare, ma un maleducato terzinaccio del Toro (che so, Darmian) decide che non gli va di aspettare e batte subito la rimessa. L’arbitro fa finta di niente ma poco dopo si accorge perfettamente di un contrasto in area tra Mexes e Cerci. Fischia il rigore per il Toro, Alessio si avvicina al dischetto, tira e segna (altro momento di grossa crisi per la mia fantasia: mai visto un rigore decisivo a favore del Toro a tempo scaduto o, se c’è stato, sicuramente l’abbiamo sbagliato).
2-2. Fine partita.

Adesso vi narro la cronistoria di cosa sarebbe successo dopo:

•    Ore 22.50: uno stravolto Adriano Galliani appare ai microfoni di Sky gridando al complotto dei poteri forti e di Moratti per affossare il Milan, minaccia l’uscita dalla Lega Calcio (anzi, prima si ricandida a guidarla) e annuncia l’adesione, su invito di Putin, al campionato russo 2014-2015, che lì i diritti umani li rispettano.
•    Ore 4.30: la prima edizione della Gazzetta dello Sport apre con il titolo a nove colonne: “Siete come la Juve”, sopra a un fotomontaggio di Cairo che abbraccia, estasiato e complice, Andrea Agnelli.
•    Ore 10.30: la Santanchè, davanti al Parlamento convocato in seduta straordinaria domenicale, scuote l’aula con un discorso che, in maniera lampante e incontrovertibile, dimostra come quell’infortunio ignorato di Balotelli sia l’ennesima aggressione degli organi giudicanti agli interessi del leader del PDL Silvio Berlusconi. E si chiede come mai, questa volta, il ministro Kyenge non abbia alzato la voce contro questo grave gesto di intolleranza.
•    Ore 14.30: dopo una ridda di contatti telefonici, trattative febbrili e delicati equilibrismi per tenere in piedi il Governo, viene deciso di rigiocare la partita. Ma non tutta. Visto che è finita in pari, si tirano i rigori, che si fa più in fretta.?Per il Milan li può tirare tutti Balotelli. Che tanto, anche con il gesso, non li sbaglia mai.