C’è la StraMilano che blocca la città e stra Mati che galvanizza i tifosi: nel momento più delicato della stagione Mati offre un cucchiaino di “mate” al Genoa. Rivitalizzato il talento cileno. Il mate eccita gli spalti con un gol di rara bellezza e giocate raffinate.

Il destino riserva scherzi sui generis: era scritto che Locatelli sarebbe dovuto partire titolare, così si vociferava sugli spalti. Riccioli d’oro ha il calcio nel sangue!

Vincere è
• Rimuovere subito la delusione dello scippo gobbo.
• Non abbassare la tensione.
• Essere cinici e compatti, con mezza squadra titolare fuori.
• Fare di necessità virtù!
• Portare a casa un risultato vitale, con il minimo sforzo.
• Giocare con Zapata concentrato e galvanizzato come non mai, dopo la medaglia di Milanello!
• Avere un portiere per una notte spettatore Vip in campo, pronto a riposarsi dopo gli straordinari accumulati recentemente!
• Sentire finalmente un coro ad personam come non succedeva da tempo, osannando il vero simbolo: “Donnarumma ce l’abbiamo noi”.
• Ricordare la partita assurda del girone d’andata vissuta a Genoa.
• Giocare con il canterano tanti scatti e velocità ma poco lucido sotto porta.
• Divorare occasioni da gol, tenendosele strette.
• Assistere a strani cambi del Mister.
• Vivere con ansia l’attesa per i risultati di chi lotta per obiettivi simili.
• Avvicinarsi alle squadre davanti, in attesa degli scontri diretti.
• Portare a casa un risultato con la regola di Capello.
• Rischiare poco o nulla, atteggiamento che fino all’anno scorso avrebbe portato al pari.
• Tenere pronto all’uso, a sorpresa decisivo, il pupillo dell’allenatore.
• Scoprire giocatori che fioriscono come le magnolie milanesi nel loro splendore primaverile.
• Giocare un match proibitivo soprattutto dal clima creatosi intorno al grifone, risultato poi senza storia.

Riuscirà la sosta per le nazionali a far recuperare qualche pezzo pregiato rossonero?

Succederà prima o poi che le tre appena davanti perdano punti in un colpo solo? Miracolo il pareggio laziale.

Nove tappe a chiudere il Giro d’Italia con un solo obiettivo sempre in testa e in mezzo al cuore rossonero. Giochiamole con cuore e orgoglio come se fossero tutte finali.