Avere un amico o fidanzato fanatico di qualche cosa, qualsiasi cosa, è una tassa da sopportare tutto l’anno, ma una gran fortuna quando si avvicinano cose come il compleanno o il Natale: viene molto facile trovare un regalo che lo renda fanciullescamente felice e che risparmi a voi quegli infernali giri in centro nei weekend pre natalizi.

Che è meglio una colonscopia, diciamolo.

Se conoscete uno di quei soggettini malati di running (o se appartenete alla categoria e dovete scrivere una letterina a Babbo Natale), stavolta vi aiuto io.

E non importa se è (o se siete) uno di quelli che ha già tutto. Questo è meglio.

Costui, il regalo per quel runner che sopportate e amate, si chiama miCoach Smart Run, ed è un dispositivo di coaching personale, a forma di orologio da polso, creato da Adidas. Mi hanno proposto di provarlo un mese e mezzo fa.

Ho avuto tre reazioni, nei primi cinque minuti successivi alla proposta:

EGOCENTRISMO: Allora è vero che questo blog funziona, se qualcuno viene a chiedere un mio parere su un oggetto pensato per i runner. Figo.

PANICO: mi diverto – e lo sapete, se avete letto qualcosa su queste pagine – molto di più a prendere in giro qualcosa o qualcuno, piuttosto che a parlarne bene. E se ora l’oggettino Adidas mi delude, come mi arrampico sugli specchi per ostentare diplomazia e moderazione di giudizio?

SERIETA’ (o presunta tale): adesso lo torchio per bene questo Smart Run e finché non mi faccio un’idea di lui, nel bene o nel male, non ne scrivo.

La terza reazione è stata quella decisiva. Mi sono imposto di non leggere niente, comunicati stampa, altre recensioni, materiali vari. Ho solo creato il mio account sul sito, ho indossato l’orologio e ho corso. Corso tanto, all’aperto e sul tapis roulant, con allenamenti liberi e pianificando tabelle, giocando con tutte le impostazioni che il dispositivo fornisce.

Perché il comandamento numero uno della corsa, per come la vivo io, è la semplicità. La corsa è indossare scarpe, pantaloncini, maglietta e uscire. Quando vuoi, dove vuoi, al ritmo che vuoi. E ogni dispositivo che ambisca a rendere migliore e più divertente l’esperienza del correre non deve andare mai ad intaccare questo miracolo di semplicità e immediatezza, che distingue la corsa da tanti altri sport molto, troppo, strutturati.

Ci si deve divertire con la corsa e con tutto ciò che vi ruota attorno. Altrimenti diventa un supplizio o un lavoro. Lo Smart Run di Adidas è molto divertente, di questo gli va dato atto. Entri nel suo mondo in pochi passi, lo personalizzi con relativa facilità e ti dà molto, molto più di quello che ti chiede in termini di impegno nell’imparare ad usarlo.

Ed ecco, dopo un mese e mezzo di sudatissimo utilizzo da runner, quel che ne penso. Da runner, prima che da blogger.

Ho usato diversi dispositivi, di brand diversi, per monitorare tempi e distanze e per gestire piani di allenamento nella mia “carriera” da podista e ho imparato a dividerli essenzialmente in due categorie.

Ci sono, da un lato, i dispositivi estremamente severi, essenziali, molto precisi, perfetti per avere un ritorno fedele delle proprie prestazioni e affidabili nella rilevazione delle varie statistiche relative alla prestazione podistica. Ma poco ludici.

Poi ci sono quelli che puntano su elementi più effimeri, più stilosi. Linee accattivanti, connettività, integrazione con community, condivisione sui social network. Spesso più fumo che arrosto. Più indirizzati al runner che vuole far vedere agli amici che ha corso e che possiede dei device o delle app fighe, che a quello che corre e suda davvero.

Il miCoach Smart Run di Adidas centra il perfetto equilibrio tra le due strade, quella seria e quella ludica. E’ preciso, ricchissimo di funzionalità, che rispondono al ventaglio di pretese del runner più esigente, ma è anche divertente, immediato, sfizioso.

Se volete correre con un compagno che sia serio e allo stesso tempo divertente, lui è il vostro uomo.

Rapidamente, vi spiattello i pro e contro della mia esperienza di utilizzatore reale dell’oggetto, senza annoiarvi con dettagli e specifiche che trovate illustrate, con dovizia di particolari, nel manuale di istruzione che stasera, finalmente, ho letto.

 

PRO

Con Smart Run entri in un mondo di running a tutto tondo, dentro il quale puoi sguazzare con una libertà di movimento eccezionale. Crei il tuo account sul sito, da lì gestisci tutte le tue attività, poi sincronizzi lo Smart Run con un touch sul suo schermo ed è fatta. Io ho creato un piano d’allenamento per una Mezza Maratona, che correrò a febbraio, in cinque minuti netti. E ora, ogni volta che voglio, in un minuto sposto e modifico gli allenamenti a seconda delle mie esigenze settimanali. Poi sincronizzo e lo Smart Run registra tutto.

E’ molto interessante l’integrazione tra Smart Run, la app miCoach per Smartphone e gli altri device Adidas. Una volta impostato il piano d’allenamento sul sito, hai tutto a disposizione su qualsiasi device. Un giorno hai dimenticato lo Smart Run a casa o non l’hai caricato? Nessun problema, la app sul tuo Smartphone sa benissimo che allenamento devi fare: puoi uscire con lei e trovare poi tutto registrato e sincronizzato sul tuo piano di allenamento.

Il vero surplus dello Smart Run è la rilevazione del battito cardiaco direttamente dal polso, senza dover utilizzare la fascia cardio. Io, ad esempio, sono uno a cui dà molto fastidio correre con la fascia cardio stretta sul torace. E’ una cosa che non ho mai fatto, perdendomi i benefici che gli allenamenti cardio portano indiscutibilmente al runner che li pratica. Ecco un’altra ragione per cui sono andato subito d’accordo con Smart Run.

Puoi scegliere se correre in base alle pulsazioni o al ritmo (min/km), impostando le zone di allenamento come preferisci. Anche questo sistema delle zone è molto immediato e molto user friendly.

Puoi disattivare il gps e correre basandoti solo sulle zone cardio. Questo è molto utile se alterni allenamenti all’aperto con altri sul tapis roulant.

3GB di musica caricabile sullo Smart Run e ascoltabile tramite cuffie Bluetooth (non in dotazione), altro grande valore aggiunto rispetto ai concorrenti. Esci e ti porti solo lo Smart Run, senza caricarti di altri ingombri.

 

CONTRO (o cose a cui dedicare un po’ più di attenzione)

Se lavorate in cardio, sistemate bene lo Smart Run, allacciandolo abbastanza stretto e lontano dall’osso del polso. Altrimenti la rilevazione è disturbata e, soprattutto, non perfettamente in tempo reale: quindi poi magari il vostro virtual coach vi cazzia perché non siete stati nelle zone cardio che vi ha indicato, quando invece lo eravate (ma è il dispositivo ad aver rilevato le variazioni in ritardo). Se lo allacciate bene, funziona alla grande.

L’unica cosa poco intuitiva che ho riscontrato sono le modalità per cambiare la visualizzazione dei dati sullo schermo dello Smart Run. Potenzialmente la gamma di possibilità è molto ricca, potete scegliere di splittare lo schermo in più riquadri (fino a quattro) per visualizzare tutte le statistiche che vi interessano: battiti cardiaci, ritmo, distanza, tempo. Ma per imparare a farlo ci vuole un po’ di smanettamento sul sito che, da questo punto di vista, è migliorabile (nel caso ne abbiate bisogno, sul Forum trovate molte risposte e gli amministratori sono rapidi e disponibili nel fornirle). Poi, una volta cambiati i settaggi sul computer, ricordatevi di sincronizzare lo Smart Run!

La pecca atavica dei dispositivi più belli e avanzati sul mercato in ogni campo è, iPhone docet, la durata della batteria. Se attivate contemporaneamente gps, cardio e Bluetooth (che vi permette di ascoltare musica e seguire le istruzioni del vocal coach, altro punto assolutamente PRO dello Smart Run), la batteria si consuma abbastanza in fretta. L’accorgimento più semplice da adottare è ricordarsi di mettere in carica lo Smart Run dopo ogni uscita. Nota a margine: lo Smart Run è utilizzabile anche come orologio per la vita sedentaria di tutti i giorni, ma io vi consiglio di utilizzarlo soprattutto per la corsa. E’ lì che dà il meglio ed è per quello che merita di essere usato.

Beh, ho finito. Potrei raccontarvi mille altre cose, ma sono uno che odia gli spoiler e quelli che ti raccontano come le storie, soprattutto quelle appassionanti, vanno a finire. Visto che lo Smart Run è una splendida storia di corsa, lascio che ve la leggiate da soli.

Che la cosa più preziosa è quel consiglio che dà il La a un’esperienza. Tutto il resto va vissuto in prima persona, senza interferenze.

Buona corsa (e Buon Natale).