Habemus Cina rosonera… 5 agosto 2016: è una data che per tutti i tifosi rossoneri sarà cerchiata in rosso, con gli occhi a mandorla protagonisti.

La presidenza Berlusconi resterà nel cuore dei tifosi come un periodo da incorniciare e tenersi stretto per i fasti che ha fatto vivere in Italia e in Europa. Noi dobbiamo essere grati a Silvio per i primi 25 anni della sua presidenza, con una squadra che insegnava calcio ovunque.

I fiori all’occhiello della società rossonera per tanti anni sono svaniti nel nulla … mancando comunicazione, programmazione, organizzazione, e con un mercato fatto a caso. I giocatori acquistati spesso erano “affari” a parametro zero, costo nullo ma rendimento non all’altezza dei nomi. Il classico mercato dei “Giochi Preziosi” o delle amicizie tra procuratori, senza ritorni positivi sul campo …

La vendita di giocatori autentici come Riccardo Kakà o Thiago Silva è emblematica. O in senso opposto, la mancata cessione di Pato, è una vera sliding doors…

Tutti questi eventi hanno portato spesso a far dimenticare a noi rossoneri quando di bello e grande aveva costruito la presidenza Berlusconi per tanti anni con lo stile Milan. Verba volant.

A lungo il mondo rossonero ha invocato una svolta, abituato dalla presidenza Berlusconi, a vivere di caviale e champagne. Il fautore dei grandi acquisti aveva portato la squadra verso il precipizio con giocatori spesso mediocri.

Il calcio e l’economia globale vanno verso l’Oriente. I grandi capitali arrivano da lì! Figure come quella del presidente tifoso non esistono più al giorno d’oggi. In tutta Europa le società stanno diventando a partecipazione estera.

Tre anni fuori dall’Europa e cinque senza essere competitivi allontanano parte del popolo rossonero dalla squadra. Vedere San Siro svuotarsi di anno in anno fa male, pensando a come era in passato.

Certo, se dovesse rimanere il management attuale e se non cambiassero gli A.D., il gioco non varrebbe la candela. È necessario un restyling generale nella struttura con figure di riferimento esperte italiane che collaborino con i nuovi proprietari! Chissà se un vero rossonero come Paolo Maldini o Demetrio Albertini tornerà in società…magari come direttore tecnico o uomo mercato. Sarebbe l’uomo giusto al posto e momento giusto.

I pilastri di programmazione con un mercato intelligente e una società guida nelle sponsorizzazioni devono tornare presto nel lessico rossonero. Ridare linfa ad una società che, a causa della mal gestione recente, era in perdita in tutti i settori.

Alcuni tifosi, preoccupati per l’immobilismo, avevano valutato l’idea dell’azionariato popolare. Se non si fosse concretizzata la firma del preliminare di vendita, i rossoneri sparsi nel mondo avrebbero potuto rilevare il Milan. Invece la Cina è dietro l’angolo.

L’ultimo trofeo alzato dal Milan, la Supercoppa italiana, era, guarda a caso, a Pechino.

Torneremo a vincere!