Nel lontano 2003 il calcio italiano la faceva da padrone in Europa, con ben tre squadre in semifinale della coppa più ambita. Sembrano passati secoli…
A distanza di anni le gerarchie si sono invertite ed è la Spagna a dominare il calcio europeo, con le sue squadre che si giocano la finale, e, addirittura, su tre anni, due derby di Madrid decidono il vincitore! Dalla semifinale del maggio 2003 ai più recenti euro derby quante cose sono cambiate nel calcio e quante dovrebbero avvenire per cambiare l’ aria stantia che si respira in casa nostra da alcuni anni.

Milano il 13 maggio 2003 era un mix tra brividi, cardiopalma, emozioni. Derby per cuori forti. E poi la liberazione. Finale raggiunta con doppio pareggio, prima di un altro match da perdere 10 anni di vita: il famoso sguardo Sheva – arbitro, pre-rigore decisivo. Freddo come CR7 a San Siro, Sheva a Manchester regalò una gioia infinita.

Milano 2016 vestita a festa, ma i diavoli non sentono musichetta europea da troppo tempo e fa male al cuore. Quante attrazioni per i tifosi iberici arrivati in massa: atmosfera magica ed elettrizzante in giro per la città.
La “Scala del Calcio” tirata a lucido è il palcoscenico migliore, ricco di storia e fascino, per ospitare un Derby caliente. Milano vince come città e organizzazione.

Vorremmo essere noi i protagonisti: la mente torna all’epoca in cui arrivare in semifinale o finale di Champions era una facile abitudine. Succedeva anche che l’armata rossonera, pur faticando in territorio nostrano, si trasformasse poi nelle sfide europee. Veniva fuori l’abitudine a giocare un certo tipo di partite, fattore mancato all’Atletico Madrid nella finale di Champions meneghina. L’esperienza blancos l’ha fatta da padrona. Giocatori di classe, palla a terra, azioni in velocità. Ne abbiamo da imparare…
Il Real prosegue la marcia trionfale europea. Il talento ha la meglio sulla classe operaia, dopo una finale non bella esteticamente ma tesa.

Milan-Juve del 28 maggio 2003 fu emozionante, palpitante ma non bella esteticamente.
I rigori padroni allora come oggi. Questa pazza lotteria.
Così diceva un allenatore a caso… (Del Bosque): “le finali non si giocano ma si vincono”. Qualche coppa nella sua storia l’ha portata a casa!

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E pensare che i galacticos non avevano mai vinto a San Siro prima di questa data, e CR7 non aveva ancora segnato al Meazza! Come non dimenticare l’epico 5-0 dell’aprile 1989 che permise ai rossoneri di andare in finale, e poi alzare al cielo la coppa.
Bei tempi quando al Camp Nou era il Milan a dominare con un netto 4-0, accompagnato da un esodo record di tifosi. Oggi le milanesi sono escluse da questi banchetti prestigiosi…
Rossoneri addirittura spettatori, in attesa di un salvatore (?!) che faccia rivivere i fasti epici del passato.

In momenti come questi noi dovremmo invidiare agli spagnoli il fatto che la squadra ci rappresenti comunque sempre, non solo quando è vincente. In Italia il tifo e l’ abbonarsi allo stadio sono spesso collegati solo ai risultati ottenuti sul campo.
Diversa pure la mentalità tra i tifosi della Liga e quelli della serie A: in Spagna si predilige il divertimento, mentre per noi conta soprattutto il risultato.