In bicicletta non sei mai da solo. Anche quando esci senza amici sai che quasi sicuramente, lungo il percorso, conoscerai qualcuno con cui condividere chilometri di strada.

Succede soprattutto in salita. Lì, quando la fatica aumenta, succede spesso che venga spontaneo rivolgere la parola anche a uno sconosciuto, che in breve diventa un fratello unito nell’impresa. Ci sono situazioni che esaltano questa componente, quando la salita è particolarmente mitica.

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Superga dall’altro da www.torinofree.it

Una di queste è l’ascesa di Superga a Torino, soprattutto il versante più duro, quello che parte da Corso Casale, dove le pendenze sono spesso superiori al 10%. Chilometri che tutti approcciano con grande rispetto. “Sei sicuro di voler salire di lì? Lì è difficile anche in mountain bike. Io passo sempre da Pino Torinese”, dice un cicloamatore che ha appena finito di tirare a 40 all’ora nel lungo Po di San Mauro Torinese, dove la fa da padrone un continuo falsopiano in leggera pendenza contraria, quindi una persona che non dovrebbe avere paura di niente. Ma la rampa è davvero dura. E così scattano alleanze improvvisate nelle quali tutto si fonde: la fatica ma anche la leggenda di Superga.

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Altimetria salita da www.salite.ch

“Per che squadra tieni? Juventus o Torino”, rompe il ghiaccio un ciclista che zigzaga per attutire l’effetto della pendenza.

“Diciamo che il Torino è la squadra di famiglia. Mio fratello tiene per il Torino e mio padre ha giocato nella Primavera del Toro. Io invece non ho mai tifato per il Toro. Tenevo per un’altra squadra, ma mi è un po’ passata per varie ragioni”.

“Addirittura hai smesso di giocare nella Primavera del Torino perché non eri tifoso granata?”

“No, mio padre giocava nella Primavera del Toro, non io”.

“Non capisco voi tifosi del Torino. Gioite più per le sconfitte della Juventus che per le vittorie della vostra squadra”.

“No, ma io non sono tifoso del Toro. E’ la squadra di mio padre e mio fratello”.

“Vedi che ha ragione Prandelli a dire che in Italia c’è poca sportività”.

A quel punto inizi a capire che il compagno sta sragionando a causa di quella salita che non concede tregua e non favorisce discorsi da talk-show calcistico. E allora non resta che parlare il meno possibile anche per preservare la sua resistenza.

Ma è una di quelle ascese dove la fatica pesa meno perché vai su insieme alla storia, perché quando imbocchi l’ultima curva e inizi a vedere la cupola della Basilica tra gli spazi lasciati liberi dall’elegante parapetto che cinge il piazzale cambi passo, spinto dalla bellezza e dalla solennità.

E’ il 1° maggio, tre giorni dopo i tifosi granata celebreranno il 55° anniversario dello schianto del Grande Torino. Sono molte le magliette granata che passeggiano su quella magnifica terrazza che domina Torino e le Alpi. Pochi minuti dopo, i dirigenti del Benfica saliranno a Superga per rendere omaggio alla lapide dedicata a Valentino Mazzola e compagni. Una visita struggente, pensando che il Torino nel 1949 stava tornando proprio da un’amichevole in Portogallo con la squadra di Lisbona. In serata, a pochi centinaia di metri di distanza, il Benfica resisterà sullo 0-0 alla Juventus, qualificandosi alla finale di Europa League in programma nello stesso stadio pochi giorni dopo.

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Dirigenti Benfica a Superga da www.toronews.net

Sono gli incroci carichi di suggestione dello sport che sopravvivono nella loro intatta poeticità a ogni bruttura dell’ambiente.

 

Foto copertina: Arrivo della Milano-Torino da www.spaziotorino.it