I tre punti rossoneri strappati a inizio anno sembrano un caso, alla luce degli ultimi risultati.

Per continuare a raccogliere quanto di buono seminato, vanno rivisti i parametri gol segnati/gol subiti. Sarebbe fondamentale ritrovare meno vulnerabilità dietro e più concretezza davanti .

La sfida Milan – Napoli rappresentava un’opportunità di crescita, sprecata dalla squadra rossonera.
A colorare il clima pre match erano sensazioni e l’auspicio di non ritrovare il dominio napoletano, come nella stagione passata, con un Milan inerme. A dire il vero, si è passati dalla partita senza storia dell’ottobre 2015 alla voglia di reagire attuale.

Potremmo però suggerire ai diavoli di iniziare le partite sempre dal trentesimo minuto del primo tempo, così risolveremmo il problema dei vuoti di memoria che si pagano a caro prezzo. Anche le salamelle dei baracchini l’hanno ormai capito. Non sarebbe male collaborare con uno psicologo, esperto in black out sportivi.

Vedi Napoli e poi … barcolli! Avvio shock per superiorità degli ospiti; pronti, via: pubblico di casa raggelato.

I fraseggi del trio d’attacco napoletano sono come lame che affondano nel burro e sciolgono la difesa rossonera. Neanche il tempo di vivere l’atmosfera della partita che Insigne trafigge lo stadio con l’euro gol, cui subito ne segue un altro.

L’avvio roboante dei partenopei, per di più beneficiati dall’effetto Maradona è un uno, due micidiale.

Mai lasciare il gioco vecchio per nuove spavalde idee, per di più suicide, come quella di aprirsi temerari e far volare il Napoli a suo piacimento sulle fasce. La prudenza è da sempre l’arma migliore. Ostruire i varchi dal primo minuto sarebbe stato più utile, come chiudere la porta di casa ad estranei indesiderati.

Sugli spalti caldi del tifo rossonero si vociferava che segnando un gol entro l’intervallo il pareggio sarebbe stata la logica conseguenza. Ma non sempre le ciambelle escono con il buco e la rimonta rimane spezzata in gola. Per una volta niente happy ending da libro cuore.

Traverse e poca vena realizzativa condannano alla staticità della classifica. Anoressia di gol, segnati con il conta gocce, come la siccità dell’inverno milanese. Neanche l’arma Lapadula scuote e cambia il risultato.

Milan volenteroso ma senza peso davanti.

Gigio prova addirittura a trasformarsi in bomber, con un suo gol San Siro sarebbe venuto giù.

Fino al crocevia di Bologna Milan la classifica resterà fasulla… “Crisantemo” pensaci tu, i tre punti sarebbero manna. Solo dopo quella data si potrà fare chiarezza sulle ambizioni rossonere.

Brexit o non Brexit?