Il grande tennis torna a Milano: dall’anno prossimo e almeno fino al 2020 nel capoluogo meneghino si terrà infatti il Masters Atp Under 21. Di cosa si tratta? E’ la versione ‘giovane’ del Masters di fine anno che vede in azione gli otto migliori giocatori al mondo alla O2 Arena di Londra. All’ombra del Duomo scenderanno invece in campo i Top 7 della classifica sotto i 21 anni (sempre che non siano già qualificati per la versione ‘senior’) più un italiano, che uscirà da un specifico torneo di selezione. La formula della competizione ricalcherà quella britannica: due gironi all’italiana da quattro tennisti ciascuno, semifinali incrociate e finale.

Chi potremmo dunque vedere in azione l’anno prossimo? Talenti del calibro di Alexander ‘Sasha’ Zverev, Borna Coric, Karen Kachanov e Taylor Fritz, elementi che, in particolare il primo, puntano dritti ad entrare tra i top ten. Tra gli italiani, invece, ci auguriamo di ritrovare Gianluigi Quinzi, un po’ sparito a livello Atp (complice anche qualche problema fisico) dopo il trionfo a Wimbledon Juniores nel 2013.

Di sicuro il grande tennis non è una novità per Milano, che fino a undici anni fa ha ospitato un torneo indoor Atp di tradizione trentennale in varie sedi, dal Palazzone di San Siro al Palatrussardi, dal Forum fino al Palalido. L’ultima edizione del 2005 fu vinta da Robin Soderling ma l’albo d’oro presenta una lista infinita di fuoriclasse: Bjorn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Stefan Edberg, Boris Becker, Evgeny Kafelnikov, Goran Ivanisevic e Roger Federer, che proprio nel 2001 conquistò al Palalido il suo primo torneo della carriera sotto gli occhi di scrive (vedi foto). E, detto per inciso, girava al Palalido in quei tempi anche un altro giovanissimo spagnolo di cui avremmo sentito parlare, tale Rafael Nadal, che se nel torneo non fece faville visto che all’epoca le superfici indoor gli erano ancora indigeste, in allenamento con Feliciano Lopez mostrava già tutta la grinta.

A livello giovanile, poi, il capoluogo lombardo ha sempre rappresentato una tappa importante per i giovani emergenti del tennis mondiale: basti pensare al Torneo Avvenire dedicato agli Under 16, che si gioca al Tennis Club Ambrosiano, e al Trofeo Bonfiglio, gli Internazionali d’Italia Juniores riservati agli Under 18 storicamente legati al Tennis Club Milano Alberto Bonacossa.

Proprio dal Bonacossa arriva uno degli artefici di questo ritorno del grande tennis sotto la Madonnina, ovvero Sergio Palmieri, una vita nel circuito come manager (un nome di un suo assistito? John McEnroe) e già autore della rinascita degli Internazionali d’Italia di Roma, tornati negli ultimi anni ad altissimi livelli dopo anni non proprio esaltanti.

Ho vissuto 30 anni a Milano e nel 1966 il Tc Bonacossa è stato il circolo che mi ha consentito di iniziare il mio percorso come giocatore e direttore sportivo – ha raccontato Palmieri, neo-presidente del Comitato Regionale Lombardo della Federtennis – Devo molto alla città e alla regione, per questo ho accettato un incarico che è molto lontano dai ruoli che ho ricoperto di recente“.

Cosa aspettarsi da questo Masters Under 21? “Sarà l’evento clou della Lombardia, come il Foro Italico è l’evento per il tennis italiano. La sede ideale sarebbe il Palalido, ma bisognerà capire lo stato dei lavori. Altrimenti valuteremo le alternative nella città, per poi proporle all’Atp – ha spiegato il manager – Avremo anche un italiano grazie ad una wild card, con una pre-qualificazione più semplificata rispetto a Roma: i primi otto azzurrini under 21 potrebbero giocarsi questa chance, ma è una cosa di cui dobbiamo parlare con l’Atp, per avere l’ok definitivo“.

Appuntamento allora a fine 2017 per il Masters Under 21, nella speranza che rappresenti un prologo per il ritorno a Milano di un torneo che possa ambire a vedere in azione anche chi frequenta l”altro’ Masters.