Questo giovedì io non volevo scrivere nessun pezzo.

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Non volevo scrivere come non ho scritto dopo Juve-Fiorentina, andata degli ottavi di finale, per due semplici ragioni: primo per scaramanzia, perché c’è ancora un ritorno dove tutto può cambiare, e secondo perché scrivere dopo una partita di andata è come scrivere dopo la fine di un primo tempo… è incompleto, manca un pezzo, non hai verdetti, certezze su cui parlare.

Ve lo spiego con un esempio: prendete un milanista, fategli scrivere un pezzo alla fine del primo tempo di Milan-Liverpool del 2005, finale di coppa campioni a Istanbul. Ora prendete lo stesso milanista e, se non si è suicidato nel mentre, chiedetegli di scrivere un secondo pezzo a fine partita. Ecco, se non vi mena seduta stante dovreste cogliere la differenza di cui parlo.

Spiegare tutto ciò al nostro caporedattore però è veramente molto complesso, troppo complesso, tanto da rinunciarci sul nascere.

È granata.

L’ultima volta che ha partecipato a una coppa internazionale la tv era in bianco e nero, a tutt’oggi fa confusione coi mondiali perché vede che anche lì ci sono squadre straniere e italiane insieme, è svenuto quando hanno cercato di spiegargli la regola dei gol in trasferta che valgono doppio… sarebbe stata impresa titanica.

Inoltre mi ha chiamato stasera e ha cominciato a raccontarmi di quanti tifosi juventini ci leggano dopo ogni partita e di come questi volessero una mia opinione su questo nostro strano momento: questa partita serviva a capire se la Juve fosse veramente in crisi, se la sconfitta di Napoli avesse lasciato o meno qualche strascico, se senza Vidal squalificato saremmo stati comunque competitivi, soprattutto in Europa, se si potesse forse già parlare di scudetto alla Roma e se mi andava a fine stagione di firmare io uno speciale sulla fine dell’era Conte e del suo dominio incontrastato.

Lione Juventus 0-1. Leonardo Bonucci.

Bene caro Cristiano, ma qui in veste di rappresentate di tutti gli anti juventini in Italia e non, sappi che non siamo affatto finiti, sappi che siamo sempre noi, magari meno brillanti, sicuramente più stanchi, ma sempre noi, quelli che sanno giocare bene, ma anche essere cinici e segnare a 5 minuti dalla fine con il libero, affacciatosi per la prima volta in area avversaria, che magari al ritorno usciranno dalla coppa, ma che non molleranno mai un cm, non regaleranno mai nulla, e anzi sono anche più incazzati di prima!

E poi questi erano pure francesi!!!!!!!

Giusto per dovere di cronaca: la partita è stata bruttina, anzi proprio brutta, soprattutto il primo tempo. Dopo un’ora si è pure rotto Tevez, cosa già grave di suo, ma resa apocalittica dall’ingresso “in campo” di Vucinic, ultimo rappresentante di una stirpe mitologica: lo slavo in ciabatte.

(I calciatori slavi sono di norma tutti cattivi, incazzosi, duri, con piedi meravigliosi che non c’entrano nulla con tutte quelle z e quelle c (che spesso si leggono z) nei loro cognomi, hanno tutti quella faccia che quando dici il loro nome 3 volte di fila capisci perché. Un orgasmo vederli giocare, ma gente da avere sempre al proprio fianco in una rissa tra ubriachi. Tranne quello che abbiamo noi, lui sembra che non sappia mai bene dove sia e cosa stia facendo, come passasse di lì per caso, tanto che a volte penso che faccia numeri incredibili per sbaglio, tipo candid camera…).

Per fortuna però c’era Bonucci, che ha firmato una vittoria importante, che ci permette di continuare a credere che alla fine di tutto torneremo a casa.

Casa nostra.