Che poi se non fossero loro a provocarci, io probabilmente non li odierei neanche quei 4 sfigati dei viola (odio sportivamente parlando, si intende).

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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 Cioè, nel mondo del calcio ci sono due tipi di odio, quello dovuto all’origine geografica e quello dovuto a una sana ma accesa rivalità sportiva; e la viola non rientra in nessuna di queste due categorie.

Cioè che i viola odino il Siena o il Livorno mi sta bene, così come credo sia comprensibile che a noi non ci sopportino gli interisti (giusto dal 2007 quando anche loro hanno iniziato a giocare per i nostri stessi obiettivi, non prima) o i milanisti, con cui ci siamo contesi scudetti e coppe per anni.

Ma la viola? Fosse per me potrebbe essere tranquillamente paragonata a un Parma o a una genovese, squadre di secondo piano contro cui non ho nulla, anzi, potrebbero anche farmi simpatia, come anni fa il Perugia di Nakata… ma loro ci odiano, forse per quella storia di Roberto Baggio, forse perché chi vince sempre lo odiano un po’ tutti a prescindere, io non lo so perché ma, visto che loro ci odiano, a me dà sempre una soddisfazione maggiore batterli, eliminarli, mandarli a casa, farli piangere insomma:

Finale di coppa UEFA 1990, vittoria per 3-1 con viola due volte depressi, per la sconfitta e per il passaggio del Divin Codino da lì a qualche a giorno proprio all’odiata Juventus. Doppia gioia quindi.

Campionato 1995, vittoria per 2-3 in casa loro, ma partendo da un 2-0 e con gol finale capolavoro di Alessandro Del Piero. In quel giorno si capì che potevamo tornare a vincere lo scudetto dopo 9 anni e probabilmente nacque anche il mito di Pintuircchio.

Quasi 20 anni dopo, ottavi di finale di Europa League (per quelli nati prima del 1990: è sempre la coppa UEFA, ma le hanno cambiato nome, come ci insegna il film Santa Maradona), ancora in casa loro, punizione da antologia di Andrea Pirlo al minuto 71 e quarti di finale in saccoccia. Loro tristi e incazzati, ancora una volta, per me ancora una volta il giubilo, la gioia, la goduria!

Le storie di Roberto Baggio, Alessandro Del Piero e Andrea Pirlo, probabilmente i tre giocatori tecnicamente più forti degli ultimi 30 anni del calcio italiano, ci insegnano una cosa molto semplice: il dio del calcio odia la fiorentina, il dio del pallone tifa ovviamente Juve e i viola proprio non li sopporta.

E adesso fino alla fine, fino alla finale, fino a casa nostra!