Chi l’avrebbe mai detto che uno dei miei grandi idoli da giocatore, incontrato per caso poco tempo fa, sarebbe diventato, in un batter d’occhio, il nuovo allenatore rossonero…?!

MILANISMI

di Marta Baudo

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Chiusa la breve ma intensa vita da allenatore di Clarence al Milan, un nuovo capitolo si apre. Matrimonio lampo tra mister Seedorf e il Milan: pazza idea stipulare un contratto oneroso e lungo con un neofita sulla panchina. La personalità e il carattere superbo dell’olandese hanno posto fine in maniera drastica al suo legame con i colori rossoneri: la realtà ha palesato troppe divergenze e contrasti nel gestire lo spogliatoio.
Ora però arrivano le grane, soprattutto per noi tifosi. Già i rubinetti negli ultimi tempi erano sempre più chiusi, avere anche a libro paga un allenatore non più “mister” sarà un ulteriore salasso per le casse rossonere. E il mercato sarà ridotto all’ossicino, con scambi o inutili giochi al ribasso. Dove il denaro scarseggia la soluzione interna accontenta le diverse aree societarie, facendole remare per una volta nella stessa direzione.

Negli ultimi tempi una gran confusione regnava nella mia testa, a sentire la girandola di nomi papabili per la panchina rossonera. Cambiare per cambiare, sarei passata o a Donadoni o, guarda caso, a Pippo: lo vedo pronto per fare l’upgrade. Uomo giusto al posto giusto; auspicando un progetto serio e una vera programmazione, con lui al timone dall’inizio e un Milan con lo spogliatoio unito, come quando era giocatore.
Negli ultimi anni sono mancate progettualità e comunicazione. Tifosi presi in giro, mentre la società dava segni di debolezza e di scarsa coesione. A questo punto, allontanato Allegri, potevamo partire con il nostro grande Pippo pochi mesi fa, senza dover ora buttare via i soldi e arrabattarci quest’estate in un mercato povero. Purtroppo, con mia gran delusione, il bandolo della matassa s’è disperso. C’era una volta la panchina rossonera stabile nel tempo.
Essere un mezzo neofito sarà, per l’ex numero 9, uno stimolo a fare un buon lavoro sulla panchina bollente del Milan.

Confesso che sognavo Pippo in veste di allenatore dal giorno in cui con una lacrimuccia ci ha salutato a Milan-Novara: ma non me lo sarei aspettato dall’oggi al domani. La fiducia in lui è alta: deriva dallo spirito e anima dimostrati nell’allenare la Primavera, portandola subito al trionfo nel Viareggio. Però in prima squadra con che materiale si troverà a lavorare? Il nocciolo della questione sarà capire dall’alto cosa gli verrà proposto e imposto… Dovrà essere bravo a far valere le idee tattiche e a sperimentare novità, trasmettendo la sua adrenalina a chi andrà in campo.

Pippo è un vincente nato, il pallone è il suo pane. Motivatore in campo e fuori, la carriera di allenatore era segnata, ma per il futuro prossimo, tant’è vero che la panchina della prima squadra rossonera era nel suo destino. Allievi, Primavera: con passione ho seguito questi step. Bruciate le tappe, ora l’arduo compito di riportarci dove conta. Selezionando le teste calde dallo spogliatoio l’impresa sarà un gioco da ragazzi.

Imporre la grinta, il carattere e la tenacia di Pippo agli uomini da gestire sarà una bella sfida come, fino a due stagioni fa, gonfiare la rete…
Dalla doppietta di Atene 2007 alla panchina del Milan il passo è breve!

Pippo, rossonero vero, facci sognare. Lunga vita a te e al Milan!

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