6 giugno 2015, Berlino: finale di Coppa dei Campioni, Barcellona – Juventus.

Turbinio di emozioni!

Se lo leggi oggi ci sta, è realtà, anzi è sogno che si è trasformato in realtà, ma sai che scrivere la stessa cosa anche solo 6 mesi fa sarebbe sembrato fantascienza. Al 50%, si intende, perché quegli altri in finale potevi anche aspettarteli, visto che solo i tre davanti han fatto più di 100 gol in stagione…

Ma il bello del calcio è tutto qui. E’ se non l’avete mai provato, e mi dispiace, non potete capire quanto sia enorme questo tutto qui.

La Juventus ha meritato questa finale perché si è dimostrata squadra moderna, non solo tatticamente, con i due moduli usati sapientemente da Allegri in corso d’opera e perfettamente gestiti dai ragazzi, ma anche sapendo recitare la parte della favorita, ai quarti col Monaco, della fortunata, agli ottavi quando ha pescato un Borussia in caduta libera, ma anche del Davide contro il Golia-Real Madrid.

Golia almeno nel fatturato. O forse solo lì.

Comunque siamo meritatamente in finale, 12 anni dopo Manchester, ma senza cartellini gialli per fortuna, e 8 anni dopo la serie B. Buffon, Chiellini, De Ceglie e Marchisio erano a Rimini, per intenderci… con dedica speciale a Cannavaro, Zambrotta, Vieira, Ibrahimocic, etc. Loro sanno perché, non vi preoccupate.

Della partita cosa vuoi dire? 90 minuti come quelli di ieri sera ti svuotano. Ti lasciano stanco come dopo una corsa, una corsa disperata e lunghissima. Se mi guardo indietro ho difficoltà a ricordare cosa provavo in un determinato momento, potrei citare l’azione a memoria, ma quello che sentivo durante no. Tutto rimosso.

Ho notato però diverse volte che alla fine mi rimane sempre in testa la stessa “domanda” bizzarra: nel corso di tutta la partita siamo stati eliminati per circa mezz’ora, dal 25° al 55° minuto, con intervallo in mezzo, quindi ok, facciamo tre quarti d’ora in tutto.. ma perché io sono stato MOLTO peggio, ai limiti dello shock anafilattico, nei primi 25 minuti e negli ultimi 35? Cioè, mi domando, è una sorta di masochismo innato nell’essere umano quello per cui mentre sei virtualmente a casa ti sembra che il tempo voli, mentre quando quello a passare saresti tu ti sembra che il tempo non scorra mai? Credo che sia una cosa stupida nel funzionamento quasi perfetto di quel capolavoro che è il corpo umano, perché il fegato e le coronarie ci rimettono e basta e non ci sono anticorpi per combattere tutto questo.

O forse sì, trovare i biglietti per andare a Berlino domani mattina.

Chiusura, d’obbligo, per Mister Allegri: quando sbaglio sono pronto a riconoscerlo, per cui da oggi tu sarai Max. Però Max non molliamo adesso, perché tra una settimana c’è la possibilità di fare il double e tra 20 giorni andiamo là dove ci siamo laureati campioni del mondo: vediamo di quagliare, Max, adesso facci alzare!