Li vedo nei bar, che cercano avidamente i giornali sportivi e se non li trovano cominciano a leggere i generalisti dal fondo, qualche pagina e li abbandonano.

Sono i drogati di calcio, quelli che la Confederations Cup gli ha dato poche soddisfazioni se non per le due serie di rigori dell’Italia contro Brasile e Uruguay. Quelli che fanno il conto alla rovescia fino all’inizio del campionato, nel frattempo danno un’occhiata anche al Mondiale Under 20, avidamente raccolgono indizi sul calciomercato in attesa delle prime amichevoli della loro squadra, o anche di altre, basta vedere qualche partita. I primi match che contano arriveranno ad agosto, e queste sono le settimane cruciali per decidere se vivere la prossima stagione in poltrona o in poltroncina.

Fino al 2002 andavano allo stadio quasi 30mila persone a ogni partita, ora la serie A ha chiuso l’ultima stagione con 24.655 presenze in media, in crescita del 6.2% rispetto al campionato precedente. C’è la crisi, chiaro. Gli ultrà non hanno gradito la tessera del tifoso (da qualche parte si paga, 12 euro a Livorno, dove si chiama ‘Triglia Card’). Ma prima ancora c’è stato l’avvento del calcio in tv. L’italiano medio l’ha gradito assai, i club hanno fatto palate di soldi vendendo i diritti tv, senza preoccuparsi contemporaneamente di mantenere  affollate quelle tribune che ora sono spesso semivuote e riducono l’appeal (anche televisivo) dello spettacolo.

(Un provino per le cheerleaders del Napoli, da sscnapoli.it)

È come se negli ultimi dieci anni gli uffici marketing di uno dei settori più produttivi dell’industria italiana avessero dormito. Finalmente si sono svegliati, finalmente danno uno sguardo a quello che succede all’estero e alcuni cominciano a importare qualche idea (a Napoli è partito il casting per le cheerleaders) spacciandola come una geniale invenzione. Con o senza gli stadi di proprietà, il concetto è semplice: chi sta in tribuna deve poter godere di qualcosa in più rispetto a chi è a casa, così come chi sta a casa ha privilegi (stare in mutande e canotta, scorrere un replay dopo l’altro, avere la cucina a un passo…) rispetto ai tifosi da stadio. E fare un po’ di show prima della partita o nell’intervallo non è complicatissimo. Senza sforzarsi troppo: si può far suonare una band (ecco, magari non Psy) e chissenefrega se le prime volte qualche purista fischia, si possono ‘sparare’ delle magliette in tribuna, inquadrare i tifosi sul megaschermo (qualcuno riderà, ma la ‘Kiss Cam’ negli Stati Uniti è un’istituzione), estrarre un tifoso a caso e premiarlo se segna dal calcio d’angolo, e così via.

(La kiss cam immortala un bacio fra Barack e Michelle Obama)

Contano anche i risultati, ma non solo grazie ai due scudetti di fila la Juventus ha già esaurito gli abbonamenti (da 1.300 a 205 euro). “Se te la raccontano non è la stessa cosa”, avverte Mario Balotelli nel claim della campagna abbonamenti del Milan, che l’anno scorso ha collezionato il peggior dato dell’era Berlusconi, 23.618 tessere, senza contare i 72 che hanno chiesto il rimborso dopo le cessioni di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. Questa volta in via Turati hanno aggiunto una clausola avvertendo che “l’impiego dell’immagine di taluni calciatori della rosa con finalità promozionali nell’ambito della campagna abbonamenti non costituisce garanzia della permanenza di quei calciatori nella squadra al termine del Calciomercato”.

Intanto il Milan e l’Inter (che propone anche “comode rate mensili”) hanno eliminato gli abbonamenti al terzo anello, consentendo ai vecchi abbonati di garantirsi allo stesso prezzo un posto nel secondo, che così dovrebbe avere meno buchi. Portare le famiglie allo stadio è il mantra dei presidenti, e in attesa che qualcuno faccia uscire dagli stadi i violenti, sono sempre più diffuse le formule che consentono sconti a mamma, papà più figlio. Il Catania ha una promozione per famiglie, e il Napoli ha riservato una ‘Tribuna Family’ nel primo anello del San Paolo e l’acquisto a prezzo agevolato è consentito anche alle cosiddette coppie di fatto. La Lazio ha inventato la formula ‘Cucciolone’ per i nati dopo il 1° gennaio 1999, che pagheranno 1 euro, mentre il Genoa ha una tariffa Young (90-100 euro) valida per giovani fino ai 18 anni in tutti i settori. La Sampdoria offre il 50% di sconto a chi fa abbonare un amico. E in serie B l’Empoli ha introdotto lo sconto per i disoccupati. Anche di quelli se ne vedono parecchi nei bar…