A Robertina Vinci ogni appassionato di tennis non può che augurare tutto il bene possibile e quindi lo scorso weekend è stato uno di quelli da segnare sul calendario. Con l’ennesima prestazione di classe ed esperienza la tarantina ha infatti conquistato il St. Petersburg Ladies Trophy, decimo e più importante torneo della sua carriera, sconfiggendo in finale l’emergente (e fresca top ten) teenager svizzera Belinda Bencic.

Ancora una volta abbiamo potuto ammirare un tennis ‘in estinzione’, fatto di cambi di ritmo, rovesci tagliati e discese a rete chiuse con eleganti volèe, un ‘pacchetto’ di colpi che la stragrande maggioranza delle tenniste e tennisti contemporanei nemmeno sa che esista.

Di fronte a tutto questo, piange il cuore pensare che Robertina si possa davvero ritirare a fine anno come annunciato qualche tempo fa. Chissà però che, a suon di risultati, l’Azzurra non decida di prolungare la sua ultradecennale carriera di qualche mese, spinta magari anche dall’ingresso nella Top Ten Wta realizzatosi nel torneo di Dubai, quarta italiana di sempre nell’Era Open dopo Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Sara Errani. Per la tarantina si tratta del raggiungimento di un traguardo lungamente inseguito, che potrebbe trasformarsi in uno stimolo a rimanere nel circuito oltre la fine del 2016.

“Se tornerò a difendere il titolo vinto a San Pietroburgo? Non lo so – ha commentato Roberta dopo la finale – Di sicuro non andrò avanti a giocare per due o tre anni ma un’altra stagione, perché no?”

Speriamolo, anche perché, al momento, è difficile trovare una possibile erede in un movimento già fresco orfano di Flavia Pennetta e che – Vinci esclusa – non gode di ottima salute, come dimostrato dal nuovo ko in Fed Cup contro la Francia. La situazione? Sara Errani sta vivendo un momento difficile, Francesca Schiavone è anche lei prossima alla conclusione di una luminosa carriera, mentre Camila Giorgi e Karin Knapp, per motivi diversi (questioni di ‘testa’ per la prima, di infortuni per la seconda), non sono ancora riuscite a fare il definitivo salto di qualità. Che si fa, partiamo con la petizione?

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