E’ ancora aperto. Oddio, aperto… diciamo socchiuso perché questo campionato appare indirizzato in maniera abbastanza netta. Ma è un fatto che la Juve ieri sera non sia riuscita a chiuderlo definitivamente, a doppia mandata.
E intanto brillano le tinte granata: sull’onda dell’impresa di Bilbao, il Toro batte il Napoli e supera Inter e Milan in classifica.

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
C’è una cosa che non capisco e forse me la potete spiegare voi. Perché si fanno pause del campionato per la nazionale e non per House of Cards?

Cioè, seguite il mio ragionamento: la nazionale italiana è composta al 90% da giocatori di Juventus e Sassuolo. Sarebbe ragionevole che, quando gioca la nazionale, queste due squadracce saltino il turno. Un po’ come il Parma in questo periodo. Non dico che sia necessario decretare la sconfitta a tavolino di Juventus e Sassuolo, anche se certo non dispiacerebbe al 95% degli italiani. Basta rinviare la partita a un qualche mercoledì successivo.

Lo stesso trattamento tenuto per la Nazionale dovrebbe essere riservato per House of Cards. I giocatori dell’Inter sono molto colti, o pseudo tali, uomini di grande spessore e, giacché in fondo sono ragazzi, anche un po’ trascinati dalle mode del momento.

A New York, Londra, Singapore e Lussemburgo, per citare alcune delle location più cool del momento, tutti i 20enni-40enni che contano hanno passato tutto il finesettimana a guardare la terza stagione di House of Cards. Si chiama binge watching, la visione continuata di tutta una serie televisiva, ed è l’equivalente dell’eroina per i giovani degli anni ’80 primi anni ’90.

Tra i giovani cool non ci potevano non essere Handanovic, Kovacic e Podolski. Anche loro hanno finito la visione dei 13 tostissimi episodi giusto in tempo per l’inizio di Inter-Fiorentina di domenica 1 marzo alle 18.15. Notte insonne tra sabato e domenica compresa. Milano come New York, Londra, Singapore e Lussemburgo? Certo!! Il successo di una metropoli lo si misura anche da questo: da quanti ragazzi inebetiti da Netflix girano la domenica sera e il lunedì mattina.

Handanovic e Podolski in particolare, erano stati iniziati a HoC solo mercoledì scorso. Tanto non doveva giocare contro il Celtic. Si sono sparati tre stagioni, trentanove episodi da circa cinquanta minuti, in quattro giorni. Eroi.

Certo, non possiamo pretendere che, dopo tutto questo sforzo intellettuale, Podolski si metta a correre anche in campo. Né che Handanovic si metta a parare. Né che Kovacic, sebbene un poco poco più reattivo degli altri due, riesca a passarla avanti prima di averla tenuta tra i piedi per quei tre-quattro minuti che gli servono a realizzare che non si trova a Washington, alla Casa Bianca, ma a Milano, San Siro.

Colpa di Podolski e Kovacic? Certo che no! Colpa di questo calcio malato che non tiene conto dei profondi cambiamenti di costume e società.

Per Juventus e Sassuolo si sospende il campionato di calcio, quando gioca la nazionale. Per l’Inter no, quando esce una stagione di House of Cards. Come la chiamate questa? Io la chiamo #vergogna.

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
Chievo – Milan e Parma – Milan sono stati negli anni di tifosa ultras, sinonimo di trasferte vere, vissute in curva, con abbinato un tour gastronomico locale.
Parma è diventato il simbolo di un campionato falsato e di una società a pezzi: chissà se e quando ricapiterà di vivere una trasferta al Tardini! Non che noi navighiamo in acque molto più serene…
La squadra che inventava gioco, divertendo il pubblico, invogliava a gioiose macchinate dal nord al centro Italia, per vivere da vicino la calda atmosfera degli stadi. Quanti ricordi e quanta passione, con i cd cori stadio come colonna sonora di trasferte a suonare la carica pre match.
Chi va piano non va sano e non va lontano!
Il punto preso a Verona è la goccia che fa traboccare il vaso rossonero: a due mesi dall’EXPO gli ex giocatori, fantocci hanno una tenuta fisica e atletica da fare paura.
Dalle alte sfere un assordante silenzio senza possibilità di scuotere la squadra, abbandonata al proprio destino. Scarse idee e molto confuse in tutto l’ambiente rossonero.
Anche questa stagione sta per essere buttata al vento dalla truppa pigra, discontinua, ammuffita. Mai voglia di darsi una mossa.
Il Milan del 2015 è come la tela di Penelope! Tutto il Milan è noia!
Vedere quel mostro di Schelotto fa venire i sorci verdi!
Cerci potrebbe essere utile almeno un tempo a partita, il suo collega Menez è diventato uomo in più per gli avversari. Turn-over davanti, no?!
2 minuscole note positive: Diego risponde presente, almeno lui, e, Nigel sta tornando.
Alla vigilia, se non ricordo male, Pippo aveva detto che un gol lo facevamo sempre. Se non crei gioco e azioni degne di nota segnare è come cercare l’ago in un pagliaio. Sveglia!
La metamorfosi di Pippo è evidente nel post partita: uomo provato, dal volto cupo e carico di stress, irriconoscibile. Se potesse entrare in campo… il colpo di tacco durante Chievo Milan è il momento più divertente di Chievo Milan.
Tifosi come noi, abituati a vedere match a base di champagne e tartufo, ora sono nauseati a furia di brodini ammorbanti in campo.
No gioco, no Milan: no party!

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Roma-Juve è un’altra di quelle partite che fa parecchio incazzare. Ma parecchio.

Per 70 minuti buoni infatti si è assistito a un monologo a tinte bianconere, si è in un certo qual modo palesato a tutti il divario esistente oggi tra le due squadre in campo: una partita praticamente perfetta, pur priva di due tra i suoi migliori giocatori, sia in fase di contenimento sia in fase di ripartenza. Una gestione contiana (permettetemi il neologismo, so che lui ne sarebbe contento) della fase difensiva accompagnata da uno spirito mourinhano non appena si riconquistava il pallone. Bellissimi.

Loro? Pochissima roba. Più simili a una cagna malata che a una lupa affamata, di vittoria e di vendetta, e particolarmente tesa nei suoi figli più cari: Totti e De Rossi sentono troppo queste partite e il risultato è che se la giocano sempre male, perché non sono sereni.

Yanga Mbiwa, invece, è solo scarso.

Poi dopo 70 minuti segni, con Tevez, meno ovviamente del solito perché su punizione, e ti trovi anche in vantaggio di un uomo (perché Totti e De Rossi, meritevoli di condanna a morte dopo minuti 1 e 5, non li ammonisce nemmeno, ma per il malcapitato Torosidis il regolamento è inflessibile) e come concludi la partita? In cacca.

Prima rischi di prendere il gol, poi lo prendi davvero, e poi rischi di prenderne anche un altro, giusto per chiudere con un po’ di strizza!

Ora, i motivi possono essere molteplici: bravi loro, i cambi, la stanchezza, la voglia, i fischi dell’Olimpico… però mettiamola così, visto che li abbiamo anche già citati. Con i signori Conte e Mourinho in panchina al posto del simpaticissimo livornese o non sarebbero andate così le cose o lo spogliatoio di Roma sarebbe diventato per i giocatori pronti alla doccia più o meno quello che per me era il clown di IT. Il peggior incubo per X anni, qualcosa da voler dimenticare il prima possibile.

Ennesima occasione buttata via, occhio perché poi si pagano.

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

E’ stata una buona settimana, quella appena trascorsa: abbiamo recuperato due punti alla Juve in ottica scudetto.
Certo, l’abbiamo fatto contro il Napoli, che non è un avversario particolarmente probante, ma eravamo comunque reduci dalla partita con il Bilbao che, pur essendo una formalità che non ci ha particolarmente impegnati, ha comportato un viaggio e uno scombussolamento nel piano degli allenamenti che avremmo voluto evitare.
Napoli e Bilbao, due pratiche risolte senza patemi, come previsto.

E poi, che dire? E’ stata una settimana banale, noiosa, algida. Nessuna emozione, solo ordinaria amministrazione e archiviazione di avversari scarsi nella categoria “Sconfitti”.

Sì, sono sotto sedativi.
Senza sedativi finisce che uno o si illude o muore, dopo una settimana così. Una settimana grandiosa, ma di una grandiosità granitica, non casuale: quello che ha conquistato Bilbao e battuto il Napoli non è un Toro fortunato, opportunista o catenacciaro, bensì una squadra solida, logica, forte, padrona.
Tutto gira come dovrebbe. A parte gli organi che regolano l’equilibrio e la percezione dello spazio di Martinez, quelli necessiterebbero un riassetto.

Quanto durerà, non si sa. Si sa che per quanto mi riguarda ero già talmente in botta d’eccitazione al ritorno da Bilbao che sarebbe potuta finire pure domenica, con una sconfitta in casa con il Napoli: non me ne sarei nemmeno accorto.
Invece abbiamo vinto, pure meritatamente. Vedere Higuain che non rispetta la restituzione di un pallone buttato fuori per lasciar soccorrere un giocatore, ma si butta a pressare Glik è stata una vittoria, un segno evidente che li avevamo esasperati e che avevano perso il controllo, pure quello del fair play. Vedere quel grasso signore rubizzo di Benitez che risponde a monosillabi alle interviste del post partita è stato bellissimo: nel pallone pure lui.

Il Torino, dicono, è la squadra del momento.
Non lo so, per me è LA squadra da sempre.
Ma godiamocelo lo stesso, questo momento