La Juve decide che è ancora troppo presto per dichiarare concluso il campionato e fa un mezzo miracolo al contrario a Cesena. Nel frattempo Guarin risveglia l’Inter, il Toro interrompe la usa striscia di vittorie e il Milan continua a brancolare nel buio.

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
Nel paese dove vivo e lavoro, lontano dall’Italia e dall’amata Inter, non esce mai il sole. Proprio mai proprio no, ma molto di rado. Molto molto di rado, al punto che spesso la gente si dimentica com’è fatto il sole.

Ieri, domenica, c’era il sole. Un gran sole. Un sole che non si vedeva da mesi. Un sole che scalda le ossa e illumina i cuori.

(La lunga esposizione a Game of Thrones fa anche questo. Ogni scusa è buona per lottare, per sperare, per pregare gli dei perché l’inverno sia breve.)

Tanto sole si è visto anche a Bergamo, nonostante la pioggia.

Il sole. Il sole di un Guarin rinato e stellare. Il sole di un centrocampo solido amministrato dal pragmatico Brozovic, il primo a mettere davvero ordine dai tempi di Thiago Motta.

Il sole di avversari che si squagliano in campo e fuori dal campo: l’Atalanta si scioglie nel secondo tempo, rincoglionita dalle sassate di Guarin; Toro, Milan e Juve, beh, lo leggerete tra poco.

Sanremo è finito e questa gioia, questo 1-4 solido e rotondo in casa dell’Atalanta, fa volare il mio pensiero alla più grande canzone del più grande festival della canzone italiana.

E allora canto:

Il sole verrà domani per noi / E il cuore si scalderà / E nel suo plendore / Giorni d´amore / Ci regalerà.

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
È Il Milan che
brancola nel buio, prendendo in giro i pochi tifosi rimasti,
è una accozzaglia di giocatori, in campo a caso!
È una squadra no-runner, a pezzi, senza capo né coda,
capace di prendere sempre gol e fallire le occasioni fortunose,
è un Diavolo passivo e remissivo, fragile come vetro,
è un “collettivo” disconnesso che non sa fare due passaggi di fila,
è il gol di Destro l’unica azione rossonera!
È De Jong a non essere più anima e core,
è Menez che, pur avendo segnato tanti gol, resta indigesto ai tifosi,
è un branco di atleti che non sa cosa voglia dire giocare “incazzati”,
sono i tifosi ad essere incavolati veri,
è un continuo farsi violenza seguire questa squadra allo sbando,
e con zero idee di gioco, dalla panchina al campo, non si sa cosa fare,
è l’Empoli a giocare in casa?
È il pari a stare stretto all’Empoli!
È il dominio dei toscani,
è Valdifiori a giocare sempre di prima, a memoria,
è Big Mac a mettere grande cuore in campo,
è la quota salvezza ad essere calcolata a fine match, questo la dice lunga!
È a metà stagione che si continua a toccare il fondo, senza progetti futuri.
È l’amarezza la protagonista, con un San Valentino sconsolato,
è il cuore rossonero ad abbisognare d’un pacemaker,
è il Milan ad essere un “fidanzato” che fa soffrire più di un innamorato,
è la conta dei giocatori rimasti in campo a fare da padrona al 90 esimo…
è il giorno del triste sorpasso dei cugini,
è questa l’agghiacciante posizione e punteggio che ci meritiamo!
È il tripudio di fischi il ritornello cornice alle partite casalinghe,
è una preoccupante media da retrocessione ad accompagnarci,
SI SALVI CHI PUO’!

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Cesena juve, ovvero come ti tengo aperto un campionato che altrimenti al 15 febbraio si sarebbe potuto considerare finito, morto e sepolto.

Eravamo a +9, a San Valentino, e ho pure Vidal al fantacalcio. Una iattura!

Che poi va beh, viste le inseguitrici, non è che ci sia tanto da preoccuparsi: la Rometta, sempre quella che fino a due mesi fa tutti davano campione di tutto, che non sa vincere in casa col Parma. Ok, il Parma di oggi, quello che adesso, proprio mentre state leggendo, sta fallendo.

Da sottolineare poi l’appoggio del popolo giallorosso, che ieri intonava cose tipo “basta prenderci per i fondelli”…

Poi ci sarebbe il Napoli, che ha perso a Palermo, le milanesi non si sa dove siano in classifica, che si fa, si teme la rimonta di Lazio e fiorentina fino a fine marzo?

Però resta che domenica con la penultima in classifica devi vincere, perché sei in vantaggio, perché hai un rigore a 5 dalla fine, perché sei la juve e loro il Cesena e ci sono 40 punti di distanza in classifica, perché tra due settimane c’è il Dortmund e non puoi permetterti di giocare così, non a questo punto della stagione.

Chiaro Mr. Allegri?

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

Questo pezzo è dedicato ai giocatori che odio. Ché nel calcio si ama, tanto, ma si odia altrettanto. Odio sportivo, beninteso, non auguro morte e tragedie a nessuno. Ma l’odio sportivo sì: roba che ti fa godere quando l’oggetto del tuo odio perde, retrocede, sbaglia un rigore. Quella roba che ti fa rifiutare con sdegno la cantilena buonista del “In Europa si tifa per le italiane”, ad esempio. Cantilena insopportabile.

Personalmente odio una squadra tanto, è una squadra dell’hinterland torinese. Poi ne odio altre due o tre, un po’ meno. E infine odio un manipolo di giocatori, gente sparsa tra squadre spesso insignificanti ma fastidiosissima.
Uno è Daniele Conti. Insopportabile macellaio da terza categoria, arrogante, prepotente e pure piuttosto brutto. Mi ha sempre dato fastidio per due motivi: picchia come un fabbro ma è uno che chiede le ammonizioni degli altri, quando i falli li subiscono i suoi (il picchiatore con un’etica le prende e le dà, non fa il piagnina quando i falli li subisce la sua squadra: quello lo rispetto tantissimo) e poi perché segna sempre contro il Toro.

Il secondo giocatore che odio è Franco Brienza. Anche lui subisce le mie antipatie per due motivi: il primo è che appartiene a quella categoria di fantasisti di seconda fascia, che girano l’Italia a fare gli pseudofenomeni in squadre di provincia, senza mai fare niente di realmente significativo (ne abbiamo avuti anche noi e vorrei in questa sede ricordare il grande Gasbarroni), il secondo motivo per cui lo odio è che anche lui segna sempre contro il Toro.
Quest’anno ce ne ha messi due, tanto per cambiare.

Ieri però tutto si è ricomposto magicamente.
Ieri era la giornata del facciamo la pace con il destino cinico e baro e con i ruoli che esso ci riserva.

Daniele Conti non ha segnato. Ma è stato ammonito, ça va sans dire.
Franco Brienza ha impallinato la Vecchia, regalandomi una gioia inattesa mentre ero impegnato a digerire la pizza.

Ma soprattutto, nella giornata dell’amore e della ribellione al fato, è successa una cosa che fa sembrare risibile il riscatto d’immagine dei due giocatori odiati di cui sopra.
Ha segnato Meggiorini.
Apoteosi.
Tripudio.
Millenium bug.

Capito? Mentre Quagliarella faceva di tutto per tirare addosso al portiere del Cagliari, Meggio il Cobra impallinava il Viperetta.
Che bomber.

P.S. Di Toro ne parliamo dopo giovedì…