Cerci segna con parti del corpo non ben identificate e permette a Inzaghi di mangiare la Colomba. Nell’uovo di Donadoni invece c’è l’Inter, la squadra più generosa del momento. Al Torino invece accadono cose belle, per mano di personaggi imprevedibili…

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
I quotidiani non escono che è Pasqua.

In segno di solidarietà, e anche di rispetto, ché c’è solo da iastimare, il commento di Inter-Parma, o Parma-Inter, sapeste che mi frega, 1-1 verrà sostituito da uno storico discorso di Cicerone sui porci e le colonne che cadono dopo che si pareggia contro l’ultima in classifica nonché già fallita squadra di melma che è sto Parma:

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Amen.

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
Natale con i tuoi, Pasqua con un Milan vincente: questi sono i miracoli inaspettati .
Così la mission impossible si realizza per magia. Abracadabra e il Barbera con Dybala non è più un tabù.
Ben vengano i rumors societari…
Dall’uovo di Pasqua esce una vittoria in trasferta che porta a due successi di fila come non accadeva da ottobre. C’è da dire che la dea bendata fa finalmente amicizia con i colori rossoneri e soprattutto con Cerci. Segna un gol alla Inzaghi!!

I giocatori lenti ma ordinati sembrano essere tornati una vera squadra. Dureranno?
Quel conto in sospeso dal match d’andata torna a quadrare infliggendo 2 reti ai rosanero. Dybala per una volta si accontenta di un rigorino, tanto per lasciare suspense fino alla sveglia messa da Menez.
Jeremy è un Ibra in versione più scarsa! Giocatori strani. Spesso dormono svogliati per 70% dei match, poi dal nulla ti risolvono le partite. Genio e sregolatezza. Indisponenti e decisivi con improvvise magie.

Giocare senza Muntari ed Essien valeva già un punto in partenza! Essere offensivi può portare qualche vantaggio in più…
Qual buon vento il terzino rossonero inside, Luca, che mette anima e cuore, cercando anche il gol!
Pippo si gusta sereno il volo della colomba rossonera sul Barbera. La sosta pre Pasqua non è indigesta come il break con il panettone.

Permettetemi di concludere solo per Pasqua con due parole sui cari cugini ! Grande Inter dei record…

Forza vecchio cuore rossonero.

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

Oggi voglio partire dal Bello, dall’esaltazione del gesto tecnico, dal lampo di genialità e lucida follia che rende un match qualsiasi una partita speciale e da ricordare. Uno squarcio di Bello, in questo campionato italiano sempre più mediocre, declassato e denigrato.

Mighen Basha non giocava da tanto tempo. Un lungo infortunio l’ha tenuto lontano dai campi per molti mesi. Mesi in cui, non a caso, il Toro è arrivato fino agli ottavi di Europa League stupendo tutto il continente, direte voi malelingue.
E invece.
E invece Mighen Basha torna e con un gol acrobatico dei suoi suggella la vittoria di Parma. Prendetevi questo, haters.
Ma il suo capolavoro è ancora al di là da venire.
Inspiegabilmente, nella domenica successiva al golazo di Parma, Ventura decide di non dargli fiducia e lo esclude dall’undici titolare. Sgomento tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Guardiola richiude il trolley, abbandona Bergamo e torna a Monaco con la prima corriera del pomeriggio.

Succede però che a un certo punto del secondo tempo, dopo lungo dominio granata, impreziosito dai gol dei nuovi Cerci&Immobile, ovvero Quagliarella&Glik, la partita prenda una piega pericolosa e molto granata: Toro asserragliato in area a respingere palloni, Atalanta che tira palloni a caso in area da tutte le posizioni. Sperano di raggiungere il testone di Rolando Bianchi non sapendo che, ovviamente, Rolandone è dei nostri e non la butterebbe dentro mai.
La butta dentro però Pinilla, con un gol brutto e fortunoso. Pinilla non è dei nostri. Pinilla vuole il nostro scalpo.
Ma sta per arrivare il capolavoro.
Ventura si convince che non ci può essere trionfo senza Basha e lo inserisce, finalmente. Guardiola è attaccato alla radio, mentre la corriera risale il Brennero.
A Basha bastano pochi minuti per l’impresa. Con l’acume strategico che lo contraddistingue individua subito la sua missione. Stavolta non è il gol, le copertine le lasciamo ad altri. Stavolta si tratta di una missione kamikaze.
Si avvicina a Pinilla, l’unico atalantino veramente pericoloso e che poteva rovinarci la Pasqua. Gli spiega qualcosa, dal labiale non si capisce ma probabilmente si tratta di qualche osservazione sui possibili riflessi del Jobs Act sul mestiere della di lui madre.
Pinilla, cuperliano della prima ora, certe cose sul Jobs Act non le può sentire. Reagisce, scalcia.
L’arbitro vede e provvede: rosso per entrambi.
Atalanta in dieci, senza il bomber. Partita finita. Partita vinta.
Tutti ad abbracciare il difensore-goleador-recordman Glik.
Miopi.
Il Bello è altrove.

Il Bello di Basha.