Calcio spezzatino, come non piace a noi. Calcio in cui anche le nostre squadre – eccezion fatta per la Juve, altro campionato – vengono fatte a spezzatino. Defrel, Joaquin, Anderson: ecco gli chef che ci hanno cucinato stavolta.

INTERISMI

di Max Multatuli

Max Multatuli
Come si fa a commentare Inter-Cesena 1-1 mi e vi chiedo?

Avete presente il Cesena no? Quella squadra fortissima e famosissima, piena di giocatori strapagati, strafighi, stratosferici? No? Ecco, appunto.

Andiamo dicendo da settimane che puntiamo all’Europa (Champions o Europa League a sto punto non conta, che almeno non si finisca come quei mentecatti del Milan), che vogliamo concludere al meglio il campionato e ci presentiamo a Cesena con la solita difesa come il culo di Lapo Elkann: sfondata e da sfondare. Solo che noi, l’Inter, non ci facciamo sfondare dal famoso Lino B., 50 anni, nome d’arte Patrizia. No no, noi ci facciamo sfondare per ben benino (aspetta che me lo vado a cercare che mica me lo ricordo come si chiama quello) da un tal Defrel.

Ma chi minchia è Defrel?

Per giunta neanche la dignità di tacere. Subito dopo lo scontro il nostro capitan Ranocchia c’ha comunicato che la Champions è ancora raggiungibile. Ma come? Ma quando? Ma perché? Ma ti sei visto?

Ma andate a cagare voi e Defrel. In una stagione da prese per il culo potevamo seguire appieno l’esempio di Lapo. Quantomeno Patrizia portava la coca.

MILANISMI

di Marta Baudo

Marta Baudo
Firenze è la culla del Rinascimento, della cultura e dell’arte: da Donatello al Brunelleschi fino a Leonardo (Da Vinci si intende) e Raffaello vivono lì gli anni del massimo splendore artistico. Dante è il fiore all’occhiello con la “Divina Commedia”: l’inferno quel luogo in cui da inizio 2015 dimorano i giocatori milanisti. Se e quando passeranno al Purgatorio e poi al Paradiso sarà ardua sentenza!

Firenze evoca gli Uffizi, Santa Maria Novella, il Ponte Vecchio, e… grandi piatti della tradizione culinaria italiana come la ribollita, la pappa al pomodoro, e, ahinoi, la Fiorentina!

Infine i fratelli Della Valle con la Fiorentina calcio, dal colore viola acceso. Viola da sempre opposto al rosso…Facile la risposta alla classica domanda… qual’é il tuo colore preferito?! Red passion.

Domanda trabocchetto: chi è il tifoso viola per eccellenza? Uno a caso… La viola presente in tutti gli incontri al vertice!

Una trasferta tra chianina e Franchi mi manca: mai dire mai. Certo, con le partite spezzettate a giorni e orari random non è scontato organizzare. Oggi giorno le partite alle 15 sono una rarità… spesso si spalmano come il burro e la marmellata sul pane dal venerdì al lunedì sera. Altro che spezzatino. È il calcio paté da gustare su toasted bread. Settimane scombinate.

Scontro tra ex predatori d’area quello tra Pippo e Montella. Chi alle prime armi e chi offre già un calcio da leccarsi i baffi. Il navigato aeroplanino trova moda di mandare ancor più in avaria il motore rossonero. Il Boeing 787 viola decolla nel finale, beffando i rossoneri. Per loro svanisce nel finale, come consuetudine, l’illusione di uscire vittoriosi dal campo.

Ancora due mesi a fine campionato… per il cadavere milanista sono troppi! Dov’è la via d’uscita? Figuracce accumulate a valanga. A primavera, un tempo molto lontano, fioriva il Milan, raccogliendo quanto seminato. Ora si vive in uno stato perenne d’agonia. Perché tutto ciò?

Noi vogliamo 11 leoni indiavolati!

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

Edoardo Pavesi
Palermo-Juve è una di quelle partite brutte che arriva in un momento brutto.

E’ brutta di suo come partita, perché al Barbera il Palermo gioca bene, vince spesso e si gasa non poco, anche grazie ai quei due argentini indemoniati là davanti. Ma soprattutto è una partita di campionato che viene 3 giorni prima della Partita di ritorno di coppa in Germania contro il Borussia, che, diciamocelo, ci interessa tutti un filo di più… Avere la testa sgombra, quindi, è quasi impossibile.

A complicare le cose, come solo lui sa fare, ci si mette anche il “nostro” mister, di norma molto restio al turnover, che per sabato sera invece decide, per forza o per scelta, di cambiarne una mezza dozzina: e così a Palermo abbiamo l’esordio per Barzagli (e finalmente aggiungerei!) e riposo per Pirlo, Pogba, Evra, Vidal e Morata.

Fatto sta che brutta o non brutta abbiamo vinto anche questa, di nuovo: splendida abitudine la nostra.

Ora mi toccherà anche dire che quindi aveva ragione lui, che ha fatto bene a farne riposare un po’, anche se il gol vittoria, bellissimo tra l’altro, lo ha segnato proprio quel Morata, tenuto in panchina per un’ora e decisivo in 10 minuti scarsi: tanta roba il ragazzino!

Ma la verità è che oggi potremmo dire un sacco di cose, ma non gliene fregherebbe niente a nessuno: al di là di quello che riuscirà a fare la grande Roma questa sera, che tanto al limite rimane a meno 11, quello che interessa davvero a tutti è mercoledì, di Palermo-Juve interessa come un ponte che cade di weekend, nulla.

Lascio quindi spazio ai miei colleghi, che hanno sicuramente cose più interessanti da raccontarvi, tipo come pareggiare in casa col Cesena, tanto lo so perfettamente che da me aspettate solo un resoconto giovedì mattina, tutti: sia voi che mi leggete con speranza e tifo, sia voi altri, che gufate come indemoniati da due settimane e che sperate solo di vedere lacrime in settimana.

A giovedì quindi, fino alla fine!

GRANATISMI

di Cristiano Girola

Cristiano Girola

Non so, probabilmente è vero che dopo quei vent’anni di Taurus Horribilis cui ho assistito io non capisca più niente di calcio.
Stordito dall’orrore e dalle delusioni, plasmato calcisticamente su un calcio che non era calcio, ne sono uscito male e la mia capacità di giudizio non si è ancora ripresa, nonostante gli ultimi due anni più che buoni.
Però ieri sera alla lettura delle formazioni pure io, instupidito tifoso del Toro scarsamente competente di calcio vincente, l’avevo intuito: ma dove volevamo andare con quell’undici lì? Dove, di grazia?
Schierare una formazione come quella di ieri voleva dire due cose, una buona e una cattiva.
Quella buona è che evidentemente ci crediamo (all’Europa League).
Quella cattiva è che evidentemente non ci credevamo affatto (al match con Lazio).
Gaston Silva, Basha, Benassi, Amauri e Martinez tutti insieme contro una delle formazioni più in forma del torneo? Vuol dire, banalmente, che l’hai data persa, non contiamoci balle.
Ché nessuno di quei ragazzi citati è di per sé un problema, è un bene che giochino (tranne Benassi). Ma non tutti insieme: un paio per volta inseriti in un contesto rodato ha un senso, per farli crescere e prendere fiducia. Non possono però essere l’ossatura della squadra che sfida la Lazio.
Lato buono della medaglia: abbiamo tenuto i titolari per giocarcela contro lo Zenit. Non era scontato che quella fosse la priorità nella testa di Ventura e invece ha dimostrato di crederci, anche lui, tanto.
E’ bello vederlo. E’ meno amaro perdere contro la Lazio, se la vediamo da questo punto di vista.
Però, ora che siamo consapevolmente andati incontro a una disfatta in un match importante per le ambizioni di campionato, andiamo a impegnare anche l’ultima stilla di sudore contro lo Zenit.
Ce la possiamo fare? Non lo so, ma Benassi è squalificato ed è già un buon punto di partenza.
FVCG