E alla fine, agli ottavi di Champions ci va la squadra più disastrata, discussa, instabile ed esplosiva tra le italiane in gara. Per le altre, solo illusioni e dolori.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

martabaudo_65x79

Un brindisi a noi, Simo ed io e tanti altri amici, tifosi veri, fedelissimi davanti alla più non partita delle partite, nel freddo inverno di San Siro. Posta in palio molto simile al 2003 ma, come gioco, niente a che vedere con il Milan – Ajax che avevo negli occhi: il 3 a 2 negli annali con Ibra tra i lancieri, vinto al fotofinish con il gol in coabitazione Pippo – Tomasson.

La sinfonia dell’11 dicembre 2013 è di altro tenore, stonata, con una squadra sola in campo. Devo dire che in parte è frutto della superiorità numerica avversaria dal 22esimo del primo tempo: un Capitano non deve abbandonare la truppa nel momento clou! Che bisogno avevi “Monto”?

E De Boer che, dopo fischi a valanga dello stadio, lascia negli spogliatoi il “caro” Poulsen è da sfigati… Comunque Poulsen e San Siro sono in antitesi: vedi nel 2006 a fare da mastino dei Baskerville su Kakà!

Per fortuna che l’Ajax è poca roba e Bojan non si smentisce, anche se il grado di sofferenza fino al 95esimo è altissimo. Si temevano pericoli ovunque. Mario, lottatore indomito e caparbio, sta tornando il giocatore dei primi mesi milanisti…che sia un buon auspicio? De Jong salvagente frangiflutti fondamentale.

Cuore, sacrificio ci portano agli agognati ottavi: ancora una volta l’unica squadra a rappresentare l’Italia al sorteggio di Nyon! Orgoglio Milan con le unghie e con i denti. Quale grande onore!

Chissà se, per almeno una volta nella vita, l’urna sarà clemente con i rossoneri? Da secondi non è easy, ma almeno possiamo vantare il primato e dire “noi ci siamo”! Qualificazione ottenuta con il famoso e inguardabile “catenaccio”,che stride con il gioco marchio di fabbrica del Milan!

Il bello è che il coach sembrava tarantolato a vederlo dal primo blu, una miccia esplosiva; in campo i ragazzi, inerti e confusi, non trovavano sbocchi per superare la metà campo. Forse il discorso presidenziale non aveva funzionato? Importante oggi è essere ancora nell’élite europea, almeno per questo giro. Passaggio sofferto e sognato come non mai, date le premesse.

Dai Milan! Forza vecchio cuore rossonero.

 

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

edoardopavesi_65x79

Oggi è una giornata schifosa, proprio schifosa!

Oggi il calcio è uno sport stupido per cui è assolutamente inutile soffrire come dei cretini, perché tanto fa schifo. Eppure…

Nel mondo del calcio, poi, fa particolarmente schifo quella competizione chiamata Coppa Campioni, anzi, quella forse non era neanche male, ma quella oggi definita Champion’s League fa proprio schifo!

Ma, più di tutto e tutti, sopra ogni altra cosa, fa schifo la neve!

La neve è un fenomeno atmosferico che di fenomenale non ha niente, dà solo fastidio e fa danni su danni: una recente statistica mondiale, tenuta da un istituto di cui non ricordo il nome, ma molto accreditato, ha appena dimostrato che la neve ogni anno fa più vittime di alcol e droga. Una strage di innocenti, una piaga per l’umanità.

La neve, per definizione, si accompagna ad un freddo cane, temperature sotto zero, buio pesto: tutto è più brutto con la neve, più cupo, più triste. Con la neve le ragazze si coprono a strati, tipo cipolle di Tropea, a differenza di quando, in primavera, lasciano intravedere splendide cosce sotto a gonne leggerissime…

Pensateci, se fin dall’antichità il sole viene associato alla vita, la neve, che è il suo opposto, a cosa può essere associata?

Io la odio, la neve.

PS: Non me ne frega niente che la finale di Europa League si giochi allo Stadium di Torino, l’Europa League mi fa schifo quasi quanto la neve, è una competizione triste, per sfigati e perdenti o, se preferite in una sola parola, per interisti!