No, non avete sbagliato blog. Qui si scrive sempre di tennis. Però anche i tennisti mangiano e un’alimentazione sana è alla base di ogni pratica sportiva, come recita la tipica frase che si ritrova in ogni libro di nutrizionismo. Ecco, sinceramente non sono mai stato un alfiere del salutismo, anche alimentare, pure quando è legato allo sport. Per intenderci, il mio integratore preferito è il ‘Luppolade’, quella bevanda che i pignoli chiamano birra.

Però a tutto c’è un limite. O quasi. Per esempio, perfino io provo a stare leggero a cena prima di andare a giocare la mia tradizionale ora settimanale. Anche perché la mia suddetta ora va dalle nove alle dieci di sera e – visto che di mangiare dopo non se ne parla per evitare di svenire per ipoglicemia dopo due scambi – non è che mi avanzi troppo tempo per digerire mangiando mediamente tra le 19.30 e le 20.

Quindi, con tutto il tatto possibile, provo sempre a ricordare alla mia dolce metà di non esagerare con la fantasia e le chiedo di prepararmi qualcosa di digestivamente poco impegnativo. Il tutto è sintetizzabile in una breve quanto – a mio ingenuo giudizio – chiara affermazione: “Cara, ricordati che stasera ho tennis: mangiamo qualcosa di leggero, tipo due spaghetti“. In genere, purtroppo, accade che questo suggerimento è genericamente a) non accolto, b) accolto in modo ‘traviato’. Prendiamo tre illuminanti esempi per farvi partecipi delle mie sofferenze.

1. Spaghetti alla carbonara – “Tesoro parlavo sì di ‘due spaghetti’ ma – ricordi l’aggettivo ‘leggero’? – intendevo qualcosa di caloricamente e soprattutto digestivamente meno impegnativo. Ho già la mia di pancetta da portare sul campo, se mi ci aggiungi anche quella della carbonara con le uova la… frittata è fatta”.

2. Pasta e Ceci/Fagioli – Ecco un alimento sano e proteico, penseranno i miei piccoli lettori (che belle le ‘Fiabe sonore’). Seee. Passi per la pasta ma avete presente gli effetti collaterali dei membri della nobile famiglia dei legumi? Ecco, diciamo solo che scattare sul campo con un elemento di spinta a reazione aggiuntivo ma incontrollabile non è particolarmente utile. E fortuna che il mio avversario è diversi metri al di là della rete, sufficientemente distante da evitarmi ulteriori figuracce.

3. Cassoeula – Dove non arriva la mia dolce metà, arrivano i nostri amati parenti, con sovvenzioni alimentari utilissime quando si rincasa alle otto e, ancor più, se poco dopo si deve uscire. Con il problema che loro, ovviamente, non sanno che io devo andare a giocare a tennis e quindi non stilano il ‘menù’ su particolari esigenze ipocaloriche. Come quella che suggerisce di non strafogarsi di cassoeula prima di fare due tiri. Proprio quei due tiri che, causa digestione interrotta, potrebbero essere anche i miei ‘ultimi’ due tiri. Mangiare altro? Di fronte a un piatto pronto l”altro’, semplicemente, non viene contemplato. Vedere alla voce ‘pigrizia’.

Fortunatamente, dopo una serie di cortesi discussioni sulla problematiche di una lunga e pesante fase digestiva durante una partita, la mia donzella sta cominciando a cogliere il mio non troppo velato invito e devo così ammettere che negli ultimi tempi le cose sono migliorate. Ad esempio, qualche sera fa mi ha finalmente fatto un semplice quanto leggero piatto di pasta al pomodoro con parmigiano. Poi mi ha sorriso e teneramente mi ha sussurrato all’orecchio: “Però se vuoi, ci sono anche i peperoni ripieni…”