Confesso di avere un debole per Caroline Wozniacki: è bella, simpatica e brava, pur non incarnando l’ideale (tecnico) della mia tennista preferita. Ho seguito quindi con particolare attenzione gli ultimi eventi che l’hanno vista coinvolta, anche perché potrebbero perfino riguardarmi.

La storia. Fino a qualche mese fa la vita di Caroline sembrava scorrere felice: già numero uno dal mondo per due anni di fila dal 2010 al 2011, nei primi mesi del 2014 aveva cercato un rilancio dopo un periodo deludente e, soprattutto, aveva finalmente annunciato il fidanzamento con il suo ‘storico’ compagno, il golfista Rory McIlroy.

A maggio, però, tutto cambiava: con le partecipazioni per il matrimonio già spedite, McIlroy annunciava la fine del fidanzamento dichiarandosi ‘non pronto’ al grande passo. Il contraccolpo per Caroline era fortissimo, tanto che la danese perdeva subito al primo turno del Roland Garros contro la mediocre belga Yanina Wickmayer.

Per qualche giorno la Wozniacki sembrava destinata a un’altra annata deludente a livello agonistico. Invece, ‘Caro’ ha tirato fuori le unghie e s’è gettata a capofitto nel tennis, tornando a vincere dopo tanti mesi un torneo – quello di Istanbul – e raggiungendo la finale degli US Open, sconfitta solo dalla sua grandissima amica Serena Williams.

Oltre al tennis, però, Caroline ha trovato un altro modo per ‘sfogarsi’ mentalmente dalle delusioni amorose e ricaricarsi, ovvero l’atletica. La danese ha iniziato ad allenarsi duramente e ha puntato decisa alla maratona di New York, la prima della sua vita. I suoi sforzi sono stati premiati e nella Big Apple la Wozniacki ha chiuso con il tempo di 3h27′, perfino migliore a quello che aveva sognato e valido addirittura per qualificarsi alla prestigiosa maratona di Boston del prossimo aprile, che però non correrà per concomitanti impegni tennistici. Non contenta, sullo slancio (atletico) la Wozniacki non s’è più fermata e negli ultimi tempi s’è data anche al triathlon, come puntualmente documentato sul suo profilo Instagram. Considerando che già prima era una tennista che faceva della resistenza fisica un suo punto di forza, Caro sarà ormai una delle giocatrici più ‘toste’, ricevendo da parte mia ulteriore stima.

Sì, perché dovete sapere che a livello fisico non è che io sia propriamente un ‘iron man’, anche se la mia ‘tartaruga’ è come quella di Matthew McConaughey (l’idolo della mia compagna), con la piccola differenza che è girata dall’altra parte. Non è del resto colpa mia se a fine partita devo assolutamente bere birra a causa della mia allergia al Gatorade, che mi procura terrificanti conati di vomito. Peraltro non mi fido molto neppure degli altri integratori solidi – chissà cosa c’è dentro… – preferendo costruire le mie riserve energetiche con la pasta al forno, che so di cosa è fatta.

Insomma, fisicamente mi servirebbe uno stimolo per buttare giù qualche chilo, trovare una forma migliore ed essere più ‘fisicato’, oltre che più competitivo su un campo da tennis. Il problema è che, vista la mia pigrizia, questo stimolo dovrebbe essere particolarmente forte. Che debba arrivare a ‘quello’ della Wozniacki, datasi all’atletica&running dopo essere stata mollata dal compagno? Il dubbio m’attanaglia: fisicato e abbandonato o (ahem…) robusto e felicemente accompagnato? Atleta da maratona e tennista d’acciaio o sportivo da divano? Che dici cara? Intanto, mentre ci pensi, mi passeresti la teglia che deve essere rimasta un po’ di pasta al forno?