Tennis chiama pianeta terra. Battuta ovviamente. Dopo gli ‘antipasti’ di Houston e Casablanca, nel principesco torneo di Montecarlo si apre alla grande la stagione europea sul ‘rosso’, classica quanto i gesti bianchi e le calze sporche di mattone tritato. E con la terra battuta arrivano anche cinque domande sul come i protagonisti più attesi si esprimeranno tra Monaco, Madrid e Roma fino al Roland Garros, attesissimo secondo appuntamento annuale del Grande Slam.

Parigi val bene uno Slam (della carriera): riuscirà Djokovic a vincere il Roland Garros? – L’alloro al Bois de Boulogne è l’unico dei quattro più importanti del tennis che ancora manca a Novak Djokovic, indiscusso numero uno della circuito. Il serbo è andato già vicino al successo in diverse di occasioni, fermandosi sempre su quella specie di “dependance” del Roland Garros che risponde al nome di Rafael Nadal, nove volte vittorioso sotto la Torre Eiffel. Per come ha giocato finora – vedi due sole sconfitte in tre mesi e mezzo una -, è lui il favorito, ancor più dello spagnolo. E se vince a Parigi, chissà che pure il vero Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open nello stesso anno solare) non riesca a diventare realtà.

La dura legge dell’ex (numero uno): come se la caveranno Federer e Nadal? – A proposito di numeri uno, ce ne sono un paio di ex che sono assai attesi sulla terra battuta europea. Il primo, Roger Federer, per vedere se anche sul ‘rosso’ riuscirà a esprimere quel tennis d’attacco che gli ha permesso di essere l’unico capace di creare seri grattacapi a Djokovic. Il secondo, Rafael Nadal, per capire se con il ritorno sull’amato ‘rosso’ europeo, riuscirà anche a ritrovare il suo antico tennis, finora espresso solo a scampoli, come dimostrano i ‘flop’ nei tornei che contano.

AAA, giovani intraprendenti cercasi: Raonic, Nishikori & Co fermeranno i soliti noti? – Djokovic, Nadal, Federer e Murray… ormai è una litania. Insomma, alla fine sono quasi sempre questi i nomi dei vincitori dei tornei più importanti. Dopo gli exploit dell’anno scorso di Stanislas Wawrinka agli Australian Open (e a Montecarlo) e di Marin Cilic agli US Open, forse si pensava a un più rapido ricambio agli altissimi vertici della classifica, ricambio finora non concretizzatosi. Vediamo se sulla terra questi virgulti, più o meno giovani, riusciranno finalmente a fare l’ultimo passo per affiancare i ‘Big’. Il nome più atteso? Forse quello di Milos Raonic: nonostante il canadese non sia proprio un animale da terra battuta, i progressi sugli spostamenti evidenziati negli ultimi tempi potrebbero renderlo la vera mina vagante della stagione sul ‘rosso’, più ancora dei vari Grigor Dimitrov e Kei Nishikori.

La Regina è Serena: chi può impensierire Sua Maestà Williams? – L’abbiamo scritto e riscritto così tante volte che ormai pure noi siamo stufi: se Serena Williams sta bene, non la batte nessuno. Anche perché mentre la statunitense è ancora imbattuta nel 2015 (unico stop il walkover per infortunio a Indian Wells), non è che le rivali stiano facendo fuoco e fiamme e, soprattutto, non si capisce chi possa impensierirla: forse Maria Sharapova se ritrova il servizio, forse Simona Halep se ritrova il top della forma, forse Petra Kvitova se riuscirà a muoversi meglio sul campo, forse Caroline Wozniacki se sarà più aggressiva nel gioco… Insomma, tutti questi ‘se’ sembrano davvero troppi perché la coincidenza astrale possa verificarsi.

Italians do it better: arriveranno piacevoli sorprese dagli Azzurri sul ‘rosso’? – Tradizionalmente la terra battuta è la superficie sulla quale i nostri rappresentanti si esprimono al meglio. Quest’anno l’attesa è come sempre in primis su Fabio Fognini e Sara Errani e ‘in secundis’ su Andreas Seppi e Flavia Pennetta. Ci sarebbe pure poi Camila Giorgi, che arriva con lo slancio della finale raggiunta a Katowice, dove però ha perso e dove si giocava sul sintetico indoor, un altro pianeta rispetto alla terra battuta open. Soprattutto Fognini ha il talento e il fisico (sulla ‘testa’ ci sarebbe ancora un po’ da lavorare…) per provare a raggiungere almeno i quarti tra Montecarlo e Roma per poi provare il ‘colpaccio’ a Parigi, dove è già arrivato tra gli ultimi otto nel 2011. Intanto nel weekend le Azzurre sfidano gli Stati Uniti sul – manco a dirlo – rosso di Brindisi per restare nel tabellone principale di Fed Cup. Sara Errani, Flavia Pennetta, Camila Giorgi e Karin Knapp dovranno vedersela con Serena Williams e – oggettivamente – poco altro, ovvero Christina McHale, Lauren Davis e Alison Riske, tre americane già non eccelse che sul lento pugliese non dovrebbero rendere al meglio. Ma una come Serena rischia di bastare da sola…

Immagine di copertina da www.liberinforma.it