Avete presente Victor Estrella Burgos? Per i più distratti, è il tennista dominicano che l’altra settimana ha vinto il suo primo titolo Atp in carriera alla veneranda età di 34 anni. Ecco, diciamocelo: in quanti hanno pensato ‘mai che capitasse una cosa del genere con un tennista italiano’. E, invece, per poco il mitico Luca Vanni non riusciva in un’impresa per certi versi perfino più grande.

Anche qui, giusto per sgombrare il campo da potenziali Don Abbondio e neo-Carneadi: se siete appassionati ‘normali’ di tennis e non avete mai sentito nominare il suddetto giocatore non spaventatevi. Sì, perché ‘Lucone’, come lo chiamano gli amici, s’è affacciato solo nel 2015 nel circuito Atp, da non freschissimo 29enne. Prima, come tanti altri tennisti, aveva frequentato i circuiti ‘inferiori’ a quello principale, ovvero i challenger e, soprattutto, i futures. Avete presente i tornei ricchissimi con ospitalità in alberghi di lusso? Ecco, NON sono questi: in questi casi ci si arrangia alla meglio con pensioni o alberghi con una stella se va proprio bene, si viaggia in compagnia per risparmiare e già portarsi dietro l’allenatore e il fisioterapista è un lusso, visto che il montepremi dei suddetti appuntamenti è molto più vicino ai 10mila che ai 100mila dollari. Per capirci, non è un caso che questi futures vengono organizzati in serie e in sedi vicine nella varie Nazioni, in modo da evitare che chi ci gioca spenda i (pochi) euro vinti anche solo in spostamenti.

Fatto sta che, dopo anni di girovagare, tornei come piovesse per far quadrare il bilancio e risultati altalenanti – complice una sfiga che ci vedeva benissimo, come sanno le sue martoriate articolazioni inferiori – finalmente Luca è arrivato a ridosso del tennis che conta e quest’anno sul cemento di Chennai, in India, ha superato le qualificazioni e giocato il suo primo match in un tabellone principale Atp. Gli è andata male, perdendo dal lituano Richard Berankis, numero 83 del mondo. Poche settimane dopo, Luca ci ha riprovato: altro primo turno, questa volta sulla terra battuta di Quito, e altra sconfitta, questa volta da Dusan Lajovic, serbo numero 80 del mondo.

Insomma, prova e riprova Luca arriva a San Paolo, altro torneo sulla classica terra rossa. Passa le qualificazioni e approda in tabellone principale dove, finalmente, ha una botta di fortuna. Il giocatore più forte, lo spagnolo Feliciano Lopez, va ko, si ritira e gli lascia il suo posto privilegiato da numero uno del tabellone con tanto di qualificazione automatica al turno successivo e, soprattutto, relativo premio di 7,745 dollari già in tasca.

E la prima vittoria Atp? Eccola servita: secondo turno e Lucone fa fuori Thiemo De Bakker, olandese numero 142 al mondo. Pian piano Luca ci prende gusto e a suon di botte di servizio e bel rovescio piatto (è infatti più giocatore da superfici veloci che da terra battuta, ma le articolazioni martoriate di cui sopra gli suggeriscono il contrario: come ti capisco Lucone mio…) fa fuori nell’ordine Dusan Lajovic, vendicandosi del ko di Quito, il brasiliano Joao Souza, numero 110, e si trova davanti in finale l’uruguaiano Pablo Cuevas, giocatore in aria di top 30 al mondo. Pur stanco per la sfiancante settimana di partite, il toscanaccio di Castel del Piano lotta, ribatte colpo su colpo e va perfino a servire per il match sul 5-4. Perfetta favola a lieto fine? Non proprio. Un po’ la possibile emozione, un po’ il ritorno dell’esperto avversario, fanno vacillare Luca e così il sudamericano rientra in gioco e s’aggiudica partita e torneo al tie break per 7-4.

Per Vanni un’esperienza comunque da incorniciare. “Prima di servire per il match mi sono concentrato e mi son preparato a tornare in campo come se fossimo sull’1-1 del primo set. Ho anche iniziato bene ma lui non ha più sbagliato una palla – la confessione dell’italiano – Però non posso che essere soddisfatto di questa settimana: sono orgoglioso di quanto ho fatto”. Essì, perché alla faccia di chi dice che ora arriva il difficile (no, no, Vanni il difficile potrebbe esserselo già lasciato alle spalle, in qualche oscuro torneo cinese o colombiano), con l’attuale 108^ posizione in classifica, Luca potrà entrare direttamente in diversi tabelloni dei tornei del tennis ‘importante’ e, con un pizzico di buona sorte, pure nei tornei del Grande Slam. Essì, la vita – tennistica – può ricominciare a ventinove anni. Anche se non ti chiami Victor Estrella Burgos.